L’ultima grana di de Magistris sono gli spazzini sul piede di guerra

L’ultima grana di de Magistris sono gli spazzini sul piede di guerra

NAPOLI – Non si vedranno, almeno per ora, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris: all’incontro sui rifiuti fissato per giovedì 21, in rappresentanza del governo parteciperà il ministro agli Affari regionali Raffaele Fitto. Il faccia a faccia dovrebbe essere rinviato di una settimana, di certo c’è che la questione rifiuti oggi è stata ancora una volta la spina nel fianco del premier: oggi in discussione alla Camera c’era proprio il contestato decreto rifiuti.

Ovviamente non è andato tutto liscio: quando il Pdl ha chiesto un rinvio del testo in conferenza Stato-Regioni, c’è stata la conta e il governo è andato sotto di sei voti: niente rinvio, si continua la disamina degli emendamenti. Il motivo di tanto agitarsi risiede in poche fondamentali righe del testo, il comma 1 dell’articolo 1, quello che dispone che si possano trasferire i rifiuti campani fuori regione solo con un nullaosta della regione destinataria.

Una norma voluta dalla Lega Nord che non ha intenzione di ospitare il pattume partenopeo nelle regioni settentrionali. Il Veneto ieri ha ribadito il suo no, per ora è la Liguria che sta aiutando Napoli. E dunque alla Camera franchi tiratori in quest’occasione sono stati i parlamentari Pdl campani, preoccupati di lasciare il cerino in mano a una Regione che ormai non ha più frecce al suo arco. Ieri il governatore Stefano Caldoro e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris si sono incontrati per parlare di altre questioni, ma i rifiuti sono ormai un tema fisso dell’agenda di presidente della Regione e primo cittadino: se non si risolve questo problema, non si va avanti.

La questione è sotto gli occhi, anzi, sotto il naso, di tutti i napoletani: duemila e passa tonnellate di immondizia a terra e una temperatura di 32 gradi centigradi: un cocktail infernale con nuove proteste al centro storico, cassonetti rovesciati e i roghi di spazzatura che producono diossina e sono un danno peggiore del male che già c’è. «Nessuno ci viene incontro, nessuno apprezza il lavoro enorme che sta facendo l’amministrazione comunale, avremmo voluto maggiore solidarietà dalle istituzioni e da chi avrebbe dovuto rimboccarsi le maniche come stiamo facendo noi» dice il sindaco Luigi de Magistris.

Intanto nella zona Orientale apre i battenti un sito di stoccaggio provvisorio e la tensione è altissima: negli anni passati ci sono state proteste durissime ad ogni annuncio del genere. Sarà così anche ora? In settimana sarà anche definito l’accordo per spedire via nave i rifiuti nel Nord Europa (penisola Scandinava forse anche la Germania). Ma i problemi il Comune ce li ha in casa: i lavoratori di Lavajet, una delle ditte private addetta alla raccolta in alcune zone del centro in subappalto, sono sul piede di guerra: denunciano di non essere stati pagati. «Andiamo a verificare se ci sono abusi nelle vertenze di lavoro. Ma – avverte l’ex pm – o tutti scendono per strada a lavorare, anche in condizioni difficili perché non sappiamo dove andare a sversare, o prenderemo decisioni drastiche». 

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