Nella bonaccia d’agosto al Trivulzio fa carriera l’uomo di La Russa

Nella bonaccia d’agosto al Trivulzio fa carriera l’uomo di La Russa

Quando le nomine del consiglio di amministrazione di competenza della politica sembrano ancora immobili, al Pio Albergo Trivulzio, in realtà, qualcosa si muove. Dopo lo scandalo “Affittopoli” del febbraio scorso, che ha spazzato via il vecchio consiglio di amministrazione, al centro della scena c’è oggi Alessandro Lombardo, uomo di La Russa e direttore del dipartimento tecnico dell’ente dal 2009. Lombardo (An) era entrato due anni fa, insieme al direttore generale Fabio Nitti (anche lui legato al centrodestra): una squadra che avrebbe amministrato le assegnazioni e le vendite del patrimonio immobiliare dell’ente nei successivi due anni (fino al 2011).

Lombardo, fortemente voluto dal Ministro della Difesa, dal febbraio 2011 è sotto la lente d’ingrandimento della Guardia di Finanza e della Corte dei Conti che debbono ancora valutare le operazioni immobiliari del Pat e accertare le responsabilità dei dirigenti. Lombardo e Nitti operavano sotto la supervisione di Emilio Trabucchi, vicino al premier Silvio Berlusconi, ex presidente del Pio Albergo Trivulzio. Il governatore Formigoni, dopo lo scandalo che travolse l’ente questo inverno, ne ha chiesto la testa. Trabucchi è stato così costretto a dimettersi dopo sette anni alla guida dell’Istituto. 

Ma Nitti e Lombardo sono rimasti. E oggi che succede? Una fonte interna al Pat fa sapere che questo agosto – complice la distrazione generale determinata dalle ferie estive – Lombardo (la cui eventuale responsabilità è ancora da accertare) dovrebbe essere non solo riconfermato, ma anche assunto, con una delibera, “a tempo indeterminato”. Una conferma la sua (finora assunto con un contratto a termine) che molti giudicano inopportuna, almeno fino all’accertamento della sua estraneità ai fatti. Ci sono ancora in corso le indagini degli inquirenti. Lombardo era nella commissione per la valutazione degli alloggi e si era occupato anche dell’alienazione dei palazzi. Scelte contestate, sul patrimonio dell’ente, ma che lui ha sempre strenuamente difeso. Le decisioni delle vendite, in realtà, a leggere lo statuto, competerebbero al cda (di nomina del Comune di Milano).

La promozione di Lombardo dovrebbe essere confermata da una delibera firmata dal commissario straordinario Emilio Triaca (ex direttore generale dell’Asl di Sondrio, di Milano 2 e infine di Lodi), voluto dal governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Eletto lo scorso primo marzo, il suo incarico è scaduto il 31 maggio, ma poi prorogato fino al 30 novembre prossimo. 

Il direttore generale Fabio Nitti non smentisce, né conferma la promozione di Lombardo, ma rivendica l’autonomia del Pat sulle decisioni interne al personale dell’istituto: «Stiamo procedendo alla mappatura del personale. Facciamo le nostre valutazioni. In seguito, con la Regione e il suo comitato di controllo, nomineremo il direttore generale e il commissario. Rivendico la nostra piena autonomia e legittimità». È prevista una scadenza entro cui riorganizzare l’organigramma? «No», risponde. 

Intanto, per le nomine dei nuovi componenti del cda, occorrerà aspettare almeno il 9 settembre prossimo – fanno sapere dal Comune di Milano. Il bando per raccogliere le candidature (tra cui anche quella dell’ex consigliere Fli Barbara Ciabò, di cui si parla come possibile presidente dell’ente) è scaduto lo scorso 15 luglio. 

Della selezione dei titoli si occuperà una commissione di saggi nominata dal consiglio comunale e composta da cinque membri (professionisti e studiosi che non hanno avuto a che fare col Comune di Milano). Valutati i curricula, si selezioneranno le nomine. Il sindaco Pisapia, dietro consultazione con i capigruppo in Consiglio, procederà alla nomina di cda e presidente. 

In quanto alla Regione, bocche cucite sui consiglieri di nomina del Pirellone. Fonti interne accreditano l’ipotesi che sarà quasi interamente confermata la squadra precedente, attiva prima dell’azzeramento. 

paola.bacchiddu@linkiesta.it

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