Prosperini, l’assessore lombardo arrestato due volte

Prosperini, l’assessore lombardo arrestato due volte

Dopo 18 mesi di nuovo agli arresti. L’ex assessore regionale al Turismo e allo sport Pier Gianni Prosperini (Pdl, già Lega e An) è finito agli arresti domiciliari con le accuse di corruzione e false fatturazioni in relazione a tangenti ricevute per favorire un imprenditore in una gara d’appalto per la costruzione di stand fieristici in occasione della Bit, la Borsa Internazionale del Turismo.

Prosperini era finito in carcere nel 2009 e aveva patteggiato una condanna a 3 anni e 5 mesi per altre vicende di tangenti. Secondo la ricostruzione dell’accusa, quando era assessore al Turismo, avrebbe incassato tangenti sugli appalti per gli stand della Bit, la famosa Borsa Italiana del Turismo che si tiene ogni anno alla Fiera di Rho Pero e a cui partecipa anche la Regione Lombardia.

Nell’inchiesta sono coinvolti anche due collaboratori del politico. Roberto Lambicchi, attualmente impiegato alla Regione Lombardia con l’incarico di dirigente, è accusato di truffa aggravata ai danni della Regione. Isabella Molina, funzionaria del Consiglio Regionale, è stata denunciato per ipotesi di corruzione. Sono in corso anche sequestri di disponibilità finanziarie per 250mila euro nei confronti di due emittenti televisive locali, TeleLombardia e Telecity, per aver ricevuto commesse regionali dal politico, a seguito di appalti manipolati.

Quale collegamento tra l’ex politico, famoso in Lombardia per le sue invettive in Tv anti-immigrati e gli appalti alla televisioni? Nel 2009 la Guardia di Finanza intercettò una tangente di circa 230 mila euro che sarebbe stata versata su conti correnti elvetici intestati a società fiduciarie riconducibili all’assessore Pier Gianni Prosperini. Arrivavano da Raimondo Lagostena, patron del gruppo Profit, titolare dei marchi Odeon Tv e Telereporter, due emittenti locali. Lo scambio tra Prosperini-televisioni era semplice: come assessore al Turismo Prosperini «assegnava» appalti (del valore di 7,5 milioni di euro) per la promozione turistica del territorio lombardo e, secondo l’accusa, in cambio riceveva tangenti e spazi nei programmi politici delle reti per accrescere la sua visibilità e, di conseguenza, le preferenze elettorali.

Ora, nelle indagini che hanno portato di nuovo ai domiciliari l’ex assessore e un impreditore della Valtellina, emerge un meccanismo simile per le manifestazioni fieristiche: tangenti in cambio di appalti per progettazione e realizzazione di allestimenti di stand con il logo della Lombardia, la rosa camuna. Le ipotesi di reato sono gonfiaggio dei costi (presentate sotto forma di fatture da rimborsare da parte della Regione Lombardia) e tangenti. In questo meccanismo sembrerebbe, secondo la Magistratura, che anche i collaboratori di Prosperini fossero coinvolti ottenendo favori personali e regalie, grazie alla posizione decisionale per la gestione di fondi pubblici destinati agli eventi fieristici.

Il Giudice per le indagini preliminari ha invece respinto la richiesta di arresto per Prosperini avanzata dalla Procura nella parte che riguarda il presunto traffico di armi in Eritrea, sostenendo che per questo filone di indagine non sussistono le esigenze cautelari. Un brutto affari di tangenti e armi con destinazione la dittatura eritrea di Isaias Afewerki e, in un’inchiesta parallela, l’Iran di Mahmud Ahmadinejād.

michele.sasso@linkiesta.it