La Lega: «Vergognosi tutti quei diplomati con 100 al Sud»

La Lega: «Vergognosi tutti quei diplomati con 100 al Sud»

Meridionali e diplomati con 100 e lode? Inconcepibile. I risultati degli esami di maturità di quest’anno non piacciono alla Lega Nord: che al Sud ci sia il doppio di giovani diplomati col massimo dei voti è inaccettabile per due deputati della Lega Nord, Paolo Grimoldi e Davide Cavallotto, rispettivamente responsabile federale e coordinatore nazionale piemontese del Movimento giovani padani. I due propongono quindi una singolar tenzone tra intelligenze. Insomma, una sfida tra cervelloni Nord-Sud, un ritorno al quiz alla Mike Bongiorno (o magari a Giochi senza Frontiere). «Leggere ancora oggi – spiegano Grimoldi e Cavallotto – che nelle scuole superiori al Sud si registrano il doppio dei 100 e lode del Nord è vergognoso e imbarazzante. Ma qualcuno crede davvero che in Campania, Sicilia, Calabria, Puglia, Lazio siano tutti geni, mentre dal Centro al Nord tutti somari? Facciamola veramente questa sfida comparativa tra i 100 e lode sudati in Padania e quelli spesso regalati nel Sud».

La coppia di parlamentari leghisti informa di come il recente rapporto di Tuttoscuola sulla qualità dell’istruzione abbia «fotograto il Nord Ovest del Paese come l’area territoriale dove la scuola funziona meglio, con Biella e Torino ai primi due posti della graduatoria per province». La graduatoria per Regioni vede al primo posto il Piemonte, seguito da Friuli Venezia Giulia e Lombardia, regioni dove tuttavia è altissima la percentuale di docenti di ruolo meridionali emigrati al Nord per lavorare. Ultime Campania, Sardegna e Sicilia. E, ancora, Grimoldi e Cavallotto accusano: «Gli studenti del Sud partono con un “bonus” omaggio nelle selezioni per le università, per le borse di studio e in generale con un riconoscimento nel curriculum che non corrisponde alla loro preparazione reale. Sinceramente se dovessimo assumere un laureato padano con votazione 80 e uno laureato al Sud con il massimo dei voti non avremmo dubbi sul grado di preparazione».

E dire che proprio in questi giorni, sul versante delle assunzioni il problema sembra essere l’opposto: sono i meridionali, nel caso specifico i campani, che insorgono contro bandi per assunzioni pubbliche dalle quali sono stati clamorosamente esclusi. È il caso di Pompei: dalle selezioni per numerosi posti nell’area archeologica più visitata d’Italia sono stati riservati a residenti in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Marche, Puglia, Calabria e Sardegna. Tutte tranne la Campania, dove non c’è una graduatoria ad hoc. Sulla vicenda il ministero ai Beni culturali dovrà rispondere ad una interrogazione. Una volta concluse le ferie del Parlamento, ovviamente.