Spread record mentre un guasto oscura la Borsa

Spread record mentre un guasto oscura la Borsa

19.10 – Il dato finale del Ftse Mib è di -5,16% a 16.128 punti. Il dato è arrivato oltre un’ora dopo la chiusura delle contrattazioni, avvenuta senza che si sapesse quanto avesse perso la borsa rispetto all’indice di riferimento. Sull’accaduto la Consob ha avviato accertamenti.

18.05 – Lo spread fra i Btp italiani e i bund tedeschi, che martedì era arrivato a 393 punti di differenziale, oggi è arrivato a 394 punti, il risultato più alto di sempre. I Credit default swap sono invece arrivati a 393 punti.

18.00 – Accertamenti avviati dalla Consob sulla sospensione degli indici che si è verificata oggi a Piazza Affari. Secondo quanto riporta una fonte vicina alla commissione sentita da Reuters, «Consob è in contatto con Borsa Italiana e ha avviato accertamenti per appurare le motivazioni di quanto accaduto».

17.45 – Milano chiude senza comunicare quanto abbia perso rispetto all’indice di riferimento. Fin dalle 15.38 sono comparsi i primi avvisi di malfunzionamento sul sito di BorsaItaliana. Nelle ultime battute di mercato, il future scadenzato a settembre ha fatto segnare un -5,4%, prima di risultare sospeso. In più, Nyse Euronext comunica che – per un guasto – gli scambi sono stati sospesi anche ad Amsterdam, Bruxelles e Lisbona.

17.35 – Il Ftse Mib segna, come ultimo aggiornamento disponibile, quello delle 17.00. Il calo è del 3,23% a 16,459 punti. Il blocco degli aggiornamenti non indica che il listino sia fermo. L’elenco di titoli congelati al ribasso comprende Fiat, FiatIndustrial, Unicredit, Exor, Fonsai, Intesa SanPaolo, Tod’s e Impregilo.

17.25 – Negativi tutti i principali indici europei. Il Dax di Francoforte  perde il 3,03% e a Londra il Ftse 100 cede il 3,08%. Negativo anche l’indice di Parigi (-3,29%) e Madrid, dove l’Ibex fa segnare un calo del 2,83%

17.10 – «Si comunica agli operatori che il valore dell’indice FTSE MIB non è diffuso. Seguiranno comunicazioni». Questa l’ultima comunicazione di BorsaItaliana.

17.05 – A dieci minuti di distanza esce un nuovo comunicato di BorsaItaliana: «Si comunica agli operatori che il valore dell’indice FTSE MIB non è aggiornato in tempo reale. Seguiranno comunicazioni». Nel frattempo Btp e Bund sono arrivati a un divario di 388 punti base. Ftse Mib (-3,2%), Fiat, Fiat Industrial e Tenaris fanno segnare pesanti perdite, Unicredit è congelata con un calo teorico del 7,15%, sospesa dalle contrattazioni anche Intesa San Paolo

16.44 – Nuovo comunicato da Piazza Affari. «Borsa Italiana comunica che l’informativa sui prezzi in tempo reale su alcuni canali informativi non è aggiornata. Seguiranno comunicazioni».

16.22 – Dal sito di Borsa Italiana, un comunicato con orario 16.22: «Si comunica agli operatori che il valore dell’indice FTSE MIB potrebbe non essere aggiornato in tempo reale. Seguiranno comunicazioni».

16.10 – Secondo quanto riporta un comunicato sul sito di Borsa Italiana, i trader vengono informati che l’indice Ftse Mib non si sta aggiornando.

16.00 – Apre in negativo Wall Street, come era stato anticipato dai future sugli indici americani. Il Dow Jones fa segnare -1,34%, con segno negativo anche per S&P500 e Nasdaq, che cade dell’1,70%

15.50 – L’indice Ftse Mib della Borsa di Milano segna -2,40%, Parigi è a -2,22%, Londra -1,70% e Francoforte fa segnare -1,22%. Tutte le borse europee sono in territorio negativo, con Milano che era stata la peggiore nella giornata di ieri e fa segnare le perdite più pesanti anche nella giornata di oggi.

15.48 – Il presidente della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, ha ribadito l’importanza di riforme strutturali, «anche per l’Italia». La direzione è quella del risanamento fiscale, in un paese dove però sono comunque necessarie riforme strutturali.

15.30 – Lo spread fra i titoli di stato italiani e i bund tedeschi, cala a 354 punti base di differenziale.

15.28 – I future sugli indici di Wall Street sono negativi e indicano che il mercato americano potrebbe riprendere la discesa, sulla pressione anche dei dati settimanali sull’occupazione. Sono attesi per oggi infatti i dati sulle richieste dei sussidi di disoccupazione, metro di giudizio per capire lo stato di salute del mercato del lavoro Usa. Oltre a questo dato, verrà diffuso anche il dato sulla grande distribuzione di luglio.

15.25 – Un commento di Business Insider sottolinea come il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso abbia ammesso che l’ultimo bailout non ha avuto il desiderato effetto sul mercato.

15.15 – Il presidente della Bce, sull’acquisto di titoli di stato da parte della banca centrale europea, come riportavano le voci raccolte da alcuni trader, dice: «Lo ho confermato in anticipo».

15.10 – Jean Claude Trichet rimanda alla comunicazione settimanale degli acquisti, per controllare se e quanti titoli di Stato siano stati acquistati: «Vedrete cosa è stato fatto». Il presidente della Bce ha ribadito che vi sia «stretta aderenza» agli obiettivi fiscali fissati, senza per questo escludere altre e nuove misure. Questo anche perché l’attuale tendenza al ribasso dei mercati e il rischio che comporta, potrebbero diventare più forti.

14.55 –  Tra i titoli più pesanti a Milanoci sono Tenaris (-9,90%), Fiat (-7,52%), Fiat Industrial (-6,48%), Saipem (-5,10%) e Unicredit (-4,97%). L’indice Ftse Mib è al -2,34%, con il Ftse All Share a -2,24%. Male anche le altre borse europee, da Londra a Parigi e Francoforte.

14.50 – Mentre si sta concludendo la conferenza stampa del governo, dopo l’incontro con le parti sociali, sta parlando Jean-Claude Trichet, il presidente della Bce. Trichet sta parlando di incertezza a livelli «particolarmente alti». Sulla crescita economica della zona euro, Trichet ha detto che è in «decelerazione», e che la banca centrale europea sta optando per un’operazione che dia «supplementare liquidità», date le condizioni di tensione sui mercati, definite «particolarmente alte».

14.45 – «La Borsa ha una sua vita, distante dalla politica». Berlusconi sta parlando delle tensioni sui mercati di questi giorni.

14.45 – «I mercati agiscono per ragioni proprie», dice il presidente del Consiglio sui movimenti di Borsa di questi giorni.

14.45 – Berlusconi: «Io non credo che la crisi si aggraverà». Il globale del debito pubblico rimane agli interessi a cui è stato piazzato negli anni passati.

14.40 – Parla Romani, ministro dello Sviluppo Economico. «Lavoreremo tutto agosto. Sarà un agosto di lavoro». Sui punti presentati, «molte cose sono cose che il governo che ha già fatto». La politica energetica, prosegue Romani, è stato un altro tema affrontato. A settembre verrà presentata una bozza del nuovo piano per l‘energia.

14.30 – Dopo il ministro dell’Economia, è il turno del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.«Si tratta di una nuova stagione del dialogo sociale. Le parti sociali hanno convenuto con il governo la necessità, nelle condizioni straordinarie che viviamo, di condividere i percorsi di attuazione. Non si tratta solo di fare leggi, ma di concorrere a superare le resistenze corporative e burocratiche». Le parti sociali quindi «vogliono partecipare a dei processi attuativi».

Per quanto riguarda le politiche del lavoro, prosegue Sacconi «si è ragionato del modo con cui contrastare il lavoro sommerso. Un compito delle istituzioni, ma anche delle parti sociali».

14.25 –  Dopo Berlusconi, parla Giulio Tremonti. «Abbiamo presentato un metodo di lavoro nuovo, non solo Italia su Italia, ma aprendoci al confronto con le istituzioni internazionali». Nel merito, Tremonti ha detto: «E’ stata molto importante la sensibilizzazione delle parti sociali sull’articolo 81, sul pareggio di bilancio». Per Tremonti, l’iter di lavoro sull’inserimento del pareggio di bilancio è un obiettivo da mesi. Berlusconi lo definisce «un evento epocale». Prosegue il ministro dell’Economia «Abbiamo cominciato molto bene e crediamo di chiudere il lavoro tecnico il più presto possibile». «Abbiamo attivato due giganteschi fondi, fra i più grandi europei, per le medio-piccole imprese. Interverremo anche con la Cassa depositi e prestiti, che è già molto forte e attiva». «La materia del lavoro è fondamentale», dice Tremonti. «Il Pil non si fa per decreto», conclude il ministro dell’Economia.

14.20 – Sta parlando il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Il governo risponderà alle proposte delle parti sociali nei prossimi giorni». Si vuole arrivare a un patto complessivo assolutamente entro il mese di settembre.

14.20 – Nessuna sorpresa dala Banca Centrale Europea. La Bce ha comunicato la decisione di lasciare invariato a 1,50% il tasso di riferimento principale, alzato lo scorso 7 luglio dall’1,25%. Conferme anche per il tasso marginale (2,25%) e tasso sui depositi (0,75%).

14.10 – Piazza Affari, che questa mattina aveva aperto in rialzo, è ora la peggiore d’Europa. Il Ftse Mib fa attualmente segnare -2,24%. La borsa di Madrid è in sostanziale pareggio, mentre Londra perde più dell’1%, Parigi lo 0.94% e Francoforte contiene le perdite a -0,32%.

14.10 – Si è svolta la conferenza stampa delle parti sociali, dopo l’incontro con il governo. Sono sei i punti presentati dalle parti sociali all’esecutivo. Il primo riguarda la credibilità del pareggio di bilancio: nel documento si chiede che da subito ci sia un obbligo costituzionale al pareggio di bilancio. Il secondo punto riguarda i costi della politica, un tema che, hanno fatto sapere le parti sociali, chiaramente non risolve il problema dei conti pubblici. Tuttavia, i tagli vanno anticipati subito. Terzo punto riguarda liberalizzazioni, privatizzazioni (su questo non c’è l’unanimità), dismissione e valorizzazione del patrimonio pubblico. Quarto punto riguarda gli investimenti, che sono in larga parte già finanziati ma sono bloccati, e su questo le parti sociali chiedono di rimuovere gli ostacoli. Rappresentanti del mondo dell’impresa e del lavoro si sono detti disponibili a proseguire il percorso sul mercato del lavoro. Ultimo punto riguarda riduzione della pressione fiscale su imprese e lavoro.

L’Italia era attesa alla prova dei mercati finanziari e, dopo un avvio positivo, ora la Borsa ha girato in negativo riconsegnando a Milano la maglia nera di peggiore d’Europa.Dopo le parole del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sono gli investitori a dare un’indicazione se la strada scelta dal governo è corretta. Tuttavia, l’apertura di stamane, poteva essere drogata da due eventi esogeni di notevole rilevanza: l’operazione della Bank of Japan in difesa dello yen e la riunione della Banca centrale europea, nella quale è probabile che si discuta anche della crisi italiana e spagnola. Per Piazza affari ci si attendeva una partenza in crescita e così è stato. All’apertura delle contrattazioni, il Ftse/Mib segnava un considerevole +1,80 per cento. Dopo un’ora, si annullano i guadagni e inizia il declino. Si riduce leggermente lo stress su titoli di Stato e Credit default swap. Alle 13.45 la perdita è del 2,42%  a 16.594 punti con le banche ancora sotto pesante attacco: Intesa Sanpaolo cedel l’1,97% teorico, Ubi Banca il 2,77%, Bpm l’1,57%, Banco Popolare l’1,98%, tutti ribassi teorici.

La mattina europea era iniziata bene. Gli investitori erano galvanizzati dalla decisione della Bank of Japan di entrare sul mercato in aiuto dello yen. Il ministro delle Finanze, Yoshihiko Noda, nella notte italiana ha spiegato la propria volontà di evitare che la divisa giapponese scendesse sotto i minimi storici contro il dollaro, fissati a quota 76,25. «I recenti aumenti dello yen sono stati a senso unico, e se fossero andati avanti avrebbero avuto un effetto negativo sull’economia», ha sottolineato il capo di gabinetto, Yukio Edano. La Borsa di Tokyo ha giovato di questo atteggiamento e ha chiuso in rialzo dello 0,23% (dopo aver superato l’1,2%), con il cross yen/dollaro passato da 77 a 79 nell’arco di una sola seduta.

Nella pre apertura Londra e Francoforte erano attese a una performance migliore rispetto alle ultime sedute, nonostante le tensioni sui Paesi periferici stiano continuando. Sono due gli elementi che lasciavano ben sperare: l’intervento della Bank of Japan, ampiamente atteso, a sostegno dello yen nel cross con il dollaro statunitense e la riunione odierna della Banca centrale europea, dalla quale emergeranno nuovi dettagli sulle soluzioni alla contagio di Roma e Madrid della crisi dell’eurodebito. Prevale l’ottimismo, anche se potrebbe esserci una rilevante inversione di tendenza dopo le 14:30, quando inizierà la conferenza stampa all’Eurotower.

Diversa è l’opinione di Goldman Sachs. Nel consueto roundup mattutino la banca regina di Wall Street faceva notare che l’indice Ftse/Mib, il principale del listino italiano, ha toccato un importante supporto nella giornata di ieri, andando oltre. È la soglia psicologica del 17.000 punti, battuta al ribasso fino a quota 16.800. Ci sono due possibilità per il mercato italiano. Se continuerà la tendenza ribassista, il prossimo supporto sarà intorno i 16.500, una volta rotto, per gli analisti di Goldman Sachs potrebbe esserci un’ulteriore discesa fino a 16.000 punti. Di contro, sulla scia del buon risultato delle Borse asiatiche potrebbe esserci un rimbalzo considerevole fino ai 17.500 punti, una resistenza considerata importante in questa attuale fase. 

L’attesa maggiore di oggi sarà riservata alle parole di Jean-Claude Trichet, presidente della Bce. Nella consueta riunione del board esecutivo del primo giovedì del mese non saranno alzati i tassi d’interesse, ma si parlerà soprattutto della situazione italiana e spagnola. L’ampliamento degli spread coi Bund tedeschi da parte di Btp e Bonos sono considerati un segnale importante del livello di stress che sta attualmente vivendo l’eurozona. Nemmeno troppo implicitamente, ieri la Bce ha lasciato trapelare che utilizzerà «ogni arma» in suo possesso «per evitare un peggioramento» della crisi dell’eurodebito. In altre parole, il focus di oggi dell’Eurotower sarà quello di contenere il panico che si potrebbe generare una volta da un superamento dei 400 punti base nel differenziale Btp/Bund. Una soluzione attuabile, spiegano nei corridoi dell’istituzione di Francoforte, è quella di intervenire nel mercato secondario delle obbligazioni, sostenendo l’acquisto di titoli italiani per ridare fiducia e liquidità a Roma e al sistema bancario.

Sin dalla mattinata ancora una volta, l’aspettativa generale era per uno scenario di pressione per Btp e Cds. L’impressione, rimarcata anche dal morning note di Royal Bank of Scotland, è che fino a che non si saranno chiarite le modalità di potenziamento del fondo salva-Stati European financial stability facility (Efsf), per Roma e Madrid saranno dolori. In altre parole, fino a che ci sarà il rischio di dover sostenere finanziariamente Italia e Spagna con costi troppo elevati, sulle scelte degli investitori prevarrà l’avversione al rischio. E, con essa, la riduzione dei titoli di Stato italiani detenuti in portafoglio.  

fabrizio.goria@linkiesta.it