Uranio impoverito, l’Esercito sapeva

Uranio impoverito, l’Esercito sapeva

L’Esercito è responsabile della morte di Valery Melis, il militare reduce da una missione in Kosovo scomparso nel 2004 dopo una lunga malattia. Il Tribunale civile di Cagliari ha condannato il ministero della Difesa a risarcire 584mila euro ai familiari. Il giovane – ha spiegato il giudice Vincenzo Amato – aveva contratto il linfoma di Hodgkin «a causa dell’esposizione ad agenti chimici e fisici potenzialmente nocivi durante il servizio militare nei Balcani». Una sentenza «storica» secondo l’avvocato che ha difeso la famiglia Melis. Per la prima volta – l’inchiesta penale era stata archiviata – l’Esercito viene riconosciuto colpevole di aver nascosto i rischi cui andavano incontro i nostri militari. «Nonostante fosse stato preavvertito da altro comando alleato – scrive il giudice – non aveva fornito alcuna informazione del pericolo e non aveva adottato alcuna misura protettiva per la salute, esponendo così Valery Melis alla contaminazione».

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