Aria di elezioni, in Parlamento è partito il calciomercato

Aria di elezioni, in Parlamento è partito il calciomercato

Acquisti, prestiti, esoneri. Deputati che arrivano, senatori che vanno via. È la politica italiana di questi giorni, ma sembra il calciomercato. Più si alza il vento della crisi sul governo, più le trattative si infittiscono. Ormai l’ipotesi di elezioni anticipate è concreta. E così a Montecitorio e dintorni è partita la caccia al prossimo seggio. Ogni deputato studia la strategia giusta per essere riconfermato. In nome della poltrona nessuno si vergogna più (se mai qualcuno lo avesse fatto) di cambiare casacca, gruppo e partito.

Futuro e Libertà ormai è un porto di mare. Il gruppo recentemente nato al Senato è già a rischio chiusura. Attualmente sono iscritti alla componente Fli-Api – presidente Francesco Rutelli – dodici senatori. Due più del numero minimo per costituire un gruppo parlamentare. A Palazzo Madama qualcuno racconta che entro la prossima settimana un paio di futuristi potrebbero decidere di abbandonare la nave. Insistenti voci di corridoio indicano Egidio Digilio e Barbara Contini. «Sono giorni che si parla di loro due – spiega un senatore ex An fedelissimo berlusconiano – a quanto mi risulta a breve lasceranno il gruppo. È una settimana che Rutelli nasconde a stento il nervosismo». Lo sherpa incaricato di traghettare i due finiani verso la maggioranza sarebbe il senatore Maurizio Saia. Anche lui ex Fli, rientrato alla corte del Cavaliere attraverso l’associazione Fareitalia di Adolfo Urso e Andrea Ronchi. Non a caso i nuovi acquisti dovrebbero essere annunciati il prossimo 5 ottobre, quando a Roma il movimento di Urso organizzerà un’iniziativa politica alla presenza del segretario Pdl Angelino Alfano.

Per i futuristi le cose non vanno meglio alla Camera. Pochi giorni fa il coordinatore laziale del partito, Antonio Buonfiglio, ha lasciato il gruppo per aderire al misto. Da ambienti berlusconiani fanno sapere che altri tre deputati sarebbero pronti a seguirne il percorso. Mistero sulle identità, anche se a Montecitorio la notizia non stupisce nessuno. «Ormai hanno capito che se restano con Fini rischiano seriamente di non essere rieletti» racconta divertito un deputato del Pdl. Alla Camera ogni gruppo deve essere costituito da almeno 20 parlamentari. Al netto delle ultime defezioni Fli era arrivata a contarne 25. Per fortuna qualche giorno fa si è trasferito dall’Udc Deodato Scanderebech. «Chissà – ironizza il berlusconiano di prima – forse è solo un prestito per scongiurare il rischio di chiusura del gruppo».

Il turbinio di passaggi di poltrone non risparmia neppure il Popolo delle Libertà. Nonostante la compattezza durante i voti più importanti, negli ultimi giorni il gruppo del Cavaliere ha iniziato a perdere deputati. Il primo è stato il calabrese Giancarlo Pittelli, che dopo la pausa estiva ha annunciato con una lettera ad Angelino Alfano la sua intenzione di passare al gruppo misto. Oggi saluta tutti e se ne va Santo Versace. Al momento anche lui al misto, ma in odore di Udc. C’è chi ipotizza una prossima partenza. Quella del generale Roberto Speciale. E chi punta il dito sul segretario della Commissione Finanze Gerardo Soglia (in realtà già in prestito al gruppo dei Responsabili). «Mettiamola così – racconta lui – se andrò via dal Pdl, sarà perché il partito mi ha lasciato andare. In ogni caso resterò all’interno del centrodestra, non potrei mai votare contro il governo Berlusconi».

Maggioranza e opposizione. Anche nell’area di sinistra dell’emiciclo sono in corso grandi manovre. Fino a pochi giorni fa in molti scommettevano sul trasferimento di alcuni esponenti del Pd tra i banchi del centrodestra. Un’ipotesi avanzata dallo stesso premier Berlusconi. Notizia per il momento non confermata. Quasi certamente, però, il gruppo del Partito democratico perderà sei deputati. Sono i radicali che non hanno partecipato al voto sul ministro Saverio Romano. Personalissima protesta per sensibilizzare il Parlamento sul tema dell’amnistia. Gran parte dei colleghi democrat ne hanno chiesto l’espulsione. I vertici del gruppo si sono riuniti nel pomeriggio senza riuscire a prendere una decisione. «C’è un nodo politico da affrontare» ha spiegato pilatescamente il presidente Dario Franceschini. Del caso se ne dovranno occupare nei prossimi giorni i vertici dei due partiti. «Meglio così – racconta un parlamentare del Pdl – così nei prossimi voti a rischio avremo qualche deputato in più da contattare.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta