Berlusconi preferisce Errani a Formigoni o Polverini

Berlusconi preferisce Errani a Formigoni o Polverini

La partita politica che si sta conducendo sottotono e in disparte per la presidenza dell’associazione dei comuni italiani (Anci) può apparire secondaria, specie se si tiene conto delle grandi questioni che scuotono non da oggi la politica italiana: dalle vicende giudiziarie del premier alla crisi economica, fino alla tenuta della maggioranza e alle nuove possibili alleanze sul fronte avverso.

Tuttavia proprio la corsa alla poltrona occupata pro tempore dal pidiellino ex democristiano di rito berlusconiano Osvaldo Napoli, successore per pochi mesi di Sergio Chiamparino, mette in luce difficoltà e contraddizioni interne ai partiti.

Come anticipato da Linkiesta, Bersani ha candidato alla guida dell’associazione di via dei Prefetti il sindaco di Bari, Michele Emiliano. Ciò ha prodotto un buon numero di scontenti, non soltanto sul fronte del centro destra ma anche dentro al Pd, con alcuni primi cittadini di peso dentro Anci – la genovese Marta Vincenzi, il padovano Sergio Zanonato e il piacentino Roberto Reggi – più propensi a sostenere un uomo tutt’altro che sgradito allo stesso segretario nazionale del Partito democratico, ovvero il sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio.

Di fronte a questa incertezza del centrosinistra, il pallino spetterebbe dunque al Pdl. Peccato che dalle parti di via dell’Umiltà si puntasse ad arrestare la corsa di Emiliano minacciando la sfiducia al presidente della conferenza delle regioni, il bersaniano Vasco Errani… almeno fino a quando non è stato lo stesso Silvio Berlusconi a dire che il governatore dell’Emilia Romagna non sarebbe stato messo in discussione.

Il motivo è presto detto. Se Errani fosse costretto a fare un passo indietro potrebbero farne uno avanti Roberto Formigoni o Renata Polverini, governatori del centro destra molto critici nei confronti del leader Pdl e che – questo sarebbe il ragionamento del premier – se protestassero contro il governo farebbero più “rumore” del sinistrorso Errani.

Ma c’è dell’altro. All’incirca quindici giorni fa è avvenuto un incontro tra Alfano e Bersani nel quale il segretario Pdl avrebbe evitato di opporsi all’ipotesi di elezione del sindaco di Bari, rafforzando la scelta del leader Pd di procedere domani con una direzione del partito che dia il via libera definitivo alla candidatura dell’ex magistrato. «Ma – spiegano a Linkiesta dirigenti Anci in quota Pd – il mandato di presidente Anci è quinquennale, mentre il mandato di Emiliano scadrà tra due anni ed egli intende succedere a Vendola alla guida della regione Puglia. Che senso ha, dunque, votare per lui?».

L’inarrestabile ascesa del primo cittadino barese sembra ogni giorno più probabile. Anche perché – e la cosa dovrebbe suscitare un certo sconcerto tra i quadri del partito di Berlusconi – il Pdl non ha ad oggi un proprio candidato da opporre ad Emiliano. Salvo che, naturalmente, uno scatto d’orgoglio dei berlusconiani ponga il veto sul sindaco di Bari spianando la strada a Delrio. O ad un Fassino silente e un po’ sornione che attende sulla riva del fiume…