Bnp vende l’argenteria, qualcuno la vuole?

Bnp vende l’argenteria, qualcuno la vuole?

La banca francese BNP Paribas continua a essere una delle osservate speciali dell’eurozona. Una settimana fa ha formalizzato la decisione di vendere asset per circa 96 miliardi di dollari (70 miliardi di euro). Ma questo non è bastato a evitare l’ennesima giornata nera sui mercati finanziari. Il colosso francese, la seconda banca transalpina, è stata investita nuovamente dalle vendite e a nulla sono servite le raccomandazioni alla calma dell’amministratore delegato Baudouin Prot. «La banca è solida, non ha problemi sulla Grecia e non stiamo trattando un ingresso nel capitale da parte del Qatar», ha detto Prot.

Meno 55 per cento. Questo è quanto ha perso la banca francese da inizio anno a oggi. E il declino sulla Borsa di Parigi non sembra essere arginabile facilmente. E si sprecano i rumour, compreso quello che sta facendo tremare le sale operative europee. Il fondo sovrano del Qatar, il Qatar investiment authority, sarebbe in fitti colloqui con i vertici dell’istituto di credito transalpino al fine di valutare un ingresso di capitale. E una mossa simile sarebbe stata compiuta anche con il fondo sovrano di Singapore, che però avrebbe declinato l’offerta. Per ora ci sono solo due certezze. La prima è che BNP ha ricordato che non sono all’ordine del giorno misure per incrementare il capitale. «BNP Paribas ribadisce che sarà in grado di centrare un Core Tier 1 del 9% a gennaio 2013, che significa sei anni prima della scadenza del 2019, senza aumento di capitale», ha detto uno dei portavoce.

La seconda certezza sono gli asset da vendere. Nello specifico sono 95,4 miliardi di dollari che dovranno essere ceduti entro il 2012. Molto probabile che siano messi in vendita i gioielli di BNP, nel tentativo di arginare la crisi di liquidità che sta colpendo anche la banca di Prot, complice lo stallo del mercato interbancario europeo. Per tal motivo, il 15 settembre scorso le cinque maggiori banche centrali mondiali (Bce, Bank of England, Federal Reserve, Bank of Japan e Swiss National Bank) hanno deciso di immettere liquidità per 500 miliardi di dollari grazie a tre aste da qui fino a fine anno.

I rumour intorno a BNP, in ogni caso, continuano. La banca francese, che ha smentito a più riprese di avere problemi di funding, sta vivendo un momento particolare della sua esistenza. La colpa è della crisi europea dei debiti sovrani, che hanno fatto crollare il principale listino francese, il CAC 40, del 27% da inizio anno a oggi. Del resto, la forte esposizione di BNP Paribas nei confronti di Atene si sta facendo sentire. Secondo gli ultimi dati di Morgan Stanley, la banca di Prot ha in portafoglio circa 5,6 miliardi di euro di obbligazioni elleniche, la quota maggiore fra le banche europee. Di pari passo con l’amplificarsi della crisi greca, con lo spettro di un default sovrano sempre più vicino, è chiaro che il contagio è compiuto. Non è un caso che anche Bank of America – Merrill Lynch abbia tagliato le proprie stime sul target price di BNP, passato oggi da 47 a 40 euro. Colpa delle perdite derivanti dal rollover sul debito ellenico, valutate in 1,7 miliardi di euro nel caso di un haircut sui bond del 55 per cento. Il rischio concreto è che, in caso di bancarotta, BNP possa essere costretta a ulteriori svalutazioni di bilancio, capaci di affossare ancora di più i ratio patrimoniali. Il tutto senza contare l’enorme quantità di titoli di Stato italiani che BNP ha nei propri book. 

L’ulteriore sospetto degli operatori dei mercati finanziari è che sia proprio BNP Paribas a essere l’istituto di credito che ha ricevuto, due giorni fa, una linea di credito da 500 milioni di dollari dalla Banca centrale europea. Anche in questo caso, la società guidata da Prot ha definito «assurde» tutte le indiscrezioni, ma il dubbio rimane. A fine maggio i fondi statunitensi del mercato monetario hanno iniziato a drenare liquidità dalle banche europee per il timore di un’allargamento della crisi ellenica. L’esposizione passò nell’arco di pochi giorni da 902 miliardi di dollari a 361 miliardi, con un taglio netto del 40 per cento. La riduzione è continuata anche nelle scorse settimane ed è destinata a non terminare in breve tempo. Stesso discorso i Lloyd’s di Londra, la più grande istituzione finanziaria britannica, che ieri hanno reso noto di aver ritirato i depositi e chiuso diverse linee di credito ad alcune banche europee. Fra queste ci sarebbe proprio BNP Paribas.  

fabrizio.goria@linkiesta.it