“I am wine”, il sito che si ricorda della terra

“I am wine”, il sito che si ricorda della terra

L’idea del vino creato nel modo più antico, quello naturale, da diffondere nel modo più moderno, con la Rete. I Am Wine, la compagnia che hanno fondato Nicola e Michele Finotto, nasce così, dalla voglia di far conoscere «i produttori veri, quelli che hanno sposato la terra, che pensano di essere mezzi del vino e della terra».

Nicola e Michele, 25 e 27 anni, hanno deciso di creare un sito, I Am Wine, che sarà un portale di vendita di vino naturale, e un spazio di approfondimento, tutto in inglese. All’inizio, spiega Nicola, «andando in giro, durante la ricerca dei produttori, di piccole realtà che non sono sulle guide o sui blog, ci siamo resi conto della difficoltà che c’era nel cercarli e parlarci, perché talvolta sono persone che vivono in maniera estrema la scelta di essere artigiani della terra». Da questa considerazione è nata l’idea di creare un luogo virtuale dove riunire i produttori, e dove vendere i frutti del loro lavoro, I Am Wine.

«Il nome viene da qui: se beviamo, vogliamo bere vino e non una bevanda a base di vino e non basta», continua Nicola, «deve essere buono». C’è una speculazione sul termine “naturale” che coinvolge anche le certificazioni, perché tutti i prodotti di per sé sono naturali e tutti i prodotti sono biologici». I vini del catalogo sono il frutto «di una ricerca fatta negli anni, una ricerca che è e sarà sempre in fieri», spiega Nicola. Una ricerca che ha portato i due promotori di I Am Wine fino nel Caucaso. Perchè? «Ci siamo detti, dobbiamo andare alla fonte, dove è nato il vino, in Georgia». Il loro viaggio durato quasi un mese fra Azerbaigian, Armenia e Georgia li ha portati a visitare anche «una grotta di seimila anni fa, che è la più antica testimonianza della produzione di vino», racconta Michele.

Un’istantanea del viaggio in Caucaso di Nicola e Michele Finotto
Per i georgiani, dice Nicola «il vino è un fattore antropologico: l’uomo è anche vino». In Georgia, c’è stato anche l’incontro fortunato con un produttore di vino naturale americano, che vive nel Kakheti da 16 anni. Non è stato il solo incontro significativo, anzi. Accompagnati da lui, Nicola e Michele hanno visitato il monastero di Alaverdi, uno dei più antichi monasteri ortodossi della Georgia. «I loro vini sono pazzeschi», racconta Nicola, «li affinano tranquillamente per 30 anni. Il loro è il vero vino antropologico georgiano, perché si faceva così nel 1000 ac e si fa tuttora così». Normalmente, «non danno il loro vino a nessuno, a nessuna distribuzione. Si sono innamorati del progetto e per ottobre avremo anche i loro vini». Questo superato l’iniziale scetticismo di «vedere due giovani che parlano di internet, una sorta di apostasi del male. Poi con calma si riesce a far capire gli aspetti positivi della Rete, del non avere spazi espositivi».

I Am Wine ha quindi iniziato a prendere sempre di più la forma di un’impresa. «Abbiamo percorso il solito iter burocratico per ottenere un misero finanziamento che ci permettesse di fare magazzino», dice Michele. Il risultato è una scelta «di circa 120 etichette di 80 – 90 cantine, per lo più in Italia, da tutte le regioni, e dalla Georgia». Hanno scelto di non chiedere sconti ai produttori, né liberatorie. Solo, «se usi la chimica, finisci nella Black list, e non fai più parte di di I Am Wine». Michele spiega che l’idea «è di ottimizzare la gestione del magazzino, tenere le scorte al minimo, perché ovviamente non si sa cosa andrà e cosa non andrà». Funzionerà così: una pagina di I Am Wine vedrà il racconto del produttore del proprio vino (ma anche della propria realtà). Con un ordine fatto in mattinata, il vino arriverà in giornata a Milano.

Le circa cento etichette che compongono il catalogo sono il frutto per quanto possibile di una conoscenza diretta. «Cerchiamo sempre di andare in cantina», spiega Nicola, «perché se hai mille bottiglie, sono un messaggio oltre che un prodotto e un alimento. Devi apprezzarle fino in fondo, non venderlo e basta». E così non basta solo una conoscenza indiretta, «dato che cerchiamo veri artigiani, dobbiamo conoscerli». Anche perchè, «sul termine vino “naturale”, vino “vero” o vino “artigiano” si specula».

Un altro momento del viaggio in Caucaso
Il vino, per come lo intende I Am Wine «è uva, virgola, tempo, punto». Ed è questa la grande differenza con il vino della grande distribuzione, spiega Nicola «nel 90% ma anche di più del vino nella grande distribuzione, c’è gomma arabica, mosto concentrato, e perchè nel vino non bisogna indicare gli ingredienti a differenza dell’aceto o delle caramelle? Se fossero indicati tutti non basterebbe una magnum per inserire gli ingredienti».

La differenza con il vino naturale è profonda, anche perché spesso chi lo produce fa scelte completamente diverse. «Il produttore-emblema potrebbe essere un ragazzo di 40 anni, che ha fatto una scelta di vita estrema. Vive senza allacciamento energetico e senza luce, nel pavese», racconta Nicola. «Ha fatto una scelta, si è ritirato. E il suo microcosmo ti fa capire che un produttore naturale di solito non fa solo vino. Quest’anno – ad esempio – non fa vino, perché dove non c’è chimica c’è rispetto per l’annata». L’annata difficile e la decisione di non intervenire denotano, per Nicola e Michele, il vero produttore sostenibile. Lontano dal «viticoltore o l’enologo che è l’ “artista del vino”, nel senso che ha in mente una certa idea e vuole che quella bottiglia che ha in mente possa manifestarsi. Per far sì che si manifesti, sfrutta la terra con ogni mezzo. Mentre questi sono artigiani, intervengono il meno possibile e cercano di far crescere autonomamente il frutto della terra».

Michele e Nicola sono partiti dal vino, che amano da tempo, ma l’intenzione è fare la stessa cosa sull’olio «un altro volto della massificazione del gusto e della perdita delle tradizioni». E sono partiti in Italia, «perché pensiamo che si possa fare». E, anche se non avessero avuto la fortuna di essere finanziati, «l’avremmo fatto comunque. Farsi scoraggiare è inutile». Il sito e le prime spedizioni partiranno ad ottobre, dopo la stagione della vendemmia.

Il logo di I Am Wine

Il sito di I Am Wine
Il blog di I Am Wine

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