Napolitano: “L’Italia è nell’euro, ma non si è adeguata all’euro”

Napolitano: "L'Italia è nell'euro, ma non si è adeguata all'euro"

CERNOBBIO – «Solo un Governo con una maggiore coesione tra le parti politiche e sociali potrebbe risanare il debito pubblico» e varare misure a sostegno di una crescita economica duratura. La bordata del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenuto in videoconferenza in apertura della seconda giornata di lavori del Workshop Ambrosetti di Cernobbio, arriva stimolata da una domanda dell’ex ambasciatore Sergio Romano sulla questione principale di cui si parla in questi giorni sulle sponde del Lago di Como: un governo tecnico. Nonostante il richiamo al suo ruolo di garante: «Un presidente della Repubblica non interviene a formare nuovi governi se ce n’è già uno che ha la maggioranza parlamentare», l’inquilino del Quirinale, ancora una volta (l’aveva già fatto pubblicamente al meeting di Comunione e Liberazione), non risparmia le critiche all’esecutivo, richiamando l’urgenza dell’approvazione della manovra e ponendosi come unica certezza nelle turbolenze politiche e finanziarie che stanno attraversando l’Italia e l’Europa. 

Un discorso, quello di Napolitano, di estremo realismo e passione: l’Italia non ha nessuna alternativa, è necessario approvare il decreto che anticipa al 2013 il pareggio di bilancio il prima possibile, per placare la furia dei mercati. Questo, in sintesi, il contenuto del suo intervento. Il Paese deve pensare a misure che non si esauriscano nell’arco di 20 mesi, quanto manca alla fine della legislatura, ma in termini di anni, pensando alle generazioni future e con chiarezza d’intenti. Anche perché, dice Napolitano, si è tergiversato per troppo tempo nell’affrontare il pesante nodo del debito pubblico.

«L’Italia ha dato un forte contributo alla creazione della moneta unica, ma non ha adeguato il suo sistema alla nuova realtà dell’euro», ha affermato poi Napolitano. Una frase che la dice lunga sul clima che si respira al Quirinale. In questo momento, per la massima istituzione italiana l’Europa è come un coro dalle voci distoniche: «La sfiducia nella capacità dell’Europa di affrontare la crisi è il cuore dei problemi», ha sottolineato, replicando a una domanda dell’ex cancelliere federale austriaco Wolfgang Schüssel, presente in sala. Rimarcando che: «La disarticolazione delle decisioni comuni con interpretazioni diverse è deleteria».

Tra le righe del discorso di Napolitano, «l’obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2013 deve essere confermato anche in Parlamento, i decreti di agosto vanno tradotti in fatti concreti», si legge tuttavia un disagio sempre crescente. I mercati del debito e dei capitali hanno davvero bisogno di un “Governo del fare”.

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