Nella Napoli di de Magistris non si può firmare per il referendum

Nella Napoli di de Magistris non si può firmare per il referendum

NAPOLI – «Il referendum? Ma quelle sono iniziative “di partito”. Dovete parlare con qualche sede di partito… il Comune non raccoglie firme. Aspettate che guardo sul sito internet…no, no, niente». Comune di Napoli: il contatto con l’Urp, l’ufficio per le relazioni col pubblico è datato oggi, ore 13.40 circa. Un orario difficile: ci sono voluti 15 minuti di attesa e due telefonate al centralino municipale (081/7951111) affiché un operatore passasse la chiamata all’ufficio corrispondente e in quest’ultimo qualcuno si degnasse di alzare il ricevitore. Tutto documentato, compresa la risposta dell’impassibile dipendente. Dunque nel Comune di Luigi de Magistris non si raccolgono, come invece dovrebbe essere, le firme a favore del referendum per l’abolizione della legge Calderoli, la cosiddetta «porcata» o «porcellum» secondo una fortunata definizione del leghista, primo firmatario della norma.

Alla domanda: quindi non si firma al Comune? La risposta è stata perentoria: «No, no, assolutamente». E dire che il sindaco di Napoli, già europarlamentare di Italia dei Valori, delle battaglie referendarie aveva fatto un cavallo di battaglia: tra gli assessori della giunta de Magistris c’è Alberto Lucarelli, uno dei promotori dei referendum contro l’acqua ai privati. Tuttavia l’Amministrazione del capoluogo campano, al pari di Caltanissetta, non ha informato la cittadinanza della possibilità di firmare per il referendum anti-Porcellum anche nelle sedi municipali.

All’inizio d’agosto un Luigi de Magistris carico a mille contro la legge-porcata dichiarava: «Per raccogliere le firme abbiamo tempo fino alla fine del prossimo mese, per farlo abbiamo bisogno del massimo impegno da parte di tutti i cittadini e di tutti i partiti. Si deve abrogare il Porcellum per restituire la possibilità-diritto agli italiani di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, come Costituzione e democrazia vorrebbero, senza dover subire la decisione degli apparati di partito, senza dover soffrire la logica delle nomenclature politiche, senza doversi piegare di fronte al braccio di ferro fra le correnti interne alle forze partitiche».

Molti napoletani si sono accorti dell’enorme mancanza. E perfino sul blog del sindaco qualcuno lo fa notare: «ho cercato al mio comune di residenza (Municipalità) il famoso banchetto per la firma..ebbene non ne sapevano nulla non avevano ricevuto nessun modulo…a chi dobbiamo farlo sapere?».