Nove mesi fa, quando la Lega urlava: “Il voto è l’unica igiene!”

Nove mesi fa, quando la Lega urlava: “Il voto è l’unica igiene!”

Era il 19 dicembre. Bossi e i suoi festeggiavano il Natale. Il Cavaliere, da poco, aveva vinto la sfida con Fini ottenendo la fiducia. Ma Umberto Bossi non si dava pace: “È ora di andare a votare” tuonava in ogni occasione. Sembrano passati sei anni, ma sono appena otto mesi.

MILANO – Catturato dagli aromi del ristorante Genziana di Altavilla Vicentina, il sigaro stretto in bocca, Umberto Bossi si attovaglia al pranzo leghista di Natale con lo stato maggiore del suo partito e parla, in soldoni, di un unico argomento: le elezioni anticipate. (…). «Sono mesi che dico che l’ unica igiene è andare al voto, sennò andiamo avanti sempre con dubbi e paure. Abbiamo solo perso tempo, dandolo agli altri per organizzarsi. La gente adesso rischia di non capire: c’ è l’ impossibilità di andare tranquilli in Parlamento e di far approvare le leggi. Se tutte le volte in aula dobbiamo chiedere “per favore” agli altri, è meglio tornare alle urne. L’ Italia è pronta, è un alibi quello della crisi economica». (….) Non piace affatto a Renato Schifani, che ieri da Napoli ha provato a ridimensionare la tentazione leghista: «Gli italiani chiedono di non andare nuovamente alle urne, perché lo hanno già fatto poco più di due anni fa». Il presidente del Senato dice che «stabilità, governabilità e senso delle istituzioni sono necessità inderogabili per portare l’ Italia a raggiungere risultati equivalenti a quelli dei Paesi all’ avanguardia. È su questo fronte che tutti noi siamo chiamati a intervenire, senza sterili contrapposizioni». L’ appello alla resistenza di questo esecutivo, quindi, è una definitiva chiamata alle armi: «Bisogna fare il massimo per assicurare la stabilità, anche perché è presupposto indispensabile per impedire che la crisi economica ci ripiombi addosso. Le conseguenze sarebbero gravissime e difficilmente arginabili». L’ idea di mettere mano alle tessere elettorali, poi, non piace neanche al di là del Tevere, se agli appelli delle gerarchie ecclesiastiche a un «dialogo doveroso» e istituzioni salde – arrivati recentemente dal presidente dei vescovi Bagnasco, dal segretario di Stato vaticano Bertone e dall’ ex numero uno della Cei Ruini – si aggiunge l’ ultima uscita dell’ Osservatore Romano: ieri il giornale della Santa Sede ha citato e ripreso ampi stralci del discorso di Schifani. Difesa del Cavaliere compresa: «Gli italiani vogliono essere governati da chi hanno votato».  

Leggi tutto l’articolo di Elsa Muschella nell’archivio del Corriere della Sera

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