Milano, la metropolitana più cara d’Italia si confronta con l’Europa

Milano, la metropolitana più cara d’Italia si confronta con l’Europa

L’hanno definita “una stangata”, “un furto”. Hanno incitato a “fare come i rom: non pagare”. Hanno spronato al ticket crossing, per sfruttare fino all’ultimo i 90 minuti garantiti al momento dell’obliterazione. L’aumento del prezzo del biglietto ATM introdotto a Milano dalla giunta Pisapia nello scorso settembre, insomma, ha fatto discutere molti. Trascendendo le frontiere politiche. C’era da aspettarselo, essendo il settore dei trasporti uno dei più vicini, anche economicamente, alla quotidianità dei cittadini. Il provvedimento – che ricordiamo, non ha riguardato gli abbonamenti annuali e mensili – ha modificato il prezzo del biglietto a corsa singola da un euro a un euro e cinquanta, con un rincaro del 50%. Un aumento consistente, che la giunta in carica ha difeso come “una mossa necessaria” fatta per risanare “un bilancio disastrato”.

Al di là delle valutazioni economiche e politiche, però, emerge un dato interessante: Milano è diventata la città con la metropolitana più cara d’Italia, più di Roma (1 euro a biglietto), Torino (1 euro) e Napoli (1,20). Nella Capitale, dove sono attive due linee e la terza è in costruzione, anche l’ATAC, la società che gestisce i trasporti urbani, ha pianificato un aumento simile a quello attuato a Milano. In questo caso però la questione non ha ancora ricevuto l’approvazione finale da parte del Comune di Roma, e plausibilmente resterà in stand-by ancora per un po’. Ma come se la cavano le nostre città rispetto alle sorelle maggiori europee? Ce lo siamo chiesti e abbiamo effettuato una ricerca. Che ha dato risultati interessanti.

Nella nostra classifica, la metropolitana più cara d’Europa è risultata Londra, dove il biglietto per una corsa semplice costa quasi 4 sterline, circa 4,6 euro. Un abbonamento mensile per le zone 1 e 2 costa 123 euro; a Milano invece il prezzo è di 30 euro. Al secondo posto c’è Berlino, con un distacco abissale: biglietto a 2,30, mensile a 74 euro (zone AB). A Parigi il singolo costa 1,70 euro, l’abbonamento per trenta giorni ben 62, ma solo se non ci si allontana troppo dal centro. La capitale francese sale così sul podio delle città europee con i trasporti più costosi. Segue Madrid, dove un biglietto costa come a Milano, ma per l’abbonamento bisogna scucire 17 euro in più. Tocca quindi alle italiane, mentre è Mosca il fanalino di coda: nonostante le sfarzose stazioni sotterranee e una delle reti metropolitane più grandi al mondo, per muoversi occasionalmente nella città del Cremlino sono sufficienti 28 rubli, all’incirca 0,65 euro.

Una corsa nella Tube londinese, quindi, costa il triplo che a Milano. L’abbonamento mensile, anche. Verrebbe da dire: di cosa ci lamentiamo? In realtà, bisogna fare dei distinguo. Prima di tutto, c’è una grande differenza nel servizio: Londra offre la bellezza di undici linee di metropolitana, servendo ben 270 stazioni. Nel capoluogo lombardo, in attesa della fine dei lavori in corso per le nuove tratte, le linee sono solo tre; a Roma due, con la terza in costruzione. Anche Parigi permette di viaggiare in sotterranea su 14 linee che collegano 245 stazioni. Sorprende la metropolitana di Madrid, che costa mediamente come Milano e Roma, ma con 13 linee e soprattutto 272 stazioni vanta una tra le reti più estese al mondo. Anche a Berlino l’U-Bahn ha dieci linee diverse, Mosca arriva fino a 12. Ci sarebbero poi altre valutazioni da fare a livello di servizio: la puntualità, la pulizia, gli orari e la sicurezza. Ma qui purtroppo non esistono dei dati attendibili e completi.

Un’altra importante diversità che non si può ignorare riguarda il costo della vita e, soprattutto, lo stipendio medio di un lavoratore. Il guadagno mensile di un londinese è infatti di 2,572 euro, quello di un berlinese 2,588. Per dire, a Milano e a Roma in busta paga entrano in media tra 1400 e 1600 euro. Se si aggiunge che un affitto nella capitale tedesca costa in media 480 euro, contro gli 848 di Milano, si capisce come spendere 2 euro e 30 per un trasbordo sotto le colonne della porta di Brandeburgo sia tutt’altro che una spesa folle. A Milano e Roma, che nell’ultimo rapporto stilato da Mercer risultano al 25° e al 34° posto tra le città del mondo in cui la vita è più cara, i prezzi di biglietti e abbonamenti sono da anni uno degli indici di spesa in proporzione meno gravosi per le tasche dei cittadini.

Un’ultima riflessione va a Mosca, dove la vita è costosissima (quarta città al mondo, secondo Mercer). Qui non c’è paragone tra il costo di un biglietto singolo (0,65 euro) e di un abbonamento per trenta giorni (39,30). Facendo due viaggi al giorno con ticket a corsa semplice, addirittura, si risparmia, mentre il mensile diventa un bene di lusso. Prezzi che comunque non scoraggiano i pendolari assidui, visto che la rete metropolitana di Mosca serve 6 milioni e mezzo di persone ogni giorno, rendendola la terza più affollata al mondo dopo quelle di Tokyo e Pechino. 

La foto è tratta dal diario fotografico di «Jacobite Boy». Clicca qui per visitarlo.

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