Sardegna, il Tar boccia tre radar della Guardia di Finanza

Sardegna, il Tar boccia tre radar della Guardia di Finanza

Stop ai lavori per i radar anti-migranti. Il Tribunale amministrativo regionale di Cagliari ha accolto le richieste di Italia Nostra e del Comune di Tresnuraghes, ordinando la sospensione dei lavori nei tre siti prescelti dal Comando generale della Guardia di finanza per i sensori che dovrebbero impedire gli sbarchi d’immigrati nelle coste sarde. «Per adesso i siti costieri di Flumenimaggiore, Sant’Antioco e Tresnuraghes sono salvi», commenta Graziano Bullegas di Italia Nostra. Perchè l’installazione dei radar significava distruggere la macchia mediterranea in superfici estese tra i 200 e i 300 mq, la realizzazione di basamenti di cemento armato (al 95% interrati e sporgenti dal terreno per 10–15 cm) e di reti metalliche elettrosaldate alte 2 metri; il trasporto e l’installazione di torri d’acciaio con porta antenna, alte tra i 10 e i 12 metri.

Nelle ordinanze di sospensione dell’installazione dei radar di produzione israeliana, il Tar sottolinea come «l’interesse nazionale perseguito con la realizzazione dell’opera cede di fronte al superiore interesse pubblico costituito dalla tutela della salute, pacificamente intesa come diritto soggettivo della persona e come interesse della collettività ad un ambiente salubre. Il legame di questo diritto con la tutela della salute attribuisce ad essa il valore dell’assolutezza», aggiunge il Tar. «Ciò significa che va protetto contro ogni iniziativa ostile da chiunque essa provenga e con la conseguenza che esso ha anche una valenza incondizionata».

Per i giudici amministrativi, la tutela della salute va ampliata fino a comprendere le ipotesi in cui i rilievi scientifici non raggiungano una “chiara prova di nocività a lungo termine”, per cui «occorre applicare il principio di minimizzazione, corollario del principio di precauzione di derivazione comunitaria». Nelle ordinanze di sospensione dei lavori, vengono pure rilevate incongruenze nelle valutazioni sulla sostenibilità ambientale della nuova rete radar delle fiamme gialle. «Il parere dell’Arpas, (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) non sembra reso sulla base di una approfondita istruttoria, ma, per stessa ammissione dell’Amministrazione procedente, in modo frettoloso per non perdere i finanziamenti per questa opera di interesse nazionale”.

Inoltre, appaiono “erronee o comunque approssimative” le valutazioni negative effettuate dal servizio sostenibilità e valutazione impatti (Savi) dell’Assessorato regionale alla Tutela dell’Ambiente. “Tale giudizio – afferma il Tar – appare reso in difetto di appropriata considerazione delle caratteristiche dei siti ove gli impianti dovrebbero sorgere”. Per i radar anti-migranti, infatti, si è deciso incomprensibilmente di utilizzare aree protette d’incomparabile pregio naturalistico e paesaggistico. Sulla rilevanza strategico-militare della nuova rete di rilevamento della Guardia di finanza si è espresso il senatore Pd Antonello Cabras, vicepresidente della delegazione parlamentare italiana alla Nato: «I radar sono indispensabili per prevenire ogni possibile azione contro la sicurezza dell’Europa e la loro funzione anti-clandestini è solo un aspetto del progetto». Ma la partita non è ancora chiusa: il prossimo round è previsto per il 25 gennaio 2012, quando il Tar si pronuncerà sul merito dei ricorsi.


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