Al G20 di Cannes l’Italia sarà l’osservato speciale

Al G20 di Cannes l’Italia sarà l’osservato speciale

Dopo la peggiore giornata di Piazza affari degli ultimi mesi, l’Italia cerca di riprendersi sui mercati finanziari. Negli occhi degli operatori di Borsa sono ancora ben visibili i segni della pesantezza della seduta di ieri, con il principale listino di Borsa italiana, il Ftse/Mib, in contrazione di quasi 7 punti percentuali. Ma a preoccupare di più è il differenziale di rendimento fra i titoli di Stato italiani e tedeschi, benchmark di solidità per antonomasia. Lo spread fra Btp e Bund ha infatti toccato un massimo di 460 punti base nella giornata appena trascorsa. Vale a dire che l’Italia spende il 4,6% in più della Germania per finanziarsi sui mercati finanziari. A intimorire è stato anche l’incremento del prezzo dei Credit default swap (Cds), i derivati che proteggono dal fallimento di un asset. I Cds sul debito italiano hanno toccato quota 515 punti base, segno del nervosismo degli investitori. E per oggi, le aspettative non sono positive.

La questione italiana sale prepotentemente nella scaletta dell’agenda del G20 che domani si aprirà a Cannes. Nella giornata di oggi, tuttavia, si terrà un vertice straordinario sulla situazione della crisi dell’eurodebito, organizzato dal cancelliere tedesco Angela Merkel e dal presidente francese Nicolas Sarkozy. Con loro saranno presenti i funzionari di Fondo monetario internazionale (Fmi), Banca centrale europea (Bce) e Commissione Ue. Due i temi caldi: Grecia e Italia. L’obiettivo è quello di arrivare al summit del G20 con le idee chiare per mettere in sicurezza sia Atene sia Roma. Secondo fonti del Governo francese, l’incontro sarà alle 18 e parteciperà anche il nuovo presidente della Bce, Mario Draghi.

Dopo la decisione della Grecia di indire un referendum sul piano di salvataggio europeo, la questione principale è l’Italia. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso tutta la sua preoccupazione per la strada che sta prendendo l’Italia in una nota di ieri sera. Napolitano considera «ormai improrogabile l’assunzione di decisioni efficaci nell’ambito della lettera di impegni indirizzata dal governo alle autorità europee». In altre parole, ha chiesto un’accelerazione nella gestione delle riforme che il Paese necessita.

A Cannes l’Italia arriverà con una serie di performance, finanziarie e politiche, poco lusinghiere. La seduta che si è tenuta ieri a Piazza affari ha visto i titoli bancari, Intesa Sanpaolo e UniCredit su tutti, in declino a doppia cifra, mentre il rendimento dei titoli di Stato italiani, di qualsiasi scadenza, continuava a ritoccare i propri massimi dall’introduzione dell’euro. Come ha ricordato in una nota la banca statunitense Bank of New York Mellon, «la crescente incertezza politica sul piano di consolidamento fiscale sta ponendo l’Italia in una posizione sfavorevole agli occhi degli investitori». Del resto, con i Btp decennali con un rendimento superiore al 6% il rischio che l’Italia sia costretta a non andare più sui mercati cresce di giorno in giorno. Il tutto con l’aiuto della Bce che, tramite il Securities markets programme (Smp), sta comprando titoli di Stato italiani sul mercato secondario per sostenere Roma.

A peggiorare la situazione ci hanno pensato i Cds. I derivati di credito che fungono da polizza assicurativa contro il fallimento di un titolo hanno toccato un nuovo picco per quanto riguarda il debito italiano. Secondo i dati di Markit è stata raggiunta quota 515 punti base, con una aumento di 72 punti rispetto al giorno precedente, una delle peggiori performance europee. Le prospettive non sono positive per la giornata di oggi. Secondo la casa d’affari londinese Threadneedle Investments «una volta superato il livello di 550 punti base, è facile che per l’Italia arrivi uno scenario simile a quello che è stato per Grecia, Irlanda e Portogallo». Questa è infatti la soglia oltre la quale il piano di salvataggio si è reso inevitabile. A lanciare l’allarme sulla tenuta dei conti pubblici italiani è stato Lord Adair Turner, presidente della Financial services authority (Fsa), il regolatore finanziario britannico. «Per noi l’Italia è un problema ben più grande della Grecia. Occorre trovare una soluzione veloce per evitare il peggio», ha detto ieri. La speranza è che a Roma qualcuno lo abbia sentito.  

fabrizio.goria@linkiesta.it