L’aiuto della Bce non serve più: e lo spread vola

L’aiuto della Bce non serve più: e lo spread vola

L’Italia, più che delle mancate dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dovrebbe essere preoccupata dagli interventi della Banca centrale europea (Bce). Oggi l’Eurotower è intervenuta per ben sei volte nel mercato secondario, acquistando titoli di Stato italiani a 3 e 10 anni, cercando di riportare i rendimenti dei Btp ai livelli di venerdì scorso. Il tentativo è sostanzialmente fallito, come dimostra la curva dei bond italiani. A peggiorare la situazione ci ha pensato il Tesoro, che alle 18 ha comunicato che l’asta di Bot (Buoni ordinari del Tesoro) a tre mesi, prevista inizialmente per il 10 novembre, non si terrà. Regolari invece le aste dei Bot a 12 mesi e quella di Btp, programmata per il 16 novembre. Lo stress sul mercato obbligazionario continua.

Il rischio prossimo venturo non è il default, come erroneamente sta circolando in rete. Il pericolo è che il nostro rifinanziamento diventi insostenibile, provocando una fuoriuscita volontaria dal mercato. A onor del vero, già a questi tassi d’interesse il debito italiano è difficilmente sostenibile. Il rendimento dei titoli decennali è stabilmente oltre quota 6%, nonostante i ripetuti acquisti sul mercato secondario da parte della Banca centrale europea (Bce). Solo oggi l’Eurotower ha sostenuto l’Italia per sei volte, ma non è bastato. Lo spread fra titoli di Stato italiani (Btp) e tedeschi (Bund) è sceso sotto i 470 punti base solo per circa 20 minuti. Nell’ultimo intervento, molto corposo, la Bce ha visto il mercato rivoltarsi contro, registrando l’effetto opposto a quello sperato. Infatti lo spread è passato da 478 a 487 punti base nell’arco di pochi minuti.

Un altro segnale di forte pressione nei confronti dei titoli di Stato italiani è stata l’inversione della curva dei rendimenti dei titoli di Stato a 5 e 10 anni. Alle 17:30 di oggi il Btp con scadenza a cinque anni era a un tasso del 6,7%, mentre quello a dieci anni era a 6,66 punti percentuali. Considerato che, in genere, la curva dovrebbe essere crescente in base al termine dell’obbligazione, l’inversione di questa tendenza è un segnale di stress nel breve termine. Oltre al fallimento delle operazioni della Bce, è avvenuto un fatto di notevole importanza.

Il Tesoro italiano ha comunicato che la prossima asta competitiva sui titoli di Stato a tre mesi non si terrà. Secondo il ministero dell’Economia la scelta di non collocare i Bot trimestrali deriva dall’assenza di «specifiche esigenze di cassa». Andranno invece in collocamento i Bot con scadenza a 12 mesi, per un ammontare di 5 miliardi di euro. Sarà l’occasione per testare, ancora una volta, la pesantezza della crisi italiana. Inoltre, il Tesoro ha anche confermato che scenderà nuovamente sui mercati obbligazionari il prossimo 16 novembre, quando cercherà di collocare Btp con un coupon del 4,75 per cento. Per ora, a parte il Bot a tre mesi, l’intenzione del Tesoro è quella di continuare i collocamenti, nonostante i tassi d’interesse siano già proibitivi e il supporto effettivo della Bce si sta attenuando.

La tensione è iniziata fin dal primo mattino, quando lo spread è passato da 453 a 491 punti base nell’arco di tre ore. La Bce è intervenuta subito, con acquisti prima leggeri e poi via via più corposi. L’effetto non è stato quello sperato. Non solo lo spread non è diminuito di quanto sperato, ma durante l’ultima sessione di acquisti il differenziale fra Btp e Bund è perfino aumentato. Il tutto mentre il ministro delle Finanze Giulio Tremonti stava preparandosi alla riunione dell’Eurogruppo in cui l’Italia è stata il tema principale insieme ad Atene. Il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha spiegato che i funzionari della Commissione europea saranno a Roma la prossima settimana per iniziare una missione di controllo delle misure di risanamento economico promesse dall’Italia. Il timore è che la road map richiesta dalle istituzioni europee per la messa in sicurezza di Roma non sia adottata nel modo più consono. La Commissione lavorerà insieme ai tecnici del Fondo monetario internazionale, come già successo per Atene. Si spera che le analogie si fermino qui.  

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Grafico a cura di Michael McDonough, economista di Bloomberg.

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