Rinvio di buon senso per Napoli-Juve, eppure scoppia la polemica

Rinvio di buon senso per Napoli-Juve, eppure scoppia la polemica

Quasi 130 millimetri di pioggia caduti in una notte. Una battuta recita che «quando piove a Napoli in città si aprono più strade che ombrelli». E anche stavolta non ha fatto eccezione: il temporale abbattutosi nella notte fra sabato e oggi sul capoluogo campano ha provocato morte, danni, paura. Il sindaco Luigi de Magistris, preoccupatissimo, vista anche l’estrema fragilità idrogeologica della città aveva lanciato l’allarme chiedendo ai napoletani di «restare a casa».

La vittima c’è stata nella zona di Pozzuoli, una manciata di chilometri dalla città: un pensionato aspettava la moglie fermo in auto e un albero di oltre quindici metri è caduto sulla vettura. I residenti ora denunciano: «Avevamo segnalato la pericolosità di quegli alberi al Comune». Il resto è cronaca nota in questi giorni di alluvioni: strade inagibili, problemi strutturali per i palazzi più vecchi, scantinati e automobili allagate. Fiumi d’acqua dalla collina di Posillipo, dai quartieri popolari di Soccavo e Pianura. A Ponticelli, quartiere della periferia Orientale, un caparbio sacerdote, nonostante la chiesa allagata, non ha voluto saltare l’appuntamento coi fedeli dicendo messa in piedi. Isolate Capri, Procida e Ischia, così come alcuni comuni della cintura vesuviana. Rinviato l’atteso posticipo di serie A Napoli-Juventus che avrebbe previsto il pienone allo stadio San Paolo: 60mila spettatori. Perché?

Per una serie di fattori, analizzati durante un vertice in prefettura che si è tenuto stamattina: il primo è stato il rischio di un nuovo acquazzone come quello notturno. Poi la necessità di liberare le forze dell’ordine in servizio allo stadio per eventuali emergenze di protezione civile. Infine: il dramma trasporti con gli scioperi selvaggi delle linee Circumflegrea e Circumvesuviana che avrebbero costretto molti spettatori ad arrivare allo stadio in auto. Fatto sta che nel pomeriggio almeno a Napoli il meteo è stato nettamente più clemente, cosa che ha fatto infuriare una parte della tifoseria azzurra. Nel mirino, l’assessore allo Sport della giunta comunale, Pina Tommasielli. Il motivo?

Aveva parlato di sospensione dovuta fra le altre cose anche «all’impraticabilità del terreno di gioco». E invece lo stadio di Fuorigrotta non era affatto impraticabile. Tuttavia la decisione è stata presa dalla prefettura e i due club, quello napoletano e quello bianconero si sono dichiarati d’accordo: il 14 dicembre dovrebbe esserci il recupero del match. 

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