Silvio a mani vuote in un G20 per ora inutile

Silvio a mani vuote in un G20 per ora inutile

CANNES – Doveva essere il G20 delle risposte, ma probabilmente sarà l’ennesima occasione persa. Aumento della potenza di fuoco del Fondo monetario internazionale, tassa sulle transazioni finanziarie, piano globale per la crescita economica: sono questi i tre temi principali che escono dalla prima giornata del summit dei Venti, in corso a Cannes. Archiviato il pericolo di un referendum sulla permanenza nell’euro da parte della Grecia, i leader mondiali stanno discutendo su come mettere in sicurezza l’eurozona ed evitare che la crisi possa espandersi anche al resto del mondo. Tuttavia, in base a quanto visto finora, l’impressione è che, oltre alle buone intenzioni del G20, ci sia poco di concreto.

Già nel primo pomeriggio sono iniziate a girare fra i tavoli della sala stampa le bozze del documento finale del summit. È apparso subito fumoso, dato che si parlava laconicamente di «impegni» e «raccomandazioni», senza andare nello specifico. In particolare, il Gruppo dei Venti ha chiesto di mettere in atto un assetto del Fondo monetario internazionale che gli permetta di avere «le risorse adeguate per svolgere le sue responsabilità sistemiche». In altre parole, si sta pensando di introdurre altre valute nel paniere di quelle che compongono gli Special drawing rights (Sdr). Per ora sono quattro le monete utilizzate dal Fmi come unità di conto: dollaro statunitense, euro, yen e sterlina. I leader dei Venti a Cannes sono in trattative con la Cina, che porterebbe in dote il renminbi. Tuttavia, spiegano diverse fonti dell’istituzione di Washington, il lavoro non è così semplice. Allo studio c’è, entro i prossimi sei mesi, l’utilizzo di una valuta fittizia per testare la possibilità di inserire il renminbi in pianta stabile. Nel frattempo, però, il timore è che la crisi dell’eurozona possa esplodere.

Nel Palais Des Festivals di Cannes, oltre alle indiscrezioni sulla documento finale, lo spettacolo è desolante. Il presidente francese Sarkozy era atteso per dare risposte, soprattutto in merito al referendum greco, alle 18:15, ma non si sono udite. Il padrone di casa ha parlato della crisi greca, evidenziando come nessuno abbia mai parlato di uscita di Atene della zona euro. Anzi. È intenzione dell’Europa che la Grecia «resti nell’eurozona», come ha ricordato Sarkozy. Pochi minuti prima, il premier ellenico George Papandreou, parlando di fronte al Parlamento, aveva spiegato di aver annullato il referendum e di non aver pensato alle dimissioni, dato che «le elezioni in questo momento sarebbero una catastrofe». Eppure, diversi funzionari della Commissione europea confermano a Linkiesta che «le discussioni in merito agli effetti di una fuoriuscita di uno Stato membro dalla zona euro si sono tenute e si terranno ancora». Difficile pensare il contrario, dato il clima d’incertezza.

Nonostante lo spettro dell’euro break-up che incombe, i Venti stanno cercando di dare un senso ai lavori di questi giorni. «Siamo fermamente impegnati a sostenere la ripresa, ad assicurare la stabilità finanziaria ed a ripristinare la fiducia». Questo si legge nella bozza del documento finale del G20. Troppo poco per calmare gli animi degli investitori. «Il nostro obiettivo ultimo è di creare più e migliori posti di lavoro per i nostri cittadini, per promuovere l’inclusione sociale in tutti i Paesi e per sostenere lo sviluppo e la riduzione della povertà, in particolare nei Paesi meno sviluppati», scrivono i Venti. Nella bozza ci sono sei punti che vanno da un più veloce ed efficace consolidamento dei conti pubblici per i Paesi con forti squilibri finanziari al miglioramento delle condizioni macroeconomiche negli Emergenti. Tutto è però ancora in discussione. L’unica cosa che sembra essere certa è l’introduzione della Tobin Tax, una tassa sulle transazioni finanziarie. Nell’incontro bilaterale mattutino fra il presidente statunitense Barack Obama e il presidente transalpino Nicolas Sarkozy si è discusso di ciò e l’accordo sembra ormai cosa fatta. «È tecnicamente possibile, finanziariamente indispensabile e assolutamente essenziale da un punto di vista etico», ha detto Sarkozy.

C’è attesa per gli incontri bilaterali di domani, ma soprattutto per la presentazione della lista delle banche di rilevanza sistemica. Il presidente della Bce, Mario Draghi, dopo aver presenziato alla sua prima conferenza stampa alla guida dell’Eurotower, è volato a Cannes per discutere della precaria situazione dell’eurozona con il leader mondiali. Domani presenterà la lista delle 29 Systematically important financial institution (Sifi), le maggiori istituzioni finanziarie mondiali, fra cui c’è l’italiana UniCredit. Sarà l’occasione per capire in che modo l’Ue vuole portare avanti il piano di ricapitalizzazione delle banche europee. Sarà però anche utile per tastare il polso degli operatori finanziari. In attesa di risposte, i guadagni di oggi potrebbero essere vanificati in poco tempo.  

fabrizio.goria@linkiesta.it