In rete si litiga sulla Concordia e c’è la t-shirt “Vada a bordo cazzo”

In rete si litiga sulla Concordia e c’è la t-shirt “Vada a bordo cazzo”

Nemmeno cinque ore e lʼItalia si è divisa. Schettiniani e Defalchiani. Gli ultimi in netta maggioranza. Lʼaudio delle telefonate tra il comandante della nave Costa Concordia affondata sugli scogli del Giglio e il capo della Capitaneria, diffuso da Corriere.it ha generato tormentoni, scuole di pensiero, sentenze della primʼora, partiti e sfottò. Una partita tutta napoletana perché lo sono entrambi i protagonisti, il comandante della nave Costa Concordia, Francesco Schettino e Gregorio De Falco, capo della sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno.
«Vada a bordo, cazzo!» la frase urlata via cellulare da un furente De Falco a Schettino diventa in men che non si dica quel che una volta si definiva “tormentone”, su Twitter come su Facebook. Fioccano pagine Fb di presa in giro e di sostegno allʼuno e allʼaltro. (Vai alle pagine http://www.facebook.com/pages/A-sostegno-di-Francesco-Schettino-comte-Co…, http://www.facebook.com/pages/Gregorio-De-Falco/223297811088342).

La pagina Facebook dei sostenitori di De Falco

Il gruppo pro Schettino

Addirittura in men che non si dica qualcuno registra il sito vadaabordocazzo.it. E spunta perfino la t-shirt, in vendita a 12,90 euro con questa motivazione: «Vada a bordo, cazzo!» non è solo un ordine. È una frase simbolo di chi, in questo Paese, non vuole arrendersi alle difficoltà. Di chi, nonostante tutto continua a fare il proprio dovere. Anteponendo gli interessi collettivi ai propri».