Alfano rassicura sui congressi, ma in Sardegna iscritti dirigenti di Fli

Alfano rassicura sui congressi, ma in Sardegna iscritti dirigenti di Fli

Dal Veneto alla Campania. Dall’Emilia alla Puglia. Lo scandalo delle tessere false del Pdl attraversa tutta Italia. Isole comprese. E proprio dalla Sardegna arrivano le ultime notizie dell’imbarazzante vicenda. Tre storie. Un coordinatore provinciale del partito che si dimette dopo aver verificato alcune irregolarità nel tesseramento del suo territorio. Alcuni dirigenti di Futuro e Libertà che scoprono di essere stati inseriti tra gli iscritti Pdl a loro insaputa. Un consigliere regionale berlusconiano che di fronte agli ultimi scandali chiede al partito di bloccare tutti congressi.

Tutto mentre la questione arriva sul tavolo dei vertici nazionali del partito. Questa mattina il segretario Angelino Alfano ha annunciato rigorosi controlli. Un’operazione trasparenza. «Se ci saranno situazioni dove non vediamo chiaro – ha chiarito – non faremo svolgere i congressi». Più tardi – insieme ai tre coordinatori del partito – ha rassicurato i militanti. Spiegando che l’inflessibile regolamento congressuale non permetterà comunque di alterare i risultati elettorali (durante le assemblee Pdl può votare solo chi si presenta munito di regolare documento d’identità).

In Sardegna intanto esplode il caso. La prima vicenda riguarda il Medio campidano, piccola provincia di centomila abitanti sulla costa occidentale dell’isola. Nella serata di ieri il coordinatore Pdl Ettore Melis ha rassegnato le dimissioni dopo aver verificato alcune gravi irregolarità. Qualcuno si sarebbe lamentato per essere stato inserito negli elenchi degli iscritti. Senza aver mai chiesto di far parte del Pdl. «Confermo appieno la notizia delle tessere false – la dichiarazione del dirigente pidiellino – Sono senza parole. Abbiamo chiesto l’annullamento del congresso provinciale, ma saranno gli organi preposti a decidere».

Il secondo episodio poco più a sud, nella provincia di Carbonia Iglesias. Qui il congresso sarà celebrato il 25 febbraio. Tra i partecipanti potrebbero esserci anche alcuni dirigenti di Futuro e Libertà, che nei giorni scorsi hanno scoperto di essere stati tesserati dal Pdl a loro insaputa. È il caso di Francesco Girau, coordinatore futurista della provincia. «Mi hanno mandato una mail – racconta – avvisandomi che il mio nome figurava nelle liste degli iscritti Pdl. Quando ho visto l’elenco mi sono accorto che tra i tesserati non c’ero solo io. Ma anche altri dirigenti Fli». Quattro in tutto.

Girau ipotizza che qualcuno possa aver utilizzato alcuni vecchi elenchi degli iscritti di Alleanza nazionale in provincia. Stando a quanto racconta il dirigente di Fli, per la sua iscrizione sarebbero stati versati addirittura 50 euro. Sufficienti per lo status di associato. Ma anche per garantirgli il diritto di voto attivo e passivo. Insomma, teoricamente il finiano potrebbe anche candidarsi. «A questo punto – ride – non so proprio che fare». Ma il rischio è che qualcuno possa sollevare la questione per fare annullare il congresso.

A pochi chilometri di distanza da Carbonia, c’è il capoluogo. Cagliari. A sollevare la questione tessere, qui, è il consigliere regionale del Pdl Carlo Sanjust. Che questa mattina senza troppi giri di parole ha chiesto al partito di sospendere i congressi di tutta l’isola. «In questa situazione di dileggio delle regole democratiche e della libera adesione a un partito politico – si legge nel suo comunicato – non è possibile organizzare alcuna fase congressuale, che sarà determinata esclusivamente dai signori delle tessere». Raggiunto al telefono Sanjust spiega: «Ho sollevato la questione perché qualcuno doveva avere il coraggio di farlo. Credo che i congressi vadano fermati per fare i dovuti controlli». Eppure le assemblee devono essere convocate entro marzo. «Non capisco che fretta c’è – continua il consigliere – Non abbiamo celebrato congressi per anni. Perché li dobbiamo fare tutti adesso?». La richiesta è arrivata direttamente dal segretario Angelino Alfano. «Forse il segretario dovrebbe girare di più sul territorio», conclude Sanjust.

Il presidente del gruppo Pdl in Consiglio regionale Mario Diana smonta il caso. «Sono un ex An, sono nato in un partito che non faceva traffici di tessere», racconta. Delle oltre 17mila tessere raccolte in tutta la Sardegna, 1.300 vengono da Oristano, la sua provincia. «Ma qui – assicura – non ci sono state irregolarità. Gli iscritti li conosco tutti». Altrove le cose potrebbero essere andate diversamente. «Ripeto – continua Diana – ho letto i giornali, ma personalmente non so nulla. Chissà, può essere che qualcuno abbia forzato un po’ la mano. Ma di fronte a oltre un milione di tessere raccolte in tutta Italia credo si tratti davvero di pochi casi». 

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