“Ecco come diventare ricchi e famosi, o almeno vivere di scrittura”

“Ecco come diventare ricchi e famosi, o almeno vivere di scrittura”

I soldi non fanno la felicità, ma una grossa mano la danno sempre. È impossibile negarlo. Michele Monina, scrittore italiano tra i più prolifici, a questo proposito ha deciso di scrivere “10 modi per diventare un mito (e fare un sacco di soldi)” (Laurana, pagg. 128, € 11,90), un divertente e simpatico manuale che insegna come sfruttare al massimo le proprie potenzialità. Il libro sembra essere rivolto soprattutto ad aspiranti rockstar, in realtà i dieci consigli sono adatti anche per altri ambiti.

Cosa ti ha fatto scrivere “10 modi per diventare un mito (e fare un sacco di soldi)”?
La risposta più scontata potrebbe essere: per il motivo contenuto dentro la parentesi del titolo. In realtà da tempo stavo pensando di buttare già un manuale per aspiranti rockstar. Sarà che passo la vita a raccontare le vite delle rockstar già arrivate. Sarà che quando non faccio quello cerco di trovarne di nuove, vestendo i panni del critico musicale e dello scout. Sia come sia, a un certo punto ho capito che i tempi erano maturi per tirare le somme di quanto appreso in tanti anni di onorata carriera e di mettere il tutto nero su bianco, magari cercando di far anche sorridere il lettore.

Credi che il talento sia indispensabile per raggiungere il successo?
Il successo dipende da una serie di variabili che con il talento nulla hanno a che fare. Sono parte forse dell’ultima generazione, cresciuta con l’idea che nella vita bisognasse capire qual è il proprio talento e inseguirlo. E che il successo, se mai arriva, è solo un optional della realizzazione di quel talento. Ma vivo in un mondo dove il successo è diventato il fine, il fine da raggiungere a ogni costo. Di qui i miei consigli, che evidentemente partono dal presupposto che il successo non ci sia, o che se anche c’è non è sufficiente a diventare famosi. Così va il mondo oggi.

Con circa sei/sette libri pubblicati ogni anno sei uno degli scrittori italiani più prolifici. Spiegaci il tuo segreto…
Vivo da anni della mia scrittura. Ma vivo anche in un paese in crisi. Quindi per vivere di scrittura devo scrivere molto, per riuscire a mettere su lo stipendio necessario a tirare avanti in una città come Milano con mia moglie, che come me lavora, e con i nostri quattro figli (sono molto prolifico, è vero). Scrivo diverse ore al giorno, diciamo tra le quattro e le dodici, praticamente tutti i giorni dell’anno, fatta eccezione per Natale, il primo dell’anno e poche altre date. Scrivo sempre e sono anche piuttosto veloce a scrivere, quando sono sotto pressione arrivo a scrivere anche cinquantamila battute pubblicabili al giorno. Non ho quindi bisogno di assistenti o ghost writer, ma di una buona macchina per i caffè.

Negli ultimi tempi hai pubblicato soprattutto biografie di cantanti (Lucio Dalla, Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Lady Gaga) ma in realtà hai cominciato scrivendo romanzi…
Ho cominciato come narratore, perché la scrittura è stata prima una passione che un mestiere. Poi, però, ho capito che la scrittura poteva anche essere la mia strada, il mio lavoro, e ho cercato un giusto compromesso per continuare a scrivere e per vivere di questo. La saggistica, o quantomeno la saggistica che io pratico, che è in realtà piuttosto sporca, contaminata dalla narrativa, mi è sembrata la giusta via da seguire. Con la narrativa non avrei mai vissuto di libri. Così, invece, posso tranquillamente scrivere e basta, concedendomi il lusso di scrivere anche un romanzo, ogni tanto.

Perché ti piace raccontare le vite di personaggi famosi?
Ho scelto le biografie dei personaggi famosi perché sono un appassionato lettore di biografie anglosassoni. Ho anche intuito che in Italia, in tal senso, c’era un vuoto editoriale, e in qualche modo sono andato a occuparlo. Non a caso ho “inaugurato” il genere biografie per diversi editori, in precedenza convinti che da noi funzionassero solo le “autobiografie”. Posso dire, con una certa tranquillità e senza rischio di sfociare nella supponenza, di essere uno dei pochi biografi professionisti, in Italia. Lo faccio e penso, in qualche modo, di saperlo fare bene. Ma non credo che scrivere le vite dei personaggi famosi mi piaccia. Non più di quanto non piaccia a chiunque il proprio lavoro. Lo faccio e cerco di farlo nel migliore dei modi possibili e anche divertendomi e cercando di divertire i lettori il più possibile, ma il piacere lo riservo ad altri momenti.

Per concludere, c’è un undicesimo modo “per diventare un mito (e fare un sacco di soldi)” che avresti voluto inserire nel libro?
L’undicesimo modo in parte già l’ho svelato nelle risposte precedenti. È quello figlio degli insegnamenti che ho ricevuto da piccolo, e come me i tanti nati e cresciuti prima dell’invasione dei reality e quando nella vita l’importante non era diventare famosi ma saper fare qualcosa. L’undicesimo modo, l’unico che, una volta raggiunto il successo, potrebbe forse garantirci di rimanere davvero famosi nel tempo, è quello di diventare famosi solo ed esclusivamente in presenza di talento. Ma non andate a dirlo troppo in giro, che ho un libro pieno di altri consigli da vendere… 

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