L’Italia di cemento, quante nuove case sono state costruite in dieci anni?

L’Italia di cemento, quante nuove case sono state costruite in dieci anni?

Da questo febbraio l’Istat ha iniziato a pubblicare gli indicatori trimestrali dei permessi di costruire, che finora forniva solo all’Eurostat. 
La serie storica degli indicatori dal primo trimestre del 2000 al secondo del 2011 (i dati 2000-2009 sono definitivi, i successivi ancora provvisori) racconta molto di quanto è cambiata l’Italia a livello edilizio. L’indicatore del numero di abitazioni dei nuovi fabbricati residenziali desunto dai permessi di costruire presenta una crescita fino al 2005 (quando si raggiunge un valore annuo di oltre 278 mila unità), con un incremento complessivo rispetto al 2000 superiore al 50%. Negli anni successivi l’andamento è fortemente negativo, con una discesa moderata nel 2006 e 2007 (rispettivamente -6,2% e -4,3%) e una caduta molto marcata nel 2008 e nel 2009 (rispettivamente -23,4% e -26,2%). Nel totale del 2009 le abitazioni risultano poco più di 141 mila.
Guardando ai dati trimestrali relativi al numero delle abitazioni, la tendenza negativa, iniziata alla fine del 2005, raggiunge un’intensità massima, in termini di diminuzione tendenziale, nel terzo trimestre 2009 (-35,5%). In termini assoluti, l’indicatore tocca un minimo nel primo trimestre 2010 (circa 28 mila abitazioni) e presenta poi una risalita, con variazioni tendenziali positive a partire dal terzo trimestre 2010 che giungono sino a un incremento dell’8,7% nel primo trimestre del 2011. Tuttavia, l’ultimo dato disponibile, relativo al secondo trimestre 2011, segna nuovamente una variazione negativa (-7% in termini tendenziali). L’andamento della superficie utile abitabile è molto simile a quello delle relative abitazioni dei nuovi fabbricati residenziali ai quali si riferiscono i permessi di costruire. 
L’evoluzione della superficie dei fabbricati non residenziali, per i quali si sono registrati permessi di costruire, è nel complesso, differente da quella relativa alle abitazioni. Dopo la forte crescita tra il 2000 e il 2002 (anno nel quale il valore era stato pari a 36,1 milioni di metri quadri), si registra una tendenza complessivamente negativa, seppure con ritmi discontinui. Il livello annuo scende a 25,1 milioni di metri quadri nel 2005 e poi si riduce ancora sino a 17,5 milioni nel 2009, risentendo, in particolare, della caduta del 23,8% registrata rispetto al 2008.

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