Miccichè e Galan ci provano con Tosi, «Grande Nord» spacca il Pdl

Miccichè e Galan ci provano con Tosi, «Grande Nord» spacca il Pdl

Gianfranco Miccichè lancia la sfida al Popolo della Libertà. Prima l’allontanamento dal partito di Berlusconi e la nascita di Grande Sud. Adesso con l’aiuto di Giancarlo Galan – già governatore del Veneto – l’ex sottosegretario è pronto ad aprire una succursale del suo movimento anche in Padania. Con poca originalità la nuova formazione si chiamerà Grande Nord. «Il sogno – racconta uno dei suoi fedelissimi – è riuscire un giorno a unire le due realtà e creare Grande Italia». Fantapolitica? Tutt’altro. Stando alle voci che girano a Montecitorio il progetto di Miccichè è estremamente concreto. E per ora si muove su due piani. A livello locale i deputati arancioni stanno preparando, d’accordo con Galan, una lista veronese per appoggiare il sindaco Flavio Tosi. A livello nazionale si sta studiando la possibilità di far nascere un nuovo gruppo alla Camera.

L’iniziativa veneta è nata proprio da un’idea di Miccichè e Galan. «L’ex ministro – racconta un deputato che lo conosce bene – ragionava da tempo sull’ipotesi di presentare liste civiche alle amministrative di maggio. Questo progetto di una lista veronese alternativa al Pdl non mi stupisce. Lui e Miccichè sono grandi amici». L’obiettivo è quello di anticipare i berlusconiani locali – già divisi dai litigi nell’ultimo congresso provinciale e ufficialmente ancora in cerca di un proprio candidato – e sostenere la conferma a sindaco di Flavio Tosi. «In questo modo – racconta un esponente di Grande Sud – sfileremo al partito di Alfano gran parte dei dirigenti locali. Che sono quasi tutti filo-tosiani». Galan, da parte sua, ha un’ottima intesa con il sindaco leghista e continua sul territorio la guerra con l’ex ministro al Welfare Maurizio Sacconi, che prima dei congressi del Pdl aveva stretto un’alleanza con il coordinatore regionale Alberto Giorgetti proprio in chiave anti ex ministro della Cultura. L’ex governatore lo ha anche detto espressamente in un’intervista della scorsa settimana al quotidiano Nordest. Al giornalista che gli chiedeva chi vorrebbe avere al suo fianco in un consiglio di amministrazione, ha risposto senza dubbi: «Cacciari e Tosi». Insomma, a Verona le truppe galaniane sarebbero più che disposte ad appoggiare il sindaco della Lega.

Al momento si stanno ancora studiando i dettagli dell’accordo. A seguire il dossier sono l’ex senatore Paolo Danieli, il vicesindaco di Verona Vito Giacino e il deputato – salernitano di nascita ma veronese d’adozione – Gerardo Soglia. Le uniche complicazioni potrebbero arrivare dai malumori della Lega. Da tempo, infatti, il cerchio magico di Umberto Bossi continua a remare contro la presentazione di una lista civica di Tosi in vista del congresso nazionale del Carroccio in giugno. L’allontamento da parte di Roberto Calderoli dalla vicepresidenza del parlamento della Padania è lì a dimostrarlo.  

Sull’intesa con il sindaco leghista si fondano le mire espansionistiche di Miccichè. Se Verona offre una grande vetrina mediatica, il sogno è quello di presentare le liste di Grande Nord in tutto il Veneto. Da questo punto di vista l’ex sottosegretario potrebbe trovare una sponda importante in alcuni deputati del posto. Gli ex Pdl Fabio Gava e Giustina Mistrello Destro, usciti dal partito di Berlusconi lo scorso autunno e oggi vicini alle posizioni di Luca Cordero di Montezemolo.

Del resto, il canale tra Miccichè e i fuoriusciti berlusconiani è già aperto. Qualche tempo fa l’ex sottosegretario siciliano li ha contattati per dar vita all’idea Grande Nord anche in Parlamento. Il progetto è semplice: riunire dieci deputati meridionali e dieci settentrionali per formare il gruppo di Grande Italia alla Camera. L’iniziativa è in stand by: i numeri non sono ancora sufficienti. Grande Sud è fermo a nove parlamentari. Mentre Gava e Destro hanno raccolto – nella componente Liberali per l’Italia del gruppo misto – altri tre colleghi.

Eppure la formazione dei due veneti filo-montezemoliani è destinata a crescere. A breve dovrebbero aderire alla componente il Responsabile Roberto Marmo e il neodeputato Angelo Santori: entrato alla Camera da poche settimane in sostituzione del pidiellino Giulio Marini (che al seggio di Montecitorio ha preferito la poltrona di sindaco di Viterbo). Non è tutto. Stando alle indiscrezioni che girano a Palazzo potrebbero presto far parte della formazione altri deputati berlusconiani. Gente come Giorgio Stracquadanio e Isabella Bertolini, che con Gava e Destro hanno firmato lo scorso autunno la famosa lettera in cui si chiedeva un passo indietro a Berlusconi.

Risolto (?) il problema dei numeri, il progetto di Grande Italia rischia di arenarsi per questioni politiche. Convinti sostenitori del governo tecnico, sembra che i veneti di Liberali per l’Italia non gradiscano troppo i continui distinguo da Mario Monti degli uomini di Grande Sud.