«Monti è un ottimo politico perché è un democristiano»

«Monti è un ottimo politico perché è un democristiano»

«Mario Monti? Un democristiano». Gerardo Bianco, ministro, storico capogruppo della Dc e leader dei Popolari ai tempi della prima vittori di Prodi, rivela così la sua stima per il presidente del Consiglio. «Ha avuto il merito di archiviare una stagione politica basata sull’alternanza tra berlusconismo e antiberlusconismo. Ma non lo scopro oggi. Già nel 1984 gli proposi di fare il ministro». I partiti di oggi non entusiasmano Bianco («una classe politica inaccettabile») che pure è il presidente dell’associazione ex parlamentari italiani. I tentativi di ricostruire un grande centro? «Non hanno nulla a che vedere con la Dc. Quella resta un’esperienza irripetibile.

La geografia parlamentare sta cambiando. Dal Terzo Polo al Pdl, in tanti sognano di ricostruire una grande casa dei moderati. Onorevole, non è che in Italia torna la Dc?
Ma quale Dc. La Democrazia cristiana è stata un’esperienza irripetibile. Nata in condizioni storiche particolari e in un contesto sociale estremamente diverso da quello attuale. La Dc rappresentava la terza strada rispetto al filone marxista e a quello liberista.

Saranno cambiati i tempi, ma qualcuno ci sta provando. Molti leader politici non fanno mistero di voler creare un grande centro.
In realtà oggi qualcuno sta cercando di occupare uno spazio lasciato vuoto. Tutto qui. In politica le ideologie sono sparite, è rimasta solo una divisione schematica tra destra e sinistra. Si sono accorti che resta una posizione di centro equilibrata e cercano di occuparla. Ma niente a che vedere con la Dc. Manca una dottrina fondante.

Uno dei più interessati a far nascere il nuovo “contentore dei moderati” è Pier Ferdinando Casini.
Devo dire che Casini è un politico con un indubbio merito. È l’unico che ha tenuto in piedi il germe di un partito che altre forze politiche hanno smarrito. Non a caso quando si tratta di prendere decisioni rilevanti raramente sbaglia. A partire dal sostegno che ha sempre garantito a questo governo.

Che giudizio ha di Mario Monti?
Ottimo. Ha sgombrato il campo da una classe politica inaccettabile.

Detto da lei che è il presidente dell’associazione ex parlamentari…
E allora? Essere presidente dell’associazione non mi esime dal dare opinioni personali. Peraltro questo sulla classe politica mi sembra un giudizio altamente condiviso.

Classe politica a parte, crede che al termine del suo mandato Monti rimarrà in politica?
Credo che il suo governo abbia preso la direzione giusta. Anche se c’è ancora molto da fare. Ma così come è sbagliato considerare il suo incarico a tempo, è scorretto anticipare le scelte dell’elettorato. Personalmente sono convinto che non giovare della sua esperienza sarebbe un’insensatezza.

Magari il presidente del Consiglio potrebbe andare al Quirinale.
Monti ha una tale levatura che andrebbe bene ovunque. Io non lo scopro adesso. Ricordo che nel 1983, all’epoca ero il capogruppo della Dc a Montecitorio, lo chiamai per proporgli di fare il ministro del Bilancio nel governo Fanfani.

E lui?
Mah, era impegnato in altre cose. Deve pensare che quel governo doveva durare solo pochi mesi. In realtà Monti non disse nulla. Non accettò né rifiutò. Lascio la cosa in sospeso.

Torniamo alla politica di oggi. I partiti stanno cercando un accordo sulla riforma della legge elettorale. L’ipotesi è quella di un proporzionale senza premio di maggioranza. Si torna alla prima Repubblica?
Magari. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un enorme passo indietro rispetto al processo di democratizzazione avviato durante la prima Repubblica. Perché vede, malgrado gli episodi di corruzione, la Democrazia cristiana ha un grande merito. Dal 1945 in poi è riuscita a portare all’interno del sistema democratico tutti i partiti anti-sistema. Oggi finalmente quella lezione è stata capita. Non è con un’alternanza fondata sulla contrapposizione amico-nemico che si costruisce la democrazia.

Forse il merito va anche alla recente stagione politica…
È il contributo più importante che Monti ha dato alla politica italiana. Dopo il suo arrivo i partiti hanno dovuto rivedere i propri schemi. Mettendo fine alla contrapposizione tra berlusconiani e antiberlusconiani.

Insomma Monti ha ripreso la lezione Dc.
Esattamente. Non mi ha mai detto per chi votava, ma sono sicuro che Monti è sempre stato democristiano.