Mutui, ormai le famiglie non li chiedono neanche più

Mutui, ormai le famiglie non li chiedono neanche più

Per le famiglie italiane accendere un mutuo è ormai una chimera. Non si tratta soltanto dei tassi d’interesse applicati dalle banche, ma soprattutto del calo delle richieste. Secondo le informazioni creditizie aggregate dal Sistema di informazioni creditizie Crif, in termini di flussi, nel mese di dicembre 2011 la domanda ha subito una contrazione del 49% rispetto a dicembre 2010. A parità di giorni lavorativi, invece, la diminuzione sul 2010 è stata pari al 19 per cento. I dati sono confermati dall’ultimo bollettino della Banca d’Italia: l’indagine condotta da via Nazionale evidenzia che la fiducia delle famiglie italiane, a gennaio 2012, in netta contrazione, ritorna sui livelli minimi raggiunti nell’ottobre 2008, periodo immediatamente successivo al crollo di Lehman Brothers. Discorso identico per quanto concerne i consumi, con la spesa che, come tra fine 2008 e inizio 2009, è di “notevole contrazione”. Sul fronte dello spread – cioè il margine di guadagno delle banche – tanto per il tasso fisso che per il variabile l’impennata ha seguito la stessa dinamica dell’allargamento del differenziale tra i titoli di Stato decennali italiani e quelli tedeschi, registrato a partire da quest’estate, raddoppiando dall’1,5% al 3% circa. Prendendo, infine, l’andamento della domanda media 2011, la discesa globale è stata del 20% rispetto all’anno 2010.

Qui la nota metodologica dell’indagine della Banca d’Italia sul credito bancario:

Per i quesiti relativi alle condizioni della domanda, i valori attribuiti sono i seguenti: 1 = notevole espansione, 0,5 = moderata espansione, 0 = sostanziale stabilità, -0,5 = moderata contrazione, -1 = notevole contrazione. Per ogni quesito, l’indice di diffusione è dato dalla media ponderata di tali valori, con pesi pari alle frequenze osservate. Il campo di variazione dell’indice è compreso tra -1 e 1. La percentuale netta è data dalla differenza tra la percentuale delle risposte che indicano una variazione di un dato segno (ad esempio, un “irrigidimento dei criteri” o un “incremento della domanda”) e la percentuale di quelle che indicano una variazione di segno opposto (un “allentamento dei criteri” o una “diminuzione della domanda”). Il campo di variazione dell’indice è compreso tra -100 e 100.
 

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