Avere soldi non basta, Romney fallisce sempre l’obiettivo

Avere soldi non basta, Romney fallisce sempre l’obiettivo

NEW YORK – Ogni qual volta l’ex governatore del Massachusetts Mitt Romney sembra sul punto di chiudere la partita delle primarie sfoderando una prova davvero convincente, riesce puntualmente a fallire l’obiettivo, rinvigorendo automaticamente le incertezze sulla sua candidatura. È successo anche nel Super Martedì in cui gli elettori repubblicani erano chiamati a votare in ben dieci Stati.

Come previsto Romney ha vinto in Virginia dove i ultraconservatori Rick Santorum e Newt Gingrich erano fuori dai giochi per un inghippo burocratico, in Massachusetts dove è stato governatore e il suo consenso è ancora saldo, in Idaho, stato in cui larga parte della popolazione è di fede mormona e nel piccolo Vermont. Ma ha prevalso solo di misura in Ohio, il test più atteso. L’Ohio è un “battleground state”, uno Stato in cui il partito che di solito vince nelle elezioni generali non è scontato. A volte la spuntano i repubblicani, altre i democratici. Per cui imporsi in Ohio in modo solido è un buon viatico in vista delle elezioni generali.

Insomma questo Super Tuesday invece di segnare la fuga di Romney, conferma il canovaccio che si è delineato fino a questo momento. Nonostante un’organizzazione certosina, nonostante le ingenti risorse di finanziatori di primo piano, nonostante gli endorsement di influenti repubblicani, Romney all’esame decisivo viene rimandato. Si porta certamente avanti in termini di delegati – adesso ne ha 332 – ma è lontanissimo dalla meta’ di 1.144 necessari per assicurarsi la nomination alla convention di Tampa in Florida.

Parte del merito degli insuccessi di Romney è senza dubbio il tenace Rick Santorum, l’ex senatore della Pennsylvania che da quando ha battuto una ad una le 99 contee dell’Iowa rimediando alla fine un trionfo rocambolesco non si è più fermato, rovinando diverse volte la festa a Romney. Questa volta ha prevalso in Oklahoma, Tennessee e North Dakota confermandosi a questo punto lo sfidante più accreditato di Romney.

«Abbiamo vinto nell’Ovest, nel Centro e nel Sud», ha detto entusiasta Santorum, che ora dispone di 139 delegati. «Adesso siamo pronti a vincere dappertutto».

Newt Gingrich ha conquistato il suo Stato, la Georgia, che assegnava il maggior numero di delegati. A questo punto quindi ne ha 73. Non sembra però avere chance ormai. Eppure, resta ostinatamente in gara, togliendo così voti a Santorum e facendo il gioco di Romney.

Il libertario Ron Paul sperava di conquistare il North Dakota e non c’è riuscito, ma forse per lui arriveranno buone notizie dall’Alaska, l’ultimo stato in cui si è votato oggi, dove il conteggio non è ancora terminato. Nelle prossime settimane si vota negli Stati del Sud, nella Bible Belt, il “corridoio della Bibbia” – Alabama, Kansas, Louisiana, Mississippi. Qui l’italo-americano Santorum, candidato della destra religiosa, crede di poter recuperare terreno su Romney. Il che pare molto difficile. Più certa è la frattura interna al partito repubblicano che affiorerà alla convention di Tampa.