De Magistris nimby sui rifiuti non piace al governo Monti

De Magistris nimby sui rifiuti non piace al governo Monti

NAPOLI – Un anno fa Luigi de Magistris, in un affollatissimo cinema napoletano, annunciava la sua decisione di candidarsi a sindaco di Napoli. Iniziava la cavalcata che ha poi portato l’ex pm a conquistare la poltrona di primo cittadino. Il presente è travagliato: «Oggi stiamo amministrando tra tante difficoltà ma con grande determinazione» commenta. E un anno dopo, il nodo irrisolto dell’emergenza rifiuti torna a farsi sentire sotto forma di scontro istituzionale. Da una parte il governo tecnico di Mario Monti, dall’altra de Magistris che con il sindaco di Bari Michele Emiliano, il governatore pugliese Nichi Vendola e il sindaco di Cagliari Massimo Zedda è asse del movimento più forte contro l’attuale inquilino di Palazzo Chigi.

Ieri a Napoli il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha posto una questione di logica: una parte dei rifiuti prodotti in città viene attualmente smaltita all’estero, spedita via nave verso l’Olanda. Che li brucia, ricavandone energia elettrica. E Clini ha definito «paradossale che i cittadini italiani, campani e napoletani debbano pagare un prezzo elevato per mandare all’estero rifiuti che servono per dare elettricità e calore ad altri».

De Magistris, che l’inceneritore a Napoli non lo vuole e su questo ha fondato gran parte della sua campagna elettorale, replica subito: il termovalorizzatore? L’importante è che «a Napoli non si faccia». Per il resto della Campania nessuna posizione ostativa: «Io sono il sindaco di Napoli, il resto non lo so».

Clini nel suo ragionamento è molto drastico: spiega che la procedura d’infrazione di Bruxelles è ancora lì e che l’Unione Europea attende un piano nazionale rifiuti ma non lo farà ancora a lungo, : «Non c’è nulla da mediare – ribadisce il ministro – ma bisogna decidere cosa fare e farlo in fretta, perché abbiamo assunto un impegno con Bruxelles e abbiamo meno di cinque mesi per avere chiaro il percorso che dovrà portare la regione fuori dall’emergenza, attraverso misure e iniziative che vanno realizzate in Campania».

Anche il Pd su questo punto è in netta contrapposizione: la responsabile nazionale del settore Ambiente, Stella Bianchi, attacca: «è piuttosto singolare la posizione di de Magistris che offre a pagamento materia prima per i termovalorizzatori olandesi, e deve quindi ritenerli una buona soluzione, e – continua – ha chiesto la solidarietà delle altre regioni e delle altre province campane per togliere i rifiuti dalla sua città, nella convinzione evidentemente che i suoi colleghi non gli avrebbero risposto “mi spiace ma guardo solo alla mia città” come, forse distrattamente ha risposto lui oggi». Dunque un anno dopo la candidatura dell’oggi sindaco è celebrato più che con un brindisi, con un ultimatum: «I rifiuti servono a produrre energia e calore ad altri e non in Italia – conclude l’esponente del governo Monti -. Ognuno tragga le sue conseguenze».

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