Portineria MilanoDopo Formigoni? Tabacci pronto, nel Pd voglia di primarie

Dopo Formigoni? Tabacci pronto, nel Pd voglia di primarie

Mentre infuriano le indagini della procura di Milano sulla regione Lombardia di Roberto Formigoni, nel centrosinistra ci si inizia a interrogare su cosa potrebbe accadere nel caso il governatore dovesse rassegnare le dimissioni. È un’ipotesi al momento da «non prendere neppure in considerazione» secondo il Celeste, ma che ruota intorno alla variabile imprevedibile delle indagini, che secondo indiscrezioni di stampa potrebbero avere una brusca accelerata nelle prossime settimane.

Già nei mesi scorsi, dopo i primi arresti dei consiglieri lombardi Massimo Ponzoni e Franco Nicoli Cristiani, i leader di Pd e Udc, Pierluigi Bersani e Pierferdinando Casini avevano iniziano a ragionare sull’ipotesi elezioni anticipate trovando la quadra su un nome: Bruno Tabacci. Contattato da Linkiesta Tabacci non si sottrae: «L’attuale modello lombardo è ormai giunto al capolinea, ma credo che Formigoni farà il possibile per arrivare almeno al 2013».

Del resto, l’operazione Tabacci, possibile nuova sintesi di accordo tra i democratici e il Terzo Polo, potrebbe però trovare più di un ostacolo lungo la strada. A indicarlo sono le prime spaccature, o riflessioni a detta dei democratici, sull’argomento. C’è chi, in caso di elezioni anticipate, vorrebbe puntare sulle primarie, come il consigliere regionale Giuseppe Civati. Ma c’è anche chi preferirebbe trovare nuovi volti tra la società civile in Lombardia, come l’assessore alla Cultura di palazzo Marino Stefano Boeri.

E infine c’è chi chiede di puntare prima su un progetto politico che pensare a nomi, vedi il segretario regionale Maurizio Martina.
Tabacci è già stato al Pirellone all’inizio degli anni ’90. E’ un amministratore di lungo corso e gode di un largo consenso soprattutto a livello di governo di Mario Monti. Ma nei confronti di questo vecchio leone della politica italiana, di scuola Dc, esistono diverse remore, anche nel movimento arancione di Giuliano Pisapia.

E poi c’è il periodo di tempo che dovrà fare da apripista alla candidatura, tra appunto riflessioni e i soliti battibecchi
E proprio qui sta il punto. I tempi. Il Celeste, a detta anche dei suoi, ha intenzione di tirare almeno fino al 2013, prima delle elezioni politiche. Solo a quel punto potrà lanciarsi nel grande salto verso la politica nazionale, sogno più volte accarezzato ma che non si è mai realizzato.

Ma se la situazione dovesse precipitare? Le indagini di Alfredo Robledo sul Pirellone continuano in ogni angolo. Delibere di giunta nell’occhio del ciclone non ce ne sono, dice proprio Formigoni, ma il cerchio continua a stringersi sempre di più. «Noi siamo pronti a votare anche domattina», spiega Civati. «Tabacci è un nome importante, è un ottimo amministratore, ma penso che sia opportuno per il centrosinistra fare le primarie. Non le abbiamo fatte nel 2010 candidando Penati e credo ci sia costato molto in termini di consenso».

Secondo Civati, comunque, «Formigoni dovrebbe iniziare ad ammettere che qualche cosa non funziona, continuare a rispondere che si tratta di cose che non lo riguardano, quando 4 suoi ex assessori sono stati indagati, è pericoloso». Sulle primarie è Martina a dettare la linea. «Credo che si giusto farle e migliorarle. Dopo le ultime di Palermo e in Genova c’è una discussione all’interno del partito, ma non vedo perché non si possano fare. Tabacci è un ottimo nome, ma credo che prima il Pd dovrà iniziare ad allargare la sua riflessione politica a tutti gli strati della società civile lombarda».

Per Martina «la regione non è Milano. Qui dobbiamo andare a riprenderci realtà civili importanti a nord e sud della regione. Iniziamo a parlare di progetti, cerchiamo di definire un nuovo corso regionale dopo 15 anni di governo di Formigoni». Per Boeri, invece, il discorso è più profondo. E comprende le responsabilità del centrosinistra in Lombardia negli ultimi anni. «E’ una critica che faccio anche a me», dice Boeri. «Ma qui non c’è di mezzo l’alleanza tra Lega Nord e Popolo della Libertà, c’è pure quello che la sinistra non ha fatto in questi anni». Per l’assessore alla Cultura, la battaglia della Lombardia «è una delle più importanti. E dovremo davvero creare un nuovo progetto la regione più importante in Italia». E rispetto al nome di Tabacci, Boeri taglia corto: «C’è bisogno di un rinnovamento della classe politica».