Post SilvioLa battaglia delle copertine tra Passera e Monti

La battaglia delle copertine tra Passera e Monti

In copertina ci va Elsa Monti. Corrado Passera and family che vanno al parco e in libreria si prendono invece il secondo servizio, sulle pagine del berlusconiano Chi, che ha evidentemente ritrovato autorevolezza. Corrado Passera è il tecnico con la carriera politica più lungamente progettata, tra le donne e gli uomini del governo. Solo che la stella del nuovo “governo del fare” è ovviamente quella che sta facendo più di tutti, cioè Elsa Fornero. Ovviamente, sotto il nume tutelare del premier Monti.

Lui e Mario Monti si rincorrono ormai da un po’, sulle pagine e gli schermi dei vari media. Passera era partito forte, con interviste sui giornali e in tv. Monti però non ha mai lasciato la scena e anzi, col passare del tempo e un certo gusto acquisito ai sondaggi, ha progressivamente preso campo. Chi di questa settimana è un’esemplificazione perfetta: prima un servizio fiume tutto dedicato alla Signora Elsa Monti, e firmato dal direttore Signorini in persona. Elsa porta con disinvoltura i panni della grande donna che sta dietro un grande uomo, ritratto come si conviene alle pagine di Chi. Poi, dopo un fiume di parole e immagini ritagliate attorno ai Monti, tocca alla famiglia Passera. Corrado Passera, la consorte Giovanna Salza, i figli: al parco e poi in libreria. Uno scarno servizio fotografico, che alla parola concede poche didascalie e affida l’unico ipotetico messaggio politico ai libri acquistati dal ministro: “Il mio primo libro di fiabe” acquistato da Papà Corrado; “Smart Power”, dedicato alle strategie digitali e utile al ministro delle Infrastrutture e dello Sviluppo economico; ma soprattutto “Il lavoro prima di tutto”, del responsabile economico gauchiste del Pd Stefano Fassina, che invece può far comodo al Passera che studia da leader politico del post-berlusconismo, e sull’articolo 18 è rimasto stranamente e totalmente silenzioso.

Qualcuno che i palazzi romani nell’era dei professori li frequenta, è pronto a giurare che dietro ci sia una strategia precisa. Che Mario Monti e il suo staff, cioè, abbiano scientemente pianificato di oscurare Passera. Tattica precisa volta a tenere più compatto il governo e la sua immagine ed evitare fughe in avanti dei singoli, mischiate come sempre nella vita a dinamiche personali, relazionali e caratteriali, messe alla prova da un’esposizione mediatica mai sperimentata prima? Tutto può essere. Di certo dopo essere finito nelle “retrovie” su Chi, Passera oggi è intervenuto su un argomento di ben altra sostanza, per il suo ministero, il governo e il paese, dichiarando che «la recessione è peggiore del previsto». Sono passati appena 15 giorni da quando proprio Monti aveva detto, rassicurante, che il peggio della crisi è ormai alle spalle.

Non è questa l’esperienza di tante famiglie e aziende, e forse Corrado Passera vuole parlare a questi diffusi feeling particolarmente cupi pensa, mentre legge libri di un economista di sinistra come Fassina o mentre torna a lanciare il tema della crisi, mostrandosi empatico con queanto vedono e vivono molti italiani. Naturalmente, il 2013 si avvicina e le elezioni già iscritte nel destino costituzionale e democratico del paese pure. Betty Olivi, la portavoce di Monti su Vanity Fair di questa settimana dice che Monti non parla mai del futuro, e per questo tace le proprie intenzioni per il 2013, anno in cui scade anche il settennato di Giorgio Napolitano.

Per succedergli potrebbe bastare aver rimesso in carreggiata l’Italia (anche a colpi di tasse, rigore, lacrime e sobrietà), pur con la variabile di un nuovo parlamento in cui potrebbero non mancare sorprese radicali, e perfino “anti-sistema”. Per salire dove ora sta Monti, invece, bisogna costruire in tempi rapidi una base vera e riconoscibile di voti e consenso, senza i quali non si sopravviverà al 2013 delle elezioni. E l’impresa è particolarmente difficile per il banchiere, visto che il professor Monti è salito sulla cattedra dei media e non pare abbia voglia di scendere.