“Non lasceremo che Confindustria cancelli le elezioni di Palermo”

“Non lasceremo che Confindustria cancelli le elezioni di Palermo”

“Forse avete capito che mi candido a sindaco di Palermo”. Inizia così la conferenza di stampa fiume che ufficializza la candidatura a sindaco di Palermo del dipietrista Leoluca Orlando.

Sala Manfredi dell’Hotel Excelsior, nel pieno centro del capoluogo. Una marea di giornalisti e di simpatizzanti attende alle ore undici del mattino l’arrivo “du sinnacu di Palermo”, lo chiamano ancora così in città. La sala è stracolma, e l’attesa sale. All’interno del lussuosissimo Hotel non si parla d’altro:”Se Leoluca è sceso in campo, vuol dire che sa di potercela fare”. “La frammentazione lo aiuterà”. Un altro sussurra a Linkiesta:”Orlando ha esperienza, e poi lo conosciamo”. C’è di tutto e di più. Qualche vendoliano, anche se Vendola dai microfoni di Skytg24 ha appena comunicato che “Ferrandelli è il mio candidato”, gli indignados di Sicilia, le cosiddette “forchette rotte” vicinissime al candidato renziano Davide Faraone, e la società civile che da sempre si professa orlandiana.

Alla 11:15 arriva il “professore”. “Buongiorno, buongiorno, buongiorno” è l’incipit del suo ingresso in sala. “Accomodatevi che iniziamo”. “Questa mattina siamo portati a parlare di Palermo perché a causa degli ultimi dieci anni la città in default, le aziende partecipate sono tecnicamente in default”. Il capoluogo “è una città che ha bisogno che chi si candida si ponga come strumento della città”. Perciò, “mi candido per dare risposte a ciò che ho appena finito di dire”.

Orlando è un fiume in piena, è sicuro di sè, gli si legge dagli occhi. Per circa quaranta minuti imbambola i presenti spaziando dalla “foto di Vasto”(Nella “foto di Vasto mica ci sono Lombardo e Cesa?”), l’alleanza Pd-Idv-SeL, alle “primarie inquinate del quattro marzo cosa evidente a tutti i cittadini di Palermo e anche ai garanti”, passando ad apprezzare l’appello di stamane di Confindustria Palermo.

Gli industriali di Palermo sono intervenuti in merito allo stato della città e all’elezioni del prossimo 6 maggio. Durante una conferenza stampa Alessandro Albanese, presidente di Confindustria Palermo ha lanciato una provocazione:”Si proroghi il commissariamento del Comune di Palermo, fino a quando non ci saranno programmi seri e credibili per la città e non scenderanno in campo le energie migliori della politica. Lo chiediamo a nome delle 530 imprese che fanno parte della associazione e che occupano circa 60 mila persone”. Orlando accoglie la provocazione e rilancia:”Fin’ora nessuna candidatura ha parlato con le anime produttive di questa città, nessuno ha parlato di lavoro. E oggi esprimo il mio apprezzamento per Confindustria Sicilia, anche per la sua scelta di una chiara posizione antimafia e chiede anche il rinvio delle elezioni, visto che secondo loro nessun candidato è in grado di rappresentare la città”. Come dire, se gli altri non l’hanno fatto, io sono pronto a farlo, e ci riuscirò.

Ma i democratici non ci stanno, e a Linkiesta il Presidente dell’Assemblea regionale del Pd Enzo Napoli respinge in toto la posizione di Confindustria:”Il giudizio di Confindustria è una cosa assurda ed inconcepibile. Non si può sospendere la democrazia per nessun motivo. A parte il fatto che i candidati credibili ci sono a partire da Ferrandelli”.  Poi “u sinnacu” lancia un duro attacco perfino a Walter Veltroni, reo nelle ultime ore di essersi allineato al vincitore delle primarie Ferrandelli:”Giù le mani da Palermo onorevole Veltroni: perché Veltroni non esprime il suo dissenso per un”alleanza tra il suo partito e un presidente indagato per mafia. C’è stata una scelta scellerata del Pd siciliano di mettersi a servizio di Lombardo”. Il governatore regionale è il nemico numero uno di Orlando:”Onorevole Lombardo, giù le mani da Palermo. Una città e una Regione condizionato da un presidente indagato per mafia”. 

Ma la domanda che si ripete con più insistenza nella Sala Manfredi dell’Excelsior è la seguente: perché Idv, che aveva come capogruppo al Comune Ferrandelli, non ha scelto lo stesso come candidato? “Il percorso di Fabrizio è stato virtuoso. Ma a un certo punto forse per la giovane età, eccesso di protagonismo, e ingenuità, è finito nelle mani di Cracolici e Lumia, i compari di Lombardo. Il suo percorso si è deformato quando, in ottobre, in una sua assemblea, c’era Cracolici in prima fila. La presenza dei due del Pd non è stata ‘last minute’, ma di lunga data. Lui è diventato così uno strumento, e il suo percorso ha finito per diventare vizioso, quando ha minimizzato i brogli, anzi, è andato anche a dare solidarietà a chi è indagato per quegli stessi brogli”.

Infine le linee del programma che dovrà avere “una proiezione nazionale ed europea”:”Basta grandi centri commerciali, che distruggono la città. Servono i centri commerciali di territorio, di quartiere. Serve una svolta nella raccolta differenziata, bisogna puntare sulle nuove tecnologie, sulla scuola, sulla Formazione, sulla cultura. Il segno della crisi di Palermo sono i 30 taxi fermi in piazza Massimo e in piazza Politeama. Nelle città europee non esistono i parcheggi per i taxi”.

Sono le 12:02, la conferenza stampa finisce, e Orlando viene preso d’assalto dalla telecamere e dai fotografi. Chissà se gli elettori del centrosinistra risponderanno alla stessa maniera dei giornalisti.  

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