Porti merci, ma l’Italia non era un Paese di navigatori?

Porti merci, ma l’Italia non era un Paese di navigatori?

Il traffico container

I dati Eurostat relativi al 2010

Il peso totale dei beni movimentati nei porti della Ue è stimato in 3,6 miliardi di tonnellate nel 2010 (dati statistici più recenti disponibili), in crescita del 5,6% rispetto all’anno precedente. Con le sue 539 milioni di tonnellate, l’Olanda è nettamente in testa, sorpassando anche il Regno Unito, che ha la più grande flotta marittima per merci della Ue. Passa nei porti olandesi circa il 15% del totale dei beni europei trasportati via mare, mentre in quelli britannici passa il 14,1%. L’Italia è terza con il 13,6%. Seguono Spagna e Francia.

Aumenta lo strapotere dei Mari del Nord: crescono Rotterdam, Anversa e Amburgo, sia in termini di totale di peso totale trasportato che di numero di container. I primi 20 porti della Ue arrivano a movimentare il 39% del totale, e Rotterdam da sola il 10%. In calo sia Genova che Trieste. Aumenta invece il traffico di container (misurato in Teu, Twenty-foot Equivalent Unit, l’unità equivalente a venti piedi) sia a Gioia Tauro che a La Spezia. In entrambi i casi, il boom è dovuto all’aumento dei trasporti dalla Cina. Unica new entry nella top twenty dei porti europei, Tallinn, in Estonia.

L’analisi del portale specializzato ship2shore.it per il 2011
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Si riduce la distanza – in termini di movimentazioni – fra porti hub di transhipment e scali gateway regionali in Italia. Sembra questo il dato saliente esaminando le statistiche – ancora incomplete per alcuni isolati porti in ritardo nel fornire evidenza della propria attività, ma peraltro già sufficientemente indicative – che riguardano i traffici di container nel 2011. In alcuni casi sono stati resi disponibili dati provvisori, in altri proiezioni a fine anno sulla scorta degli 11 mesi già disponibili, in altri ancora, infine, si tratta di stime più o meno attendibili. Al vertice della classifica rimane il porto hub di Gioia Tauro, dove Mct prevede una proiezione di 2.305.000 Teu a fine anno, pari ad un decremento del -19%. Ma dietro al grande scalo calabrese si affacciano, oramai a distanza non più di sicurezza per il leader, i porti regionali gateway, a cominciare da Genova che – sommando i valori dei terminal VTE (al suo record assoluto), SECH, Messina, Rebora GPT e TSG – ormai arriva a solo meno di mezzo milione di Teu di disavanzo da Gioia Tauro, superando abbondantemente 1,8 milioni di Teu (+4.5%). Solo quattro anni fa, quando Mct volava a 3,5 milioni di Teu, i rapporti di forza erano 2:1. Si profila forse un clamoroso sorpasso alle porte? Ancora presto per dirlo, anche perché le capacità di reazione degli scali di trasbordo possono essere istantanee. E con il tumultuoso formarsi di alleanze di questa fase delicatissima, con impatto quasi immediato sui servizi e dunque sulle toccate, qualunque previsione pare impossibile. Discorso analogo merita certamente La Spezia che, forte in realtà di un solo grande terminal, supera 1.3 milioni di Teu marcando un incremento del 3% che fa balenare propositi molto (troppo?) ambiziosi al Presidente dell’Autorità Portuale, il quale lancia una sfida diretta ai cugini genovesi. Nell’intorno di 500-600 mila Teu (con dati ancora provvisori, meglio evitare di stilare graduatorie definitive) si collocano numerosi porti di media dimensione: dagli hub, un po’ decadenti nel medio periodo, di Cagliari (-2,4%) e Taranto (+3,9%, ma -45,7% rispetto all’ultimo trimestre del 2010), a porti pure in fase di ‘stanca’ quali Livorno (-6,9%), dove peraltro ben si comporta il terminal Lorenzini (+6%), e Napoli (-2,3%), in cui il terminal leader Conateco tiene (-0,9%). Poco sotto la soglia del mezzo milione a guidare la muta degli inseguitori pensano bene Venezia (+16,1%), Trieste (+39,6%) e Ravenna (+14%), mentre Savona (-15%) tira un po’ il fiato. Molto bene anche Ancona, trascinato da ACT (+17%), che sfiora i 100mila TEUs, confermando il trend ascensionale sin dalla costituzione della società (ad opera di Msc e Frittelli) nel 2004.

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