Olimpiadi negate alla campionessa di pugliato: “Sei troppo mamma”

Olimpiadi negate alla campionessa di pugliato: “Sei troppo mamma”

I prossimi giochi olimpici vedranno, finalmente, il debutto delle donne sul ring. Ma Marzia Davide, la campionessa italiana in carica non ci sarà. Il motivo? «Hanno detto che sono più mamma che atleta». E così la boxeuse salernitana, 31 anni, si è vista escludere dalla lista dei convocati per i mondiali che si terranno il prossimo mese di maggio in Cina e che serviranno per ottenere i pass per le Olimpiadi di Londra 2012.

«Hanno distrutto il mio sogno di partecipare alle Olimpiadi», dice la campionessa campana che non si dà pace per un’esclusione che ritiene ingiusta e immotivata: «Prima mi hanno detto che ero più madre che atleta, poi che si trattava di una scelta tecnica e che al mio posto sarebbe andata Romina Marenda. Ma io la Marenda l’ho incontrata sul ring tre volte. E l’ho battuta tre volte su tre». L’ultima ai Campionati Assoluti, lo scorso settembre 2011: una netta vittoria ai punti per 14-8. «Sono dieci anni che dedico la mia vita alla boxe. Allenamenti duri tutti i giorni e tante rinunce: ho rinunciato a mangiare, ho rinunciato a uscire, ho rinunciato ad andare a ballare, cose normali per i ragazzi della mia età. Certamente non posso rinunciare a mio figlio». Giovanni ha 5 anni e una mamma pugile che si divide tra casa e palestra: Marzia si allena allo Sporting Center di Pontecagnano nella palestra gestita dal padre Pasquale.

Il suo palmarés è ricco e prestigioso: vicecampionessa mondiale nel 2002, campionessa europea nel 2003 e 2004, vicecampionessa dell’Unione Europea nel 2008 e campionessa italiana per ben sei volte. Ma da quando è diventata mamma la sua vita sportiva si è complicata. La scelta della Federazione pugilistica italiana rappresenta per lei una discriminazione bella e buona: «La Federazione pretendeva che io lasciassi mio figlio, che ha appena cinque anni, una quindicina di giorni al mese in modo da potermi allenare al centro federale di Assisi. Ho chiesto più volte di trovare un modo per poter conciliare l’attività di atleta con il mio ruolo di madre, ho chiesto che mi mettessero nelle condizioni di poter portare Giovanni con me. Ma ho trovato sempre la porta chiusa. Mi sono sentita dire: “Rimani a casa e fai la mamma”. Non è una risposta da dare prima di tutto a una donna e a una madre e poi a un’atleta che ha portato il nome dell’Italia in giro per l’Europa e per il mondo, ottenendo sempre grandi risultati».

Marzia Davide sul ring

Dalla Federboxe replicano a muso duro. Per il presidente Franco Falcinelli, l’affermazione della boxeuse salernitana è “molto grave”: «Quando un anno fa chiedemmo a Marzia Davide la disponibilità a prendere parte alla preparazione per le Olimpiadi presso il nostro centro federale, le offrimmo anche la possibilità di stare in un appartamentino con il bambino. Personalmente ero convinto che l’Italia potesse fare affidamento su un’atleta come Davide che era una promessa della boxe femminile. Ma lei ha fatto una scelta diversa che ovviamente rispettiamo ma che non va in direzione degli impegni e dei programmi della Nazionale. Una scelta di vita che, ripeto, rispetto. Ma rispetto anche la posizione del tecnico federale che ormai ha impostato il lavoro su Romina Marenda che, pur iniziando la preparazione in ritardo, si sta impegnano al massimo per arrivare ai quarti di finale ai mondiali e poi essere presente a Londra. Del resto quale tecnico si prenderebbe la responsabilità di portare ai mondiali un’atleta che non ha potuto allenare?».

Dalla sua palestra a Pontecagnano Marzia risponde combattiva: «Sono intenzionata a scoprire qual è la verità che sta dietro alla mia esclusione. Se non otterrò delle risposte dalla Federazione, la parola passerà al mio avvocato». Comunque vada a finire, a Londra vedremo tante mamme-campionesse: da Valentina Vezzali a Paula Radcliffe. Ma, quasi certamente, non Marzia Davide.