Brindisi, sotto la confessione niente: il caso è ancora aperto

Brindisi, sotto la confessione niente: il caso è ancora aperto

Dopo 18 giorni di indagini, a Brindisi il giallo sull’attentato alla Morvillo-Falcone è tutt’altro che risolto, anzi è al punto di partenza. L’unica certezza è che Giovanni Vantaggiato, 68 anni, gestore di un deposito di carburanti agricoli di Cupertino, nel Leccese, è stato sottoposto a decreto di fermo per il reato di strage in concorso aggravata da finalità di terrorismo. L’uomo, reo confesso dopo un lungo interrogatorio condotto ieri in questura a Lecce dal procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta, dal sostituto Guglielmo Cataldi e dal pm aggregato dalla procura di Brindisi Milto De Nozza, non ha spiegato né il movente né se ha agito per mandato o concorso di terze persone o organizzazioni.

L’uomo, come spiegato dallo stesso Motta oggi in conferenza stampa al palazzo di giustizia di Brindisi, alla presenza del vicecapo della polizia, Francesco Gratteri, e dei vertici dello Sco e del Ros, ha fornito «indicazioni assai generiche e prive di credibilità» in un «interrogatorio ritenuto non soddisfacente», ma ha ammesso di aver «fabbricato, collocato e fatto esplodere l’ordigno e di averlo fatto esplodere di giorno perché di notte non c’era nessuno». Inoltre, il fermato «è evidente che è la stessa persona» finita nel video delle telecamere del chiosco dei panini vicino la scuola di cui e di cui però non si sarebbe accorto solo per «imprudenza». La svolta investigativa è arrivata in particolare con l’esame di altre immagini riprese dalle telecamere di esercizi commerciali della zona e da qui poi, grazie in particolare all’occhio magico degli agenti della Mobile impegnati negli stadi, con la verifica delle targhe di due auto sospette e riconducibili a Vantaggiato, una Hyndai Sonica blu e una Fiat Punto bianca, presenti rispettivamente intorno alle 2 della notte del 19 maggio scorso e intorno alle 7 della mattina dell’esplosione. Gli investigatori sono poi riusciti a riscostruire tutto il percorso in auto, da Lecce sino all’arrivo in via Galanti. Il cerchio si è chiuso poi con altre fonti di prova, l’esame delle utenze telefoniche collegate al ripetitore del quartiere e intercettazioni telefoniche con la moglie da cui sarebbero emerse alcune dichiarazioni ritenute sospette.

Dietro la follia omicida, la presunta vendetta privata contro il vicino Tribunale di Brindisi poi scagliatasi contro le studentesse di Mesagne. Il riferimento sarebbe ad una truffa di circa 350mila euro perpetrata a danno di Vantaggiato da un 47enne di Torre Santa Susanna, nel Brindisino, che, attraverso un giro di assegni a vuoto, avrebbe acquistato dalla moglie, titolare del deposito di carburante a Copertino, poco più di 700mila litri tra gasolio e benzina a tariffe agevolate tra il 2007 e il 2009. Stando alla sentenza emessa dal Tribunale il 19 aprile scorso, solo un mese prima dell’attentato, il 47enne è stato poi condannato a risarcire danni per 400mila euro. Una storia ritenuta forse da Vantaggiato mai del tutto chiusa e che, tra le altre cose, si intreccerebbe con altri episodi incendiari nel febbraio 2008 e agosto 2011 hanno preso di mira proprio il suo acquirente. L’anno scorso prese fuoco la sua auto in pieno centro cittadino vicino la sua abitazione. Quattro anni fa, invece, rimase ferito gravemente dall’esplosione di una bomba artigianale ad alto potenziale posizionata su una bicicletta nel cortile del suo condominio e che, secondo una perizia balistica poi disposta dallo stesso pm di Brindisi Milto De Nozza – oggi aggiunto all’Antimafia per l’inchiesta – sarebbe del tutto simile alla tecnica esplosiva contro la Morvillo-Falcone perché anche allora, in particolare, era controllata a distanza da un telecomando.

L’altra ipotesi è che la vendetta sia da collegare a presunti conflitti col preside della scuola, Angelo Rampino, in passato dirigente scolastico in un istituto secondario del Leccese, che nei mesi scorsi ha fatto installare una porta blindata nel suo ufficio alla Morvillo-Falcone. Rampino è sempre stato apparentemente più convinto di altri sulla dinamica della strage, a ripetere con visibile certezza che l’attentatore avesse i minuti contati, al massimo 48 ore dall’esplosione, a riferire ai cronisti dell’esistenza (smentita all’inizio, ma oggi confermata) di altri video e immagini riprese da telecamere di altri negozi del quartiere e della presenza (mai confermata) di un arabo su una panchina di fronte alla scuola, sempre lui a escludere presunte vendette contro l’istituto. Ieri, alle prime indiscrezioni su presunti conflitti personali con la persona fermata, Rampino ha subito fatto sapere che «non ho nemici e di sicuro non ho come nemico nessun titolare di pompe della benzina».
Su Vantaggiato intanto la Dda continua a perquisire il deposito di Cupertino, a controllare l’abitazione e anche una barca a Porto Cesareo, nel Salento. Si cerca, tra le altre cose, anche il telecomando che ha azionato la bomba che ucciso Melissa Bassi e ferito gravemente altre cinque studentesse.