La bolla immobiliare in Norvegia mette (altre) ansie all’Europa

La bolla immobiliare in Norvegia mette (altre) ansie all’Europa

In Norvegia ci sono le condizioni di una bolla immobiliare. A dirlo, senza troppi giri di parole, è la Federal Reserve di San Francisco. Analizzando i prezzi delle abitazioni in Norvegia e Stati Uniti, è risultato evidente a Marius Jurgilas e Kevin J. Lansing, economisti della banca centrale americana, lo squilibrio che sta vivendo il mercato immobiliare norvegese. La curva dei prezzi (il grafico è in calce all’articolo, ndr) è quasi a senso unico. Dal 2008 a oggi i prezzi sono aumentati di circa 30 punti percentuali, mentre in maggio l’incremento è stato del 7% su base annua. A oggi, escludendo la contrazione in seguito alla crisi dei mutui subprime americani, non ci sono state flessioni negli ultimi dieci anni. Un altro rischio per l’Europa? Forse no, come afferma Matt O’Brien su The Atlantic. Ma il pericolo, rimarca la stessa banca centrale norvegese, esiste.

La paura di un collasso dell’euro ha fatto dirottare gli investimenti di diversi Paesi proprio verso la Norvegia. E questi, in buona parte, sono finiti negli immobili. È questo il sunto della ricerca che la Fed di San Francisco ha condotto sul mercato immobiliare norvegese, che da anni sta registrando un’impennata dei prezzi che ricorda da vicino l’andamento che ha avuto il mercato statunitense prima del 2007. «La fuga dei capitali europei verso i cosiddetti “porti sicuri” fuori dall’eurozona sta continuando», rimarca la Fed, che però non fornisce cifre. Quest’ultime sono date invece da uno studio che ha effettuato l’agenzia di rating Fitch. Prendendo in esame solo il settore dei Money market fund (Mmf), i fondi del mercato monetario, Fitch ha evidenziato che nell’ultimo anno c’è stato un incremento del 53% dell’esposizione verso la Norvegia. «Mentre tutti gli Mmf stanno limitando le risorse nell’eurozona, stanno salendo i fondi verso le nazioni esterne, con elevati surplus di bilancio», ha evidenziato Fitch. Fra queste, la prima è la Norvegia.

Sigbjørn Johnsen, ministro norvegese delle Finanze, si dice tranquillo. «È vero che i prezzi delle case sono elevati e che diversi capitali stanno arrivando dall’Europa, ma la nostra politica è sempre stata prudenziale», ha sottolineato. Anche il Fondo monetario internazionale (Fmi), nell’ultimo rapporto sul Paese, ha rimarcato che la Norvegia deve adottare politiche macroprudenziali volte a ridurre i rischi legati all’alto indebitamento delle famiglie e agli elevati prezzi delle abitazioni. «Raccomandiamo l’uso di tutte le possibilità per evitare shock economici», ha spiegato il Fmi.

A lanciare l’allarme è stata anche Norges bank, la Banca centrale norvegese, pochi mesi fa. «Il settore Real estate sta sperimentando pressioni di valore rilevante e il rischio che si sono assunte le banche del sistema non devono essere sottovalutati», spiegavano l’economista Artashes Karapetyan. L’esposizione degli istituti di credito norvegesi verso il settore immobiliare, secondo Karapetyan, ammonta a circa 120 miliardi di euro, circa 901,8 miliardi di corone. Per gli economisti della banca centrale la forza patrimoniale delle banche del Paese è sufficiente a evitare qualsiasi shock.

La Norges bank non è la sola ad aver messo in guardia le banche norvegesi sulla situazione degli immobili. Anche la Finanstilsynet, l’authority di vigilanza finanziaria del Paese, ha spiegato nel suo rapporto annuale sui rischi del sistema che esiste un problema legato al prezzo, in costante salita, delle case. «I rischi presi dalle entità finanziarie norvegesi in merito al settore immobiliare sono molto elevati e raccomandiamo l’uso di stress test per verificare le resistenza patrimoniale dei singoli soggetti», ha scritto la Finanstilsynet. Sono poi arrivate le prove di solidità della European banking authority (Eba) di circa un anno, le prime a cui ha partecipato DNB Bank, il principale operatore finanziario del Paese. Tutto è andato liscio, ma nelle scorse settimane Ingvild Svendsen, direttore del dipartimento di vigilanza macroprudenziale di Norges bank, ha di nuovo posto l’attenzione dei banchieri norvegesi sulla situazione immobiliare. «Stiamo osservando una dinamica dei prezzi degli immobili che non ha paragoni nella nostra storia», ha detto Svendsen, rimarcando che la Norges bank è pronta a «ogni soluzione» per evitare squilibri macroeconomici nel Paese.

A calmare gli animi ci ha pensato Øystein Olsen, il governatore della Norges bank, durante l’ultima decisione sui tassi d’interesse, lasciati invariati all’1,50 per cento. «Stiamo monitorando la situazione e l’esempio statunitense è utile», ha rimarcato. E Olsen non ha evitato di lanciare una frecciata all’eurozona: «I maggiori problemi per la Norvegia arrivano proprio dai nostri vicini, dalla zona euro. Per fortuna siamo pronti a qualsiasi caso, anche quelli più estremi». Sarà il Consiglio europeo che inizia domani a dare un’idea di quanto dovrà preoccuparsi la Norvegia.  

fabrizio.goria@linkiesta.it

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