Londra contro Renzo Piano: «Il suo Shard ha rovinato lo skyline della City»

Londra contro Renzo Piano: «Il suo Shard ha rovinato lo skyline della City»

É «troppo grande», «troppo fuori scala», «troppo a punta», «troppo moderno». In una parola, è «troppo». L’accoglienza riservata da Londra e i londinesi allo Shard London Bridge, il palazzo da record progettato da Renzo Piano che per molti ha già rovinato lo skyline della capitale inglese, non è delle migliori. L’opera, il cui progetto risale al 2000, verrà inaugurata il prossimo 5 luglio tra le polemiche.

Londra si interroga sulle conseguenze “visive” di un edificio così imponente: con 310 metri di altezza, lo Shard sarà l’edificio abitabile più alto di tutta la Gran Bretagna. Situato ad un chilometro di distanza dal Tower Bridge, il grattacielo domina tutto lo skyline cittadino grazie alla sua forma appuntita e ultra-moderna. Shard significa frammento e lo stesso Piano ha definito l’edificio come un “frammento di vetro”. In realtà, l’edificio ricorda più da vicino un iceberg che emerge dalle rive del Tamigi e come tale era stato concepito in un primo momento dal suo ideatore.

Al suo interno, sotto suggerimento dell’architetto italiano, sorgeranno uffici, appartamenti, ristoranti, negozi e una terrazza panoramica all’ultimo piano aperta alla città (a questo link potete vedere una veduta a 360 gradi dallo Shard). Nei giorni di bel tempo si potrà ammirare il mondo circostante fino a sessanta miglia di distanza. Intanto, però, i londinesi faticano ad apprezzare il panorama: secondo molti di loro, al contrario, l’edificio progettato da Piano ha rovinato lo skyline di Londra per sempre. Per molti, ad esempio, guasta la vista della St.Paul’s Cathedral dalla collina del Parlamento.

Nemmeno il Guardian lo ha risparmiato. Il quotidiano ha definito lo Sharp un “grande ascensore di vetro” e ha denunciato alcune incoerenze. Ad esempio il fatto che, nonostante decine di uffici e appartamenti, lo Shard disporrà di soli 48 posti auto. C’è invece chi difende l’edificio ma contesta la posizione: alcuni vedrebbero bene lo Shard nel cuore di Dubai o di Kuwait City, meno nella vecchia e solenne Londra. Sotto accusa anche i costi di costruzione, lievitati da 350 ad oltre 450 milioni di sterline.

Piano ha riposto così alle critiche: «Provate a fare qualcosa del genere in qualsiasi città del mondo. Dovreste certamente aspettarvi delle contestazioni. Da architetto, devo accettare il fatto di essere criticato. L’architettura stessa non si basa sull’armonia totale. Se tutti sono d’accordo, allora significa che state commettendo un grosso errore». Come ricorda lo stesso Guardian, Piano si era trovato a fronteggiare critiche anche per il suo progetto più celebre, il Centre Pompidou di Parigi. «Non si viene contestati perché si sbaglia, ma perché le persone hanno paura del cambiamento. Ma se si è nel giusto, il merito del proprio lavoro, alla fine, verrà riconosciuto». 

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