Advisor del Tesoro ma scarica il debito, Monti può ancora fidarsi di Goldman Sachs?

Advisor del Tesoro ma scarica il debito, Monti può ancora fidarsi di Goldman Sachs?

Il grattacielo di Goldman Sachs a  New York, al 200 di West Street, si staglia in fronte a Wall Street, sull’altra riva del fiume Hudson dove sono invece abbarbicate tutte le altre banche. Quasi a rimarcare una presunta regalità messa ulteriormente in dubbio dalla mossa di oggi, come al solito perfettamente raccontata dal nostro Fabrizio Goria. Goldman, nel secondo trimestre dell’anno, ha infatti ridotto del 92% i bond italiani che aveva in portafoglio, portandoli a quota 191 milioni di dollari (155,2 milioni di euro) dai precedenti 2,51 miliardi di dollari (2,04 miliardi di euro) di fine marzo. E fin qui niente di male. Non è la prima, si spera sia l’ultima. Ma quello che non quadra è che insieme a Société Générale, la banca di Lloyd Blankfein è stata selezionato dal Tesoro per la valutazione delle partecipazioni statali in Fintecna, Sace e Simest in vista della cessione a Cassa depositi e prestiti.

Uno può dire: bene ha mostrato la sua indipendenza, ha fatto vedere che non basta darle un mandato per avere il suo appoggio. Non è come con Parlamat che dava i mandati nella speranza di avere i rating benevoli da parte di Standard & Poor’s la quale, ancora a un mese dalla bancarotta, le dava un voto positivo. E va bene, questo può essere il bicchiere pieno. Ci sono dei parametri che i gestori devono rispettare per i loro investimenti e, con i rating sull’Italia in ribasso, la mossa era previdbile forse dovuta. E va bene anche questo. 

Ma ciò non toglie che la mossa di Goldman apra almeno due quesiti. 1) Togliamo di mezzo il governo e immaginiamo che al suo posto ci sia un’azienda in crisi. Io azienda ho dato un mandato a una banca per valutare degli asset che sto cedendo e questa liquida la sua posizione nei miei confronti. Bene, ma come faccio poi quando devo andare a vendere quegli asset se il mio consigliere cinque minuti prima ha detto in pubblico che non ha fiducia nella mia azienda? Il suo parere è ancora credibile per gli investitori? Come fa a convincerli della bontà della mia azione cui lei stessa ha dato pubblica prova di non credere? 2) Dopo una mossa come questa, dopo che hai liquidato la tua posizione sulla mia azienda, io posso ancora fidarmi delle valutazioni del mio consigliere sul portafoglio di cessioni?

La storia di Goldman Sachs, e più in generale le vicende bancarie di questo periodo, legittimano queste ed altre domande. 

Twitter: @jacopobarigazzi