La marijuana legalizzata vale un miliardo di gettito. Ne vale la pena?

La marijuana legalizzata vale un miliardo di gettito. Ne vale la pena?

Se legalizzata la marijuana costerebbe meno: 40 dollari al chilo per erba di ottima qualità secondo un recente articolo del giornale Slate. Questo è un dato interessante per i consumatori. Per tutti, invece, la notizia è un’altra: la legalizzazione di droghe leggere permetterebbe allo Stato (in questo caso la Francia) un’entrata di un miliardo all’anno circa per imposizioni fiscali sulla vendita e un risparmio di circa 300 milioni di euro sulle procedure giudiziarie contro i trasgressori. Senza contare il danno che colpirebbe le organizzazioni criminali che smerciano droga nelle città.

La Francia è un caso interessante. La pena per chi consuma cannabis può arrivare a un anno di carcere o una multa fino a 3750 euro. Nel Paese d’oltralpe si stimano 4 milioni di consumatori a cui si aggiungono 1,2 milioni di consumatori abituali. Nonostante la politica di repressione, si stimano, in proporzione, al doppio della liberissima Olanda. Daniel Vaillant, socialista, ex-ministro degli Interni, dichiarò a Libération nel 2003 che per diminuire i consumatori l’unica via era la depenalizzazione del consumo.

L’Uruguay, come già scritto su Linkiesta, con il 5% dei residenti consumatori, ha legalizzato la vendita di cannabis. È consentito comprare direttamente dallo Stato o da canali autorizzati previa registrazione. Massimo: 40 sigarette di marijuana al mese per il consumo; superato il livello consentito, parte il programma di riabilitazione e disintossicazione. Data la relativa pulizia dello Stato rispetto a narcotrafficanti, sembrerebbe una politica di prevenzione più che di soluzione.

E in Italia? Roberto Saviano su l’Espresso e l’associazione NoPizzo hanno da sempre supportato la legalizzazione delle droghe leggere, un modo per combattere la mafia tagliando parti del business criminale. «Legalizzare non significa incentivare, ma sottrarre mercato alle mafie. La legge sull’aborto fece sparire quasi del tutto gli aborti clandestini, una politica di legalizzazione toglierebbe ricchezza ai criminali» dichiara lo scrittore napoletano.

Da noi sono in pochi ad occuparsene. Tra i partiti politici si annoverano sempre i Radicali, impegnati su questo come su altri temi d’impatto sociale come legalizzazione della prostituzione o l’installazione di sale del buco nelle grandi città (Milano è un esempio): temi certamente scomodi per una società conservatrice come la nostra.

Negli Stati Uniti, uno studio dell’istituto Gallup stimava al 2002 un 62% degli intervistati contrari alla legalizzazione, scesi al 46% nel 2011 contro un 50% di favorevoli, ancora oggi in aumento. E gli italiani, con un numero di consumatori compresi tra i 4,5 e i 5 milioni, sarebbero favorevoli alla legalizzazione della piantina di marijuana? Uno studio di Demopolis risponde no: solo un 35% sarebbero favorevoli, mentre si contano un 54% di sfavorevoli e un 11% di schede bianche.