Traghetti Sardegna: l’Antitrust dorme, le tariffe lievitano

Traghetti Sardegna: l’Antitrust dorme, le tariffe lievitano

Quasi quindici mesi fa, il 17 maggio 2011, l’Antitrust avviava un’indagine, a seguito di numerose segnalazioni da parte di privati cittadini, associazioni dei consumatori e di due esposti rispettivamente della Regione Sardegna e della Regione Liguria, un’istruttoria nei confronti delle società Moby, Snav, Grandi Navi Veloci e Forship (marchio “Sardinia Ferries”) e delle loro holding di riferimento. Obiettivo dell’iniziativa era quello di verificare se le compagnie che controllano gran parte del mercato dei collegamenti da e per la Sardegna, avessero creato un’intesa restrittiva della concorrenza, finalizzata all’aumento coordinato dei prezzi per il trasporto passeggeri.

L’Antistrust, a motivazione della scelta di aprire un’indagine, metteva subito in evidenza la pietra dello scandalo della scorsa estate, rappresentata dall’aumento smisurato dei prezzi sui traghetti, praticato da tutte le compagnie. Un’analisi condotta in collaborazione con la Guardia di Finanza aveva infatti confermato come vi fosse stato un incremento medio generalizzato delle tariffe praticate dagli operatori nell’ordine del 90-110 per cento rispetto ai prezzi dell’anno precedente.

A circa 400 giorni di distanza da quel 17 maggio incredibilmente l’Antitrust deve ancora terminare la propria istruttoria. Al contempo la corsa dei prezzi dei traghetti è continuata e gli aumenti medi, nell’ordine del 15-20 per cento, non sono stati frenati neppure dal timore per l’esito dell’indagine dell’Antitrust. I costi proibitivi dei traghetti stanno così condizionando fortemente la scelta dei turisti nazionali ed esteri di eleggere la Sardegna a meta della proprie vacanze estive. Stime ufficiose parlano di un nuovo crollo delle prenotazioni alberghiere ed extralberghiere (case vacanze, bed & breakfast, agriturismo), che potrebbe tradursi in un nuovo disastro, in termini di presenze turistiche, dopo che il 2011 si era chiuso con un calo di 1,2 milioni di persone rispetto al 2010.

Qualche esempio dei prezzi praticati può dare meglio l’idea della dimensione della stangata. Consideriamo il caso tipo di una famiglia con due figli, di cui solo uno under 12 anni, con auto al seguito, che si è imbarcata il secondo weekend di luglio (venerdì 6 o sabato 7 a seconda della compagnia), decidendo di viaggiare di notte in una cabina standard e fa ritorno in continente dopo 14 giorni di villeggiatura. 

Partendo da Livorno, con la compagnia Moby Lines, la nostra famiglia tipo avrebbe pagato poco meno di 900 euro (894,56), mentre con Sardinia Ferries il costo da affrontare sarebbe stato pari a 815,32 euro. Del tutto simili le condizioni praticate da Tirrenia, la compagnia di Stato, sulla via della privatizzazione, che peraltro dall’inizio dell’anno ha tagliato le corse, per le quali esiste una convenzione di continuità grazie alla quale arrivano dallo Stato circa 70 milioni di euro.

Ebbene con Tirrenia si sarebbe arrivati a spendere la bellezza di 874 euro. Si sarebbe risparmiato qualcosa viaggiando con Saremar, la compagnia di bandiera della regione Sardegna. In questo caso la tratta è Vado Ligure-Porto Torres e ritorno ed il relativo prezzo sarebbe stato equivalente a 739 euro.
Se poi, come capita a sei italiani su dieci, le ferie possono essere fruite ad agosto, il salasso aumenta notevolmente. Con Moby Lines, con partenza l’11 agosto e ritorno il 25, alle medesime condizioni sopra descritte, il prezzo salirebbe a 1182 euro. Una tariffa, questa, superiore del 32% rispetto a quella praticata a luglio. Stesso film con Sardinia Ferries a cui andrebbe staccato un assegno del valore di 1158 euro: addirittura + 42% sul prezzo del mese di luglio. Con Tirrenia, invece, l’incremento tariffario, pari al 10 per cento circa, è sensibilmente inferiore in confronto a quello applicato da Moby Lines e Sardinia Ferries. Il prezzo di Tirrenia, pari a 953 euro, sarebbe, per la famiglia tipo considerata, comunque da capogiro. 

Con Saremar si riuscirebbe, come a luglio, a risparmiare, sborsando quasi 200 euro in meno. I posti, però, sono limitati, cosicchè, come ci è stato riferito dal call center della compagnia sarda, per avere qualche chance di viaggiare con Saremar “avremmo dovuto prenotare a marzo”. Insomma un quadro che conferma le peggiori aspettative e che rischia di minare seriamente la vocazione turistica di una terra dalle invidiabili bellezze naturalistiche, dove il turismo, purtroppo ancora troppo concentrato nei soli mesi estivi, rappresenta fattore di sviluppo locale imprescindibile. Naturalmente tutto ciò pare non interessare granché alla burocratica Authority deputata a garantire il rispetto delle regole di corretta concorrenza. Che in tal modo non fa un gran favore all’isola, che trae appunto la principale fonte di sostentamento proprio dal turismo.

Certo fa sorridere amaro che nelle lunghe more della decisione dell’Antitrust, le compagnie concorrenti di Saremar, invece di battagliare con essa limando i prezzi, abbiano a loro volta fatto ricorso alle vie legali. Grandi Navi Veloci ha infatti presentato negli scorsi mesi un esposto alla Commissione europea, al Tribunale civile di Genova, così come all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per la violazione dell’art. 8 della legge n. 287/90, sostenendo, udite udite, una violazione delle regole di concorrenza: Saremar, ad avviso di GNV, avrebbe dovuto realizzare i collegamenti con il continente mediante una società separata da quella che opera nei trasporti marittimi regionali.

A questo punto, data per persa la possibilità di vedere questa estate un possibile calmieramento verso il basso dei prezzi, siamo proprio ansiosi di verificare come si muoverà l’Antitrust. Per capire se sarà più veloce nel dare risposta a Grandi Navi Veloci. O invece a decine di migliaia di turisti che vorrebbero godersi qualche giorno di villeggiatura in Sardegna senza doversi svenare per attraversare circa 170 miglia di mare.