In Iran ci sono studi “non adatti alla natura femminile”

In Iran ci sono studi “non adatti alla natura femminile”

Alcuni studenti hanno già ricominciato, altri inizieranno nelle prossime settimane. Le università di tutto il mondo stanno riaprendo le proprie aule, salutando l’inizio di un nuovo anno accademico. Per moltissime ragazze iraniane, però, l’istruzione universitaria rischia di rimanere un sogno irrealizzato. Sono ben trentasei, infatti, gli atenei che, nella Repubblica Islamica, hanno vietato l’accesso alle donne. Una brutta “novità” che limita ancora di più i diritti riservati agli individui di sesso femminile nel Paese di Mahmoud Ahmadinejad.

Settantatasette i corsi di laurea interessati dal divieto, spiega l’agenzia di stampa nazionale Mehr News Agency. Tra le materie accessibili soltanto agli uomini, specifica il sito Rooz Online, ci saranno contabilità, ingegneria e chimica. Tra gli atenei che vieteranno l’accesso alle donne ci sarà anche l’Università di Teheran, la più grande del Paese. Anche qui saranno affette soprattutto materie scientifiche, come la matematica, la selvicoltura e la biologia, e i corsi di laurea dedicati all’insegnamento della gestione del petrolio.

Continua l’emarginazione sistematica delle donne da parte del governo retto dal Presidente Mahmoud Ahmadinjad, che soltanto un anno fa aveva imposto la separazione di maschi e femmine all’interno degli atenei. Secondo Abolfazl Hasani, dell’Istituto iraniano di Educazione, “alcuni campi del sapere non sono adatti alla natura femminile”. Una situazione resa ancora più paradossale da un dato, pubblicato dal New York Times, secondo cui le donne rappresenterebbero il 60 per cento degli studenti totali iscritti alle università del Paese medio-orientale.

Una situazione, quella della donna in Iran, sempre più difficile: le repressioni degli ultimi anni, infatti, hanno fatto svanire anche le pochissime conquiste ottenute all’inizio del decennio scorso. Chi non indossa “propriamente” il velo, in Iran, rischia fino a 100 frustate in pubblico. E secondo il leader spirituale del Paese, Ali Khameini, le donne non hanno nemmeno diritto a compiere attività politica, né a partecipare ad attività sociali. Troppo fragili per assumersi qualsiasi tipo di responsabilità al di fuori di quelle legate all’educazione dei figli ed all’impegno casalingo. Una vita segnata, senza possibilità di svolta: e la chiusura degli accessi universitari è un ulteriore passo in questa direzione.  

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