Portineria MilanoSanità, edilizia e nomine: le ultime urgenze Formigoni

Sanità, edilizia e nomine: le ultime urgenze Formigoni

Nomine in fondazioni, teatri o enti locali. Provvedimenti che mettono mano al bilancio regionale, al welfare, alla sanità e all’edilizia popolare. Accordi con Banca Intesa San Paolo per il servizio di tesoreria, finanziamenti da parte di Finlombarda e persino l’approvazione del progetto della Città della Salute di Sesto San Giovanni. Per un totale di 129 delibere (guarda il documento) approvate oggi durante un giunta lampo e «urgente» della regione Lombardia di Roberto Formigoni. Va di fretta il Celeste, ma c’è il rischio che possa andare a schiantarsi.  

A pochi mesi di distanza dal voto, con l’incognita del consiglio regionale di domani dove – sostiene Formigoni – i consiglieri del Pdl si dimetteranno facendo terminare la legislatura, la virtuosa amministrazione lombarda è riuscita in un sol colpo ad approvare un blocco di provvedimenti che promette di scatenare polemiche a non finire. C’è di tutto, con l’opposizione già unita nel gridare allo scandalo per gli ultimi colpi di coda dello spoil system del sistema formigoniano. 

Succede tutto questa mattina, alla nuova sede di regione Lombardia. Formigoni raduna per la prima volta i nuovi assessori, i «tecnici» nominati lunedì scorso. E presenta un documento (vedi allegato) dove in pratica vengono messe nere su bianco tutte le ultime operazioni della giunta di centrodestra. Ma il tavolo traballa. A mettersi di traverso è in particolare il vicepresidente della Lega Nord Andrea Gibelli, che contesta la troppa fretta nell’affrontare tematiche delicate come il piano delle alienazioni degli immobili regionali per il 2013, l’accordo di programma per l’ex area Alfa Romeo di Arese, e disposizioni relative alla sanità. Alla fine la rissa viene evitata con il rinvio a domani per una nuova discussione. Le approvazioni lampo però rimangono.

Tra queste la nomina del rappresentante della regione nelconsiglio di amministrazione della Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus o del Teatro Grande di Brescia. C’è persino la pubblicità della regione, l’accettazione di quadri donati, corsi di sci. Certo, poi ci sono anche i provvedimenti per il terremoto di Mantova, ma anche qui non è chiaro perché non siano stati approvati prima e solo adesso a distanza di mesi dal terremoto. Poi l’edilizia popolare con accordi per vendere a prezzi calmierati case o abitazioni alle forze dell’ordine. C’è la convenzione con Banca Intesa SanPaolo per il servizio di tesoreria dalla regione che in questo modo durerà fino al 2014. C’è poi la cittadella della Salute che dovrebbe sorgere a Sesto San Giovanni, ma su cui il comune di Milano aveva puntato i piedi. E poi ci sono decine di protocolli d’intesa, convenzioni con i ministeri o riconoscimento di consorzi.

«Sono tutti atti relativi a progetti in essere e perché non fossero bloccati si è velocizzato l’iter». Fanno sapere da Palazzo Lombardia a proposito della giunta odierna, ma come spiega il Partito Democratico «sarebbe alquanto inopportuno se Formigoni pensasse di usare questa Giunta transitoria, composta da assessori per buona parte alle prime ore in Regione, per approvare provvedimenti impegnativi per gli anni prossimi o per distribuire prebende elettorali».

E pure gli alleati della Lega Nord scuotono il capo. «Vorrei che qualcuno mi spiegasse – dice il capogruppo Stefano Galli – come hanno fatto assessori appena nominati a valutare delibere di questo genere e di questa importanza nel giro di un paio di giorni. Stanno per votare provvedimenti fondamentali senza nemmeno avere avuto il tempo di rendersi conto a che piano stanno di Palazzo Lombardia».