26 novembre 2012, il giorno in cui a New York non ci furono crimini

26 novembre 2012, il giorno in cui a New York non ci furono crimini

Non ci sono più le mezze stagioni, e neppure gli onesti Al Capone di una volta, se lunedì scorso, 26 novembre 2012, il Dipartimento di Polizia di New York, mosso da estrema e sincera stupefazione (o da inevitabile e professionale amarezza?), è stato «costretto» a diramare una nota in cui ha certificato che «non si ricordava nella storia della città una giornata intera senza neanche una segnalazione relativa a omicidi o altri reati violenti». E se lo ha sancito la Polizia di New York, non è avventato pensare che sia la prima volta dal giorno in cui il Signore immaginò la Creazione.

Insomma, avete letto bene: in quella giungla metropolitana che è la Grande Mela, dove scrittori di tutte le fatte, ignobili e grandissimi, hanno immaginato di costruire la loro gloria (effimera e non) sull’idea sanguinolenta di una città inquieta, lunedì scorso non è successo assolutamente nulla, neppure che abbiano sgozzato un povero gay, questione criminale piuttosto à la page, e neanche, pratica antica tra le più diffuse, che un tossico perso abbia strappato violentemente la borsetta a una vecchiarda, la quale poi, caduta pesantemente a terra, si è fratturata il femore, salutando, da lì a pochi giorni, la vita terrena. Neppure una goccia di sangue, dunque? Già, neppure una.

Una giornata così, nei giornali l’abbiamo immaginata mille volte, mille volte ridendone per l’irrealtà o dandole credito giusto il tempo millimetrico di immaginare – chi non lo ha pensato almeno una volta? – quel famoso (e noiosissimo) giornale di sole buone notizie. Già, ma poi un giornale depurato della violenza, sarebbe un giornale di sole buone notizie? Ovviamente no, essendone solo l’effetto finale di molte cause.

Che significato può avere, oltre che decisamente simbolico, una notizia straordinaria come questa? Non è possibile, davvero, sottovalutarne la concatenazione eccezionalmente casuale, che ha portato i delinquenti di «Gotham City» a prendersi – tutti in un’unica soluzione – una splendida giornata di riposo. Il che ridurrebbe la violenza a pura espressione sanguinolenta delle nostre vite, rappresentazione più cinematografica della realtà e decisamente fallace rispetto alla modernità dei nostri tempi, in cui sappiamo bene che i crimini bianchi producono lesioni irreparabili al tessuto sociale quanto è più degli sparatori e degli stupratori in servizio permanente effettivo.

Il girotondo criminale intorno al denaro ha assunto forme particolarmente sofisticate e sotto questo cielo anche il risolutore (e risolutivo) Callaghan del grande Clint Eastwood avrebbe qualche comprensibile difficoltà a stanare i piccoli e i grandi Madoff del pianeta. Ragione per cui restiamo in attesa, anche con una certa qual trepidazione, di quel giorno nuovo in cui la Sec, l’organo di controllo dei mercati negli Stati Uniti, diramerà un dispaccio tanto incredibile quanto benvenuto: «Oggi, mercoledì 19 marzo, anno 3014, ogni transazione del Paese si è svolta nel pieno rispetto delle leggi vigenti».

A quel punto, anche un giornale di sole buone notizie non avrà più senso.