Arrestato Biesuz il manager che Berlusconi voleva al Milan

Arrestato Biesuz il manager che Berlusconi voleva al Milan

Negli ambienti calcistici si parla con sempre più insistenza della imminente sostituzione di Adriano Galliani alla guida del Milan. Silvio Berlusconi starebbe puntando su Giuseppe Biesuz, che agli appassionati di calcio, ma sopratutto ai tifosi rossoneri, non dice proprio nulla. Perché Berlusconi investe su uno che col mondo del pallone non ha familiarità? Così, mossi dalla curiosità, ci siamo messi alla ricerca di qualche informazioni utile a inquadrare il probabile futuro amministratore delegato del Milan. Appurando che il Biesuz, a dispetto della poca affinità con il calcio, ha invece decisamente confidenza con la politica. Con quella che conta.

Stretto collaboratore di Carlo Bernini, ex ministro dei trasporti travolto da tangentopoli e recentemente scomparso, Biesuz deve avere ereditato da questo la passione per strade e ferrovie. Una passione coltivata inizialmente nella Italtop srl, società specializzata in rilievi topografici, che stranamente non viene citata nel curriculum di Biesuz. Perché è proprio con la Italtop, di cui Biesuz è socio e che verrà liquidata per un mare di debiti nel 1994, che Biesuz si fa le ossa e lavora gomito a gomito con la Regione Veneto – allora presieduta proprio dal doroteo Carlo Bernini – nell’esecuzione di rilievi per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali, come ad esempio la terza corsia dell’autostrada Padova-Mestre e il raccordo con l’Aeroporto Marco Polo di Venezia. 

I due anni in Italtop, uniti ad una solida e mai nascosta fede forzista prima, e pidiellina poi, sfociata in un ottimo rapporto con Marcello Dell’Utri, devono aver costituito un biglietto da visita efficace quando, nel 2008, Formigoni lo designa a capo di Ferrovie Nord Milano (Fnm). Nelle sue parole, un manager «che ha maturato una significativa esperienza nella gestione di importanti società quotate, conducendo processi complessi di riorganizzazione e rilancio». È evidente, però, come Formigoni abbia fatto un po’ di confusione tra le candidature che saranno arrivate sulla sua scrivania per guidare Fnm.

In Richard Ginori, dove Biesuz ha rivestito il ruolo di amministratore delegato, il manager veneto viene estromesso nel 2006. L’esperienza come direttore generale del gruppo Finmek in Amministrazione Straordinaria si conclude, nell’ambito del crack da un miliardo di euro, con un processo per concorso in bancarotta fraudolenta, da cui Biesuz viene assolto nel 2010. Il manager lavora poi, nel biennio 2006-2007 e come si legge nelle note biografiche riportate sul sito di Trenord, in qualità di “consulente straordinario per il rilancio e la ristrutturazione del Gruppo Cit (Compagnia Italiana Turismo)”. Il periodo in cui Biesuz dà consulenza straordinaria è quello in cui il gruppo Cit riceve il colpo di grazia: si perfeziona infatti nel 2007 la sua cessione al Soglia Hotel Group srl, capeggiato al tempo dal parlamentare pdl Gerardo Soglia e che in seguito risulterà insolvente.

Proprio in questi giorni, poi, è emerso un nuovo tassello del curriculum lavorativo di Biesuz. La Guardia di Finanza ha infatti perquisito la sua abitazione e il suo ufficio in Trenord (società nata dalla sinergia tra Trenitalia e Tnm ed estranea alla vicenda), di cui Biezuz è diventato amministratore delegato. Le perquisizioni riguardano un’ipotesi di bancarotta della società Urban Screen, e sono legate ad una imputazione per “ipotesi attenuata di fatture emesse per operazioni inesistenti” per il periodo in cui Biesuz è stato ad della Urban Screen medesima, lasciata nel 2008, tre anni prima della dichiarazione di fallimento. 

I tifosi del Milan sappiano, però, che Biesuz, al di là del fatto di aver lasciato dietro di sé una scia di fallimenti societari, è un tipo meticoloso. Uno di quei manager che non rinuncia a sporcarsi le mani nell’assolvere la propria missione. In un passaggio di una intervista ad Affari Italiani di qualche mese fa, il manager scelto da Formigoni e frequentatore abituale del Meeting di Rimini, spiega così la sua abitudine a verificare di persona le inefficienze sui treni lombardi: «torno adesso da un pranzo con alcuni manager. Siamo andati a vedere i wc dei treni. È una questione di igiene mentale. Farlo dopo mangiato fa sì che se lo si trova sporco ci si mette nelle condizioni dei pendolari e si fa di tutto per evitare che riaccada».