L’accorpamento delle Province? Rischio stangata per gli automobilisti

L’accorpamento delle Province? Rischio stangata per gli automobilisti

L’Italia è il Paese con le polizze Rc Auto più alte d’Europa. E per oltre un milione e mezzo di automobilisti potrebbero aumentare ancora. Una delle conseguenze dell’accorpamento delle Province, appena approvato dal governo, potrà, infatti, non essere buona per le tasche degli italiani.

Il premio Rc auto si compone di diverse parti, una di queste è l’aliquota provinciale che è decisa dalle amministrazioni locali. Nonostante il parametro medio fissato dal governo sia del 12,5%, le Province hanno la facoltà di aumentarlo o diminuirlo fino a un massimo di 3,5 punti percentuali. Oggi, così, in Italia l’aliquota applicata alle polizze auto varia dal 9% della provincia di Aosta a quella massima del 16% scelta da circa il 70% delle Province italiane.

Secondo un’analisi di Facile.it, un sito dove si confrontano le varie offerte assicurative, con l’accorpamento si verificheranno delle variazioni di premio per quelle province che saranno unite ad altre che applicano oggi un’imposta differente. «In questo modo – spiega Mauro Giacobbe, responsabile Assicurazioni del sito – saranno molte le province che, inglobate in quelle più grandi, potrebbero fare i conti con un incremento della tassazione fino al 2%». 

E proprio quello che accadrebbe ai residenti della provincia di Parma. Oggi, hanno un’aliquota del 14% che salirebbe al 16% in caso di accorpamento con Piacenza, se fosse questa seconda a prevalere. Facile.it ha provato a simulare il profilo di un impiegato 40enne, in prima classe di merito che guida una Kia Cee’d 1600 diesel, con ricovero in un box privato. Il suo preventivo medio, se abitasse a Parma, passerebbe da 542 euro a 533 euro annui per la sola copertura Rc auto.

Potrebbe andare peggio solo agli automobilisti trevigiani. Dopo essere riusciti a far diminuire l’imposta al 15% dal primo settembre scorso, potrebbero ora tornare alla soglia massima del 16%, se finissero sotto la Provincia di Belluno. Così, il preventivo medio per lo stesso profilo delineato per Parma, potrebbe passare da 552 a 557 euro.

Al contrario, il risparmio sarebbe notevole se la provincia di Treviso, venisse unita a quella di Padova che applica oggi un’imposta del 12,5 per cento. Il preventivo medio potrebbe diminuire fino a 538 euro. Rincari anche per gli automobilisti senesi che, unendo i propri destini tariffari a quelli dei conducenti della provincia di Grosseto pagherebbero lo 0,5% in più. Il preventivo medio passerebbe da 519 a 522 euro annui.

L’eccezione è per chi vive a Teramo, dove oggi l’aliquota è del 16 per cento. L’accorpamento con la provincia de L’Aquila la farebbe scendere al 15,5 per cento. Con un risparmio, sul preventivo medio ipotizzato da Facile.it, da 589 a 586 euro. 

Negli uffici delle varie Province, però, sembra che nessuno abbia ancora affrontato il problema.  «In questa fase è impossibile ipotizzare – dicono a Linkiesta dalla Provincia di Siena – cosa accadrà tra l’accorpamento delle Province e l’aliquota Rc Auto. Non sappiamo neanche se ci saranno modifiche nel 2013 poiché c’è tempo per decidere fino alla fine di dicembre». E anche la Provincia di Piacenza non sa ancora nulla. «L’aliquota è definita fino alla fine del 2013 – raccontano a Linkiesta – poi bisognerà capire cosa vorrano fare i nuovi enti, magari ne sceglieranno una nuova».

Per l’assessore al bilancio della provincia di Treviso, Noemi Zanette (Lega Nord), ragionare sull’aliquota Rc Auto è azzardato: «Non è una tassa fissa, dipende da molte cose ed è l’unico elastico che ci permette di lavorare in rispetto del patto di stabilità». Treviso a settembre era riuscita ad abbassarla di un punto percentuale perchè non c’erano problemi di entrate. «Il governo Monti però – continua l’assessore – preleva da noi come se fossimo dei bancomat e in più il cittadino ci vede come degli impositori fiscali». E secondo Zanette questo impedisce di fare programmi per il futuro. «È ancora da capire – conclude – se costiamo di più da sole o messe insieme».

Comunque, un possibile aumento allargherebbe ulteriormente lo spread tra l’Italia e il resto d’Europa. Secondo Carlo Rienzi, presidente di Codacons, lo scorso agosto «nel nostro paese una polizza Rc Auto costa 5 volte di più rispetto alla media europea, con un incremento delle tariffe del 195% dal 1994 al 2011».