Addio “slim” e pacchetti da dieci. L’Ue dichiara guerra al fumo

Addio “slim” e pacchetti da dieci. L’Ue dichiara guerra al fumo

Le sigarette saranno tutte uguali. Nei prossimi mesi sarà vietata la vendita delle “slim”, quelle lunghe e sottili. La messa al bando di ingredienti e additivi segnerà la fine delle bionde al mentolo. Poco spazio a cammelli e aeroplanini: anche le confezioni dovranno assomigliarsi. Cancellati i loghi, presto i pacchetti saranno ricoperti quasi interamente da immagini shock e messaggi anti fumo.

L’Unione europea dichiara guerra al fumo. La Commissione Ue ne discute già da tempo. Entro la prossima settimana la revisione della direttiva 2001/37/EC sui prodotti del tabacco dovrebbe diventare realtà. Il 19 dicembre sarà presentata ai commissari una bozza del documento. Tante le novità, che interesseranno l’intero territorio dell’Unione.

L’obiettivo è quello di “standardizzare” i pacchetti di bionde. La forma dovrà essere rettangolare, uguale per tutti i marchi. Addio 10-pack. Ogni confezione non potrà contenere meno di 20 sigarette. Immagini shock – sul recente modello australiano – e messaggi testuali sui rischi del fumo copriranno il 75 per cento della superficie dei pacchetti. Il 50 per cento nel caso di tabacco trinciato.

La Commissione europea decide di eliminare ogni differenza tra i diversi marchi. Le sigarette avranno lo stesso sapore. Vietata l’aggiunta di ingredienti e coloranti. Compresi additivi a base di frutta, spezie, caffeina, taurina. E’ la fine delle sigarette al mentolo. Ma sarà fortemente limitata anche la presenza di nicotina, monossido di carbonio e catrame.

Per tanti fumatori è la fine di un’epoca. Scompaiono le sigarette slim (che la tradizione vuole particolarmente apprezzate dal genere femminile). In Italia hanno una quota di mercato di circa il 10 per cento. Il diametro di ogni esemplare non potrà essere inferiore a 7,5 millimetri. Sigarette più grandi, insomma. Ma uguali per tutti. Sarà vietata anche la vendita di “snus” il tabacco per uso orale diffuso in Svezia (che resta l’unico Paese dove si potrà continuare ad acquistarlo). E questo nonostante il tabacco “da succhio” riduca dell’80 per cento i rischi causati dal fumo.

Sacrosanto l’obiettivo di limitare il fumo. Problematica, secondo alcuni addetti ai lavori, l’introduzione del “pacchetto generico” per le sigarette. Il rischio sarebbe quello di diffondere il contrabbando. Per i convinti sostenitori dell’intervento Ue è solo un pretesto. Per i produttori di tabacco una conseguenza da non sottovalutare. La standardizzazione delle confezioni di sigarette, lamenta il presidente di Unitab Oriano Gioglio, avrebbe come prima conseguenza proprio l’aumento di contrabbando e contraffazione. Che in Italia “hanno raggiunto nel 2012 una quota di mercato intorno al 6,4 per cento, pari ad una perdita erariale per lo Stato di circa 875 milioni di euro e per la filiera di circa 220 milioni”.