Fermare il declino: “Perché Monti non ha detto un secco no alla patrimoniale?”

Fermare il declino: “Perché Monti non ha detto un secco no alla patrimoniale?”

Nella conferenza stampa di fine anno, Mario Monti ha annunciato la prossima pubblicazione di un’agenda per rilanciare la crescita restando saldamente ancorati al quadro europeo. Ha dato la disponibilità a guidare ancora un governo, ma senza presentarsi al voto né lasciando il proprio nome a libera disposizione di chiunque voglia.

Sono apprezzabili il suo chiaro no a chi a destra non ha più credibilità europea e cambia idea ogni giorno, i riferimenti critici a Vendola come ai no ideologici di alcune parti sindacali, la sua apertura ai temi della condizione femminile, il rilancio delle liberalizzazioni.

È corretto il richiamo ai tagli di spesa come via per l’abbattimento della pressione fiscale. Ma è mancato, invece, ogni riferimento al cambio di passo che è necessario nell’abbattimento del debito attraverso dismissioni pubbliche, come il no a ogni ipotesi di patrimoniale che si aggiunga all’attuale pressione fiscale record, che strangola impresa e lavoro.

Fermare il declino resta molto interessata a contribuire a un’agenda per rilanciare la crescita, mettendo al centro merito, competitività, energica revisione del perimetro pubblico, scioglimento dei conflitti d’interesse, e discontinuità rispetto ai vecchi partiti e alle loro classi dirigenti. Da questo punto di vista, nelle forme in cui Monti lo decidesse, siamo disponibilissimi a contribuire sulla base dei nostri dieci punti, chiaramente individuati.

Ma i tempi dell’operazione elettorale indicata da Monti appaiono incompatibili con la chiusura delle liste e la raccolta di firme a cui sono vincolati i movimenti che, come fermare il declino, non partecipano al Parlamento sciolto. Di conseguenza il nostro obiettivo è e resta quello di iniziare entro poche ore in tutta Italia la raccolta delle firme alle nostre liste. Né a destra né a sinistra ma avanti, per dare più voce e forza alla società civile che non ha responsabilità del declino italiano, e dell’enorme dilapidazione di risorse messo in atto dall’elefantiaca macchina pubblica. Oscar Giannino

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta