Il formigoniano Biesuz e la laurea in economia che non c’è

Il formigoniano Biesuz e la laurea in economia che non c’è

Giuseppe Biesuz, il manager chiamato da Formigoni alla guida dei trasporti ferroviari regionali e da martedì agli arresti domiciliari, è un tipo meticoloso. Molto attento, in particolare, a comunicare un’immagine solida di sé. Ad esempio scegliendo accuratamente, per i media e i siti delle aziende dove ha operato, le fotografie con le posture e le espressioni più convincenti. Ma anche valorizzando in modo attento il suo percorso professionale e formativo.

Per averne conferma basta dare un’occhiata alle note curriculari che Biesuz ha affidato in questi anni agli uffici stampa delle società dove ha rivestito incarichi di rilievo o agli organizzatori di eventi a cui ha partecipato. Vengono citate alcune delle esperienze professionali inanellate negli utlimi vent’anni. Sono invece omesse quelle che non hanno avuto un esito particolarmente positivo. E quello che non manca mai è il richiamo alla laurea in economia e commercio conseguita all’università Cà Foscari di Venezia. Una scelta, questa, dettata evidentemente anche dal forte desiderio di rendere evidente la coerenza tra gli studi universitari compiuti ed i ruoli manageriali di assoluta importanza svolti. Questo forse, pensato da Biesuz, affinché sulle competenze tecniche possedute non potessero mai esserci dubbi. Quelli che invece, come sappiamo, fanno breccia nell’immaginario collettivo quando le scelte per posti chiave sono il risultato di processi di cooptazione politica. Di cui Biesuz stesso è peraltro figlio, come è noto.

Così, quando nel luglio del 2008 viene scelto, su indicazione di Formigoni, come nuovo direttore generale di Ferrovie Nord Milano, il relativo comunicato stampa, riportato anche sul sito di Trenitalia – partner societario di Fnm (Ferrovie Nord Milano) – , ricorda che Giuseppe Biesuz «si è laureato in Economia e Commercio all’Università Cà Foscari di Venezia».

Nel 2011, il manager formatosi all’ombra dell’ex ministro tangentista Bernini, è ospite di una importante iniziativa organizzata al Meeting di Rimini al fianco di figure del mondo imprenditoriale di primissimo piano, nonché di Bernhald Scholz, potente presidente della Compagnia delle opere. Nella paginetta del sito del Meeting dedicata alla presentazione di Biesuz, viene puntualmente scritto che «nel 1986 si laurea in Economia e Commercio all’Università Cà Foscari di Venezia». Si tratta della stessa frase che ritroviamo nelle pagine a lui dedicate nei siti di Trenord e di Fnm Group.

Il possesso del titolo accademico non è stato nemmeno dimenticato da chi si è occupato della redazione del bilancio 2008 di FNM, dove si legge che «in data 4 luglio 2008 il Consiglio di amministrazione ha deliberato di nominare il dott. Giuseppe Biesuz direttore generale di Fnm spa». Stesso dicasi per taluni intervistatori che nel rivolgere le domande a Biesuz, non hanno omesso di far precedere il dottore al nome e cognome. Sul reale conseguimento della laurea da parte di Biesuz, però, da anni, non solo tra i suoi vecchi amici di liceo, ci si interrogava. Sono circolate anche voci fantasiose su come Biesuz si fosse laureato.

Incuriositi, abbiamo voluto andare a fondo della questione. Giungendo ad appurare che Giuseppe Biesuz, manager di punta del sistema di potere formigon-ciellino, non solo è molto ben pagato (450 mila euro all’anno), ma soprattutto che in economia e commercio non si è mai laureato. Immatricolato nel 1983, è stato iscritto al corso di laurea in Economia e Commercio a Ca’ Foscari fino all’anno accademico 1987/88. Poi nel febbraio del 1988 ha mollato gli studi economici per tentare la carta delle scienze politiche a Padova.

Grande tessitore di relazioni pubbliche, Biesuz poche settimane fa era addirittura riuscito a sbarcare a Ballarò. Per parlare, da vero economista, di manovre di bilancio, di equità, di incapienti. Certo anche ora che è chiaro che economista non è, a Biesuz non mancheranno occasioni per partecipare a convegni, rilasciare interviste o tornare in tv. Ma almeno la smetterà di farsi chiamare dottore.

Giuseppe Biesuz a Ballarò