La pagella di Monti: il rigore c’è, manca la crescita

La pagella di Monti: il rigore c’è, manca la crescita

Il governo tecnico in appena un anno di storia ha fatto moltissimo. La sua eredità è pesante. Tante, infatti, le riforme economiche presentate. Quali sono stati gli effetti sull’economia dell’Italia? E, soprattutto, quale sarà l’eredità del governo Monti? Proponiamo una presentazione realizzata da Paolo Manasse,  professore di Politica Economica presso l’Università di Bologna.

Misure Economiche del Governo Monti: 8 Riforme + 1Pacchetto

1. Salva-Italia (2011/06/12): L’evasione fiscale, l’imposta sui beni di lusso, i capitali rimpatriati, la Tassa sulla Proprietà (IMU), gli affitti catastali, IVA +2%, la riforma delle pensioni, gli incentivi fiscali per gli investimenti, la pubblica garanzia per i prestiti alle PMI

2. Cresci-Italia (24/1/2012): semplificazioni per le imprese, appalti pubblici, class action per i consumatori, abolizione delle tariffe professionali, le barriere all’ingresso (avvocati, notai, farmacie),
alcune liberalizzazione (gas, energia elettrica, stazioni di servizio, assicurazioni, banche, ferrovie, autostrade, aeroporti, taxi), la certificazione del credito alle pa, i trasporti pubblici locali. 

3. Semplifica Italia (19/2/2012): E-government, i permessi ambientali, la semplificazione delle procedure per i cittadini e le imprese, gli appalti pubblici, le scuole, gli insegnanti pubblici

4. La Semplificazione fiscale (29/4/2012): le aste sulle frequenze televisive, servizi pubblici locali

5. Riforma del mercato del lavoro (18/7/2012): le assicurazioni sociali e l’indennità di disoccupazione, la disciplina del lavoro, i contratti (a tempo determinato, apprendistato), politiche per la formazione del mercato del lavoro, paternità/maternità

6. Spending Review (15/8/2012): riduzione dei governi locali (province), tagli pubblica occupazione (-10%, -20% dirigenti in 5 anni), il ri-collocamento degli insegnanti

7. Cresci-Italia (2012/12/08):  lo sviluppo urbano, i project bond, gli incentivi per le eco-auto, per i lavori di ristrutturazione della casa.

8. Start Up e Agenda Digitale (2012/04/10): semplificazioni amministrative e del lavoro, incentivi fiscali, finanza crowdfunding, disciplina dei fallimenti, informatizzazione delle pa, la concorrenza nei servizi pubblici, garanzie su prestiti per le Pmi.

9. Legge di Stabilità  + Iva 1% (per alcuni prodotti del 10% o del 21%),
– Aliquote delle imposte sul reddito, -1%, per i 2 livelli più bassi meno
imposte sulle detrazioni dal reddito, ma completamente annullata dal Parlamento

Se non ci sono dubbi che l’eredità sarà pesante, allo stesso modo le riforme proposte presentano sia aspetti positivi sia negativi. La riforma del lavoro ha, così, esteso il sistema contributivo, ma manca ancora di flessibilità. E sono state introdotte alcune liberalizzazioni (elettricità, gas e ferrovie), ma si è ancora indietro con le privatizzazioni.

Riforma delle Pensioni

Pro:

• Estensione del sistema contributivo
• Aumento minimo dell’ età pensionabile (+1, +2 anni)
• Abolizione delle “pensioni di anzianità”
• Riduzione dei diritti / indici dei contributi (trasformazione
coefficienti)
• Stop all’indicizzazione per la pensione “alta” nel 2012-13

Contro
• guasto tecnico: gli esodati
• Mancanza di flessibilità
• Nessun incentivo per gli schemi di previdenza complementare privata

Riforma del lavoro

Pro:
Ad ampio raggio:
– Disciplina per l’inserimento per i giovani (apprendistato),
– La disciplina sui licenziamenti (art. 18 del codice del lavoro, un vero tabù)
– Una più diffusa assicurazione sulla disoccupazione

Contro:
– Maggiore (non minore) ruolo dei giudici del lavoro nel licenziamento =>
incertezza (tempo / costi) sui licenziamenti
– Flessibilità inferiore in entrata e in uscita (?)
– Nessun percorso per la sicurezza del lavoro (apprendistato)
– Pochi progressi sulla contrattazione salariale

3.Liberalizzazioni e concorrenza

Pro:
Più potere all’Antitrust e alle autorità (energia,
trasporto), l’abolizione delle tariffe (avvocati, notai),
• alcune liberalizzazioni (gas, elettricità, benzina stazioni, assicurazioni, banche, ferrovie, autostrade, aeroporti).
• giustizia (tribunali speciali per i problemi del lavoro)
• Più concorrenza per il trasporto pubblico locale,
• project bond, finanziamento alle Start-up

Contro: 
– piccole politiche pro-mercato, ma non vere privatizzazioni.
– Ancora barriere all’entrata per farmacie, taxi, ordini professionali, stazioni di servizio, autorità non di trasporto
– Abolizione sussidi alle imprese/ cuneo fiscale inferiore (Commissione Giavazzi): non implementati
– nessuna privatizzazione nel settore immobiliare
– Difesa delle imprese pubbliche dalle acquisizioni private; la Cassa Depositi e Prestiti ha investito in imprese private (Hera) per evitare scalate.

Per leggere la presentazione completa, esposta al governo francese, clicca qui