Veronica ammettilo, hai perso: cosa sono tre milioni al mese?

Veronica ammettilo, hai perso: cosa sono tre milioni al mese?

E così, ogni buon mattino che nostro Signore destinerà alla vita terrena di Miriam Bartolini, in arte Veronica B., il postino del paesello che avrà l’onore di ospitare la signora, sfrattata dal villone di Macherio (che resta a Bruto), busserà alla sua porta depositandole sull’uscio un bel centomila giornaliero. Fin che campa. Eterno. Non più trattabile. Tre milioncini al mese tondi tondi, trentasei l’anno. Finisce così, con una certa gloria economica per la nostra eroina ma senza l’erotica suggestione di portargli via la «roba», quella grossa, cioè palazzi, ville e aziende, la querelle sul divorzio dei divorzi, che ha visto, l’un contro l’altra armati, Silvio e la di lui (fu) consorte. Resterebbero comunque in bilico le quote Fininvest e non è certo pochissima cosa, anzi. Ma semmai sarà terreno di una seconda e magari più aspra battaglia.

Qui invece, da maschi che hanno l’ambizione a pensar da femmine, si dovrebbe tirare la morale corrente della cosa, nella “ciacola” da thè coi biscottini, se insomma la Veronica lo abbia sfregiato davvero e perbene o invece, tutto sommato, ma proprio tutto sommato, quella gran canaglia del Silvio sia riuscito ancora a sfangarla, a non perderci nulla di ciò a cui teneva, destinando alla beneamata consorte semplicemente l’assegno di buonissimo mantenimento.

Noi siamo per questa seconda visione delle cose. Ha vinto ancora Silvio, assistito da quei suoi avvocati che per una questione o per un’altra, dagli asparagi all’immortalità dell’anima, sono sempre e comunque i Ghedini. La saga dei Ghedini. Gli inevitabili Ghedini. Gli insostituibili Ghedini. (Gli insopportabili Ghedini?). Questa è la volta dell’Ippolita, che poi sarebbe la sorella del Niccolò, con studio a Padova, terra natìa di tutta la famiglia.

Secondo noi “donne” ha perso la Miriam, diciamola tutta, perché non è riuscita a ottenere la casa dove ha vissuto gli ultimi vent’anni, non ha sfruttato il villone di Macherio a vita come fanno (o farebbero) tutte le mogli che vogliono spolpare il maritino che si è macchiato della colpa. Anche perché i ragazzi “purtroppo” sono maggiorenni e non più da accudire come pargoli.

Una moglie vince quando vede il marito soffrire, quando gli fa sparire dal patrimonio pezzi di qualcosa, quando lo sfregio è immobile, nel senso del caseggiato. Invece qui ragioniamo su quattro lirette (scherziamo, eh?) che ogni mese passeranno dalle mani del mitico ragionier Spinaus, come veniva chiamato il povero (e rapito) Spinelli dalle vere spolpatrici del Cavaliere, le già note Olgettine, al conto corrente della Signora. Per la nostra modesta conoscenza del personaggio Berlusconi, la qual cosa gli produrrà impatto (quasi) zero, perché l’uomo non vedrà nulla di tangibilmente mutato nel suo orizzonte. È ormai dimostrato che il trasferimento di fondi, anche ingenti, non altera in maniera concreta il suo equilibrio (come tutte le regole, anche in questo caso l’eccezione è molto dolorosa: «la rapina del secolo» dell’ingegner De Benedetti).

La magione di Macherio, è un presidio sentimental-strategico. È del tutto chiaro che a breve la finta-fidanza del Cav. gli chiederà di mettere lì il suo modesto bagaglio, come rivincita secca e inequivocabile su tutte le malignità che circolano in questo periodo intorno al loro rapporto (in primis quelle di Sgarbi). Ecco perché avere perso il villone, almeno in termini di usufrutto (perché è valutato sui 78 milioncini), per Veronica è un bruttissimo colpo. Ora, chiunque la sostituirà nel cuore, nel portafoglio, o nel potere di Silvio, cercherà lo sbarco in quel magnifico parco dove – allegri e inconsapevoli d’ogni contesa amorosa – saltellano meravigliosi coniglietti che un tempo erano la passione di Luigino, che li prendeva tutti sporchi di terra e li portava in casa da papà Silvio. Il quale saltava sulla sedia, ossessionato com’era dall’igiene: «Fagli uno shampooooo…» E Luigino: «Ma papà, non si fa lo shampoo ai coniglietti…».

Perché, ci chiediamo noi “donne”, Veronica si è «accontentata» di tre milioni al mese per tutti i mesi che verranno, da qui alla sua dipartita? È un tormento a cui non riusciamo a dar pace, né spiegazione logica.  

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