Viva la FifaAltro che spese pazze: il calciomercato italiano è fatto ormai di ritocchi

Altro che spese pazze: il calciomercato italiano è fatto ormai di ritocchi

Fino a qualche anno fa, la notizia del mancato rinnovo di Cristiano Ronaldo avrebbe scatenato una ridda di voci che avrebbe visto l’asso portoghese accostato ai grandi club italiani. Da qualche tempo non è più così. E va bene che il calciomercato invernale è di solito un’occasione per ritoccare e non stravolgere le rose, ma nemmeno i club che come il Napoli potrebbero investire si guardano bene dal farlo. È sempre più chiaro che senza stadi di proprietà, il gap con gli altri grandi campionati è destinato ad aumentare.

Le due milanesi sono quelle che più di ogni altre hanno bisogno di tornare a investire. In casa Milan il piatto piange. In questo senso, le cessioni di Ibra e Thiago Silva sono servite ad assestare un colpo in positivo al bilancio di via Turati, ma i riflessi sono stati negativi sul piano del gioco. In estate sono arrivati acquisti che non hanno fatto male più di tanto al bilancio: Montolivo, Traorè, Niang, Acerbi e Pazzini. In uscita i rossoneri hanno fatto tabula rasa di alcune vecchie glorie, alleggerendo al contempo la voce ingaggi nel bilancio. La stessa linea che ora si sta seguendo con le cessioni di Pato e Robinho. Ma non basta. Per tornare in alto in campionato ed evitare la batosta agli ottavi di Champions contro il mostruoso Barça, al Milan servono innesti fin da subito. El Shaarawy da solo non può reggere tutto il peso del reparto, Bojan è considerato da Allegri un pezzo di ricambio e Pazzini non riesce ad inserirsi nei piani di gioco del tecnico livornese. Dei 32 gol fatti, 14 sono stati siglati dal ‘Faraone’. Serve quindi un giocatore in grado di assicurare tanti gol, che sia non solo un animale da area di rigore come Inzaghi, ma anche che sappia portare palla e trascinare la squadra. Si è fatto il nome di Drogba: esperto, ideale per la Champions, con il senso del gol e capace di difendere la palla e far salire la squadra. I problemi legati all’ivoriano sono due: a febbraio andrà a giocare la Coppa d’Africa e l’ingaggio (6 milioni) è di quelli pesanti.

Ecco perché nelle ultime ore è saltato fuori Ilicic: lo sloveno sa trattare la palla con piedi, è impostato fisicamente e costa meno dell’ex Chelsea. Il Milan, poi, ha bisogno di almeno un innesto a centrocampo, visto il grave infortunio a De Jong. L’ideale sarebbe un giocatore che copra le spalle al playmaker Montolivo (508 passaggi in attacco fino ad oggi) e che sappia quindi contrastare. In stagione, il Milan è solo 13° nella classifica dei contrasti con 393 interventi contro i 465 della ‘capolista’ Inter. Se poi sapesse pure usare i piedi, tanto meglio: ecco perché il Milan potrebbe approfittare dei saldi di stagione del Cagliari per buttarsi su Nainggolan, che sa sia difendere che impostare. E visto che c’è, potrebbe pure riportare a casa l’ex Primavera Astori: il Milan ha subito 22 gol contro i dieci della Juve. Molto dipenderà da quanto Berlusconi vorrà metterci di tasca sua, viste le imminenti elezioni e l’acquisto di uno come Balotelli sembra più un acquisto elettorale che altro. Servono giocatori più incisivi e che creino pochi problemi in spogliatoio.

Anche all’Inter c’è bisogno di un innesto per reparto. Il più urgente è l’attacco, dove serve come il pane un vice-Milito. Uno che arrivi a Milano sapendo di accomodarsi in panchina senza fare troppe storie e di farsi trovare pronto in caso di turnover. Livaja promette bene (a parte l’erroraccio con il Genoa) ma deve ancora smaliziarsi. All’Inter il problema non sono i gol, ma solo i ricambi: ecco perché si starebbe puntando su un usato garantito come Rocchi, 35 anni e 82 gol in a con la Lazio. Anche al centro, stesso discorso: più che un discorso di qualità, si tratta di quantità: i 465 contrasti (1° posto in A) e i 5966 passaggi (5° posto) lo dimostrano. Con l’infortunio di Mudingayi e la non più grande freschezza atletica di Cambiasso, serve un innesto in grado di far rifiatare i titolari. Molto dipende da Sneijder: se resta è un elemento in più (vista anche la probabile cessione di Alvarez), se va via bisogna tappare un buco. Anche qui uno come Nainggolan potrebbe fare al caso dell’Inter. E poi la difesa. Nelle due partite giocate da Silvestre titolare, l’Inter ha preso 6 gol. L’ex Catania non sta convincendo e se dovesse partire servirebbe un innesto in grado di dare il cambio al trio Samuel-Ranocchia-Juan Jesus. Anche qui vale il discorso quantità: con 18 gol subiti, l’Inter è la terza difesa meno battuta del campionato assieme alla Lazio. Moratti non farà follie, dopo i 20 e passa milioni spesi l’ultima volta per uno come Quaresma. E la questione dello stadio di proprietà con relativo supporto cinese dimostra l’attenzione sempre maggiore dell’Inter al bilancio.

Strano ma vero, anche la capolista schiacciasassi Juve dovrà intervenire sul mercato. A centrocampo i bianconeri sono a posto, contando sul reparto migliore del campionato: Pirlo 3 assist e 802 passaggi utili in attacco (1° in questa classifica), Asamoah 4 assist, Vidal 5 gol, Marchisio 468 passaggi utili (meglio di Cambiasso, Pizarro e Cassano). In difesa serve un ricambio visto l’infortunio che terrà out Chiellini per due mesi: è ormai fatta per Peluso. Un’operazione low cost: 1,5 milioni per il prestito, 3 per l’acquisto. Difficile quindi che la dirigenza si esponga per un top player in attacco a gennaio. Drogba costa troppo d’ingaggio, ma se la Juve vuole andare avanti in Europa ha bisogno del classico attaccante che ti assicuri i gol di rapina anche quando le cose vanno male. In campionato si può recuperare un sconfitta, in Champions se perdi hai un piede fuori. E se Agnelli ha di recente dichiarato che l’obiettivo è la coppa dalle grandi orecchie, è prevedibile un intervento, magari a sorpresa, per l’attacco già a gennaio.

Se il centrocampo della Juve è il migliore del campionato, quello della Fiorentina non sfigura. Borja Valero, preso ai saldi del Villareal sceso in serie B spagnola, è il re degli assist (8 in campionato) ed è secondo nella classifica dei passaggio utili in attacco (652), assieme ai 4 assist di Liajic, ai 444 passaggi utili di Pizarro e ai 4 centri del redivivo Aquilani. Servono però ricambi, perché i viola di Montella sono terzi in classifica e non hanno per il momento intenzione di mollare la presa. I numeri stanno premiando la squadra di Della Valle: 36 gol fatti (terzo attacco dopo Juve e Roma) e 19 subiti (quarta difesa). Ma se si vuole restare in alto, servono un paio di innesti. Innanzitutto un centrocampista di quantità che faccia più filtro. Un’esigenza che si è vista nella sconfitta all’Olimpico contro la Roma: Montella gioca con un centrocampo di piedi buoni, ma senza nessuno che faccia solo copertura il rischio è di essere infilati in mezzo. E poi un attaccante che anche qui dia il cambio. Jovetic ha segnato 8 gol ma non di rado resta fuori per infortunio, Toni ne ha fatti 6 ma non è più un ragazzino, El Hamdaoui ha dimostrato grande tecnica di base (vedi il gol al Milan) ma il 19 gennaio si unirà al Marocco per la Coppa d’Africa.

Infine il Napoli. L’unica squadra italiana a rispettare i parametri del Fair Play finanziario imposto da Platini farà per il momento acquisti mirati, in attesa dei ‘botti’ di luglio promessi da De Laurentiis (che investirà grazie anche alla probabile cessione di Cavani). L’obiettivo del presidente è quello di puntare su un impianto di giovani da far crescere: Britos, Fernandez, Vargas. Quest’ultimo però chiede spazio e in generale un po’ più di esperienza non guasterebbe. Da puntellare ci sono la difesa (che ha perso Cannavaro per squalifica e Aronica ceduto al Palermo) e l’attacco. Da quando c’è Cavani, il Napoli ha provato ad affiancargli alcuni vice, senza successo, vedi alla voce Hoffer e Lucarelli. Non è facile avere in panchina un attaccante in grado di entrare e tenere la media-gol dell’uruguaiano (13 reti quest’anno, 43 nell’anno solare 2012), così la soluzione potrebbe essere quella di prendere Immobile dal Genoa per affiancarlo quando serve all’ex compagno di squadra Insigne: lo scorso anno a Pescara l’attaccante scuola Juve segnò 28 gol in 37 gare grazie al sostegno del talento di Frattamaggiore.
 

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